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Scienza

Oggi cade l’equinozio d’autunno. Cosa significa, e quali effetti può avere sul nostro corpo. E state pronti per il ritorno dell’Ora Solare.

Stanotte alle 2:05 il Sole ha attraversato l’equatore celeste. Da oggi le giornate si accorciano, ma non è tutto qui. Meno luce ha riflessi anche su di noi. Vediamo quali.
Byoblu·23 settembre 2026
Scienza — Byoblu

Stanotte, alle 2:05, l’estate ha chiuso bottega. È scattato l’equinozio d’autunno, il momento preciso in cui il Sole attraversa l’equatore celeste e passa dalla metà nord del cielo a quella sud. Da oggi, almeno per gli astronomi, siamo ufficialmente in autunno. Giorno e notte durano quasi uguale. Poi, settimana dopo settimana, la luce perderà terreno fino al solstizio d’inverno.

Cosa succede lassù, detto in parole semplici

Te lo spiego con un’immagine. La Terra gira intorno al Sole, ma non sta dritta: è inclinata di circa 23,4 gradi, come una trottola un po’ storta. Questa inclinazione fa sì che, durante l’anno, il Sole ci arrivi ora più dall’alto, ora più di sbieco. Due volte l’anno, a marzo e a settembre, il Sole si trova esattamente sopra l’equatore. I suoi raggi cadono dritti lì, e i due emisferi ricevono la stessa quantità di luce.

Ecco perché si chiama equinozio. Viene dal latino aequa nox, cioè “notte uguale” al giorno. E attenzione: mentre da noi comincia l’autunno, dall’altra parte del mondo, in Australia o in Argentina, comincia la primavera.

Ma non sono davvero dodici ore e dodici ore

Qui c’è un dettaglio curioso. L’idea delle dodici ore di luce e dodici di buio è una buona approssimazione, ma non è esatta. Per due motivi.

Primo: il Sole non è un puntino, è un disco. Diciamo che è sorto quando spunta il suo bordo superiore, non quando passa il centro. Questo regala qualche minuto in più di giorno.

Secondo: l’atmosfera piega la luce. Un po’ come quando metti un cucchiaino in un bicchiere d’acqua e sembra spezzato. Così vediamo il Sole anche quando, geometricamente, è già sotto l’orizzonte.

Risultato: oggi il giorno è ancora più lungo della notte di qualche minuto. La parità vera, che gli esperti chiamano “equiluce”, da noi arriva verso il 25-26 settembre.

Perché la data non è sempre la stessa

L’anno scorso l’equinozio è caduto il 22 settembre. Quest’anno il 23. Come mai? Perché l’anno astronomico non dura esattamente 365 giorni. Il calendario recupera lo scarto con gli anni bisestili, e questo fa slittare l’orario dell’equinozio di alcune ore ogni anno. Può cadere tra il 21 e il 24 settembre, ma quasi sempre il 22 o il 23. Un equinozio il 21 settembre lo vedremo solo nel 2092 e nel 2096.

Una precisazione: questo è l’autunno astronomico. Quello meteorologico, per convenzione, è iniziato il 1° settembre e dura fino a fine novembre.

Il corpo se ne accorge? Dipende a chi lo chiedi

Su questo punto le voci non dicono tutte la stessa cosa.

Da una parte ci sono gli endocrinologi, cioè i medici che studiano gli ormoni. Diego Ferone, presidente della Società Italiana di Endocrinologia, parla di una sorta di “mini jet-lag” stagionale. Il meccanismo, semplificando, è questo: meno luce vuol dire più melatonina, l’ormone del sonno, e meno serotonina, quella del buonumore. Secondo Ferone, l’aumento di melatonina «produce palpebre pesanti a metà giornata, la classica stanchezza diurna che crea disagio negli impegni scolastici, lavorativi e familiari». Possono aggiungersi bruciori di stomaco, mal di testa, irritabilità.

Non tutti reagiscono allo stesso modo. Ferone distingue tra “gufi”, che rendono meglio la sera, e “allodole”, che sono più attive al mattino. «L’equinozio e l’autunno hanno impatto sui cosiddetti gufi che tendono a mal tollerare il buio mattutino», spiega. Le allodole invece accusano un calo di energia nel pomeriggio. In ogni caso, dice, i sintomi «svaniscono in poche settimane» se si seguono regole elementari.

Dall’altra parte c’è chi invita alla prudenza. Riprendendo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, alcuni osservatori sottolineano che l’equinozio, di per sé, non causa insonnia né malumore. La luce regola i nostri ritmi biologici, questo è certo. Ma le reazioni sono individuali e dipendono molto dalle abitudini. Il messaggio è: non confondere un normale adattamento con un disturbo. E se stanchezza o umore basso durano nel tempo, meglio parlarne con un professionista, senza dare la colpa all’autunno.

I consigli su cui tutti sono d’accordo

Su una cosa le fonti convergono, e sono regole facili da ricordare:

  • Prendi luce la mattina. Una passeggiata appena sveglio dice al cervello che il giorno è iniziato.
  • Muoviti all’aria aperta, finché il tempo lo permette.
  • Sveglia sempre alla stessa ora, anche nel weekend.
  • Niente telefono o tablet a letto: lo schermo inganna il cervello e ritarda il sonno.
  • Mangia di stagione: zucca, cavoli, legumi, funghi, castagne, noci e mandorle. Fanno bene all’intestino e alle difese.

I prossimi appuntamenti astronomici

Sabato prossimo, il 26, arriva la prima Luna piena d’autunno, la “Luna del raccolto”. Si chiama così perché il suo chiarore permetteva ai contadini di lavorare nei campi anche dopo il tramonto.

Poi, nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, torna l’ora solare: alle 3 le lancette tornano alle 2. Si dorme un’ora in più, ma la sera fa buio prima. È un’abitudine che in Italia esiste dal 1966 e che da anni è in discussione: l’Europa ne parlò nel 2018 senza arrivare a nulla, e quest’anno la Camera ha aperto un’indagine sull’ipotesi di tenere l’ora legale tutto l’anno. Il dibattito resta aperto.

Insomma: il cielo ha fatto il suo giro puntuale, come ogni anno. Il resto, dalla stanchezza pomeridiana alla voglia di divano, dipende in buona parte da noi e da come organizziamo le nostre giornate. Qualcuno dice che le mezze stagioni non esistono più. L’astronomia, però, continua a segnarle con precisione al minuto.

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