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Esteri

FBI indaga la Federcalcio argentina: 300 milioni sospetti. E quella reazione di Infantino al secondo gol dell’Egitto

Mentre l’Argentina avanza ai Mondiali, l’FBI esamina centinaia di milioni transitati attraverso una società di Miami legata ai vertici dell’AFA. E c’è chi accusa l’Argentina di avere usato quei soldi per comprarsi la vittoria.
Byoblu·09 luglio 2026
Esteri — Byoblu

Mentre Lionel Messi e compagni avanzano nel tabellone del Mondiale 2026 — non senza qualche brivido, come vedremo — negli uffici del Dipartimento di Giustizia americano si raccolgono testimonianze e documenti bancari su una storia ben diversa. L’FBI e i procuratori federali del Southern District of Florida e di Washington stanno esaminando oltre 300 milioni di dollari che la Federazione calcistica argentina (AFA), presieduta da Claudio «Chiqui» Tapia, avrebbe fatto transitare attraverso il sistema finanziario statunitense.

Al centro dell’indagine c’è la TourProdEnter LLC, società con sede in Florida costituita nell’agosto del 2021, riconducibile al produttore teatrale Javier Faroni e alla moglie Erica Gillette, residente a Sunny Isles. Secondo le ricostruzioni giornalistiche di La Nación, quella società fungeva di fatto da «cassa esterna» per i proventi commerciali internazionali dell’AFA: sponsorizzazioni, diritti media, accordi con marchi globali. I conti aperti presso Citibank, Synovus, Bank of America, JPMorgan e PNC Bank avrebbero movimentato almeno 260 milioni di dollari. Altri 57 milioni sarebbero poi stati distribuiti attraverso ulteriori società, alcune delle quali riconducibili — stando alle fonti — a Pablo Toviggino, tesoriere dell’AFA, e alla sua famiglia, tramite le sigle SOMA Srl e Cabello Srl. Tra i flussi ricostruiti, 60 e 40 milioni provenivano rispettivamente da Adidas e Warner Bros. Discovery.

L’indagine, riportano le fonti, avrebbe preso forma concreta nel 2025 e sarebbe coordinata dai procuratori Patrick Gushue e Christopher Ting a Washington, con il supporto di Michael Berger a Miami — lo stesso che in passato ottenne la condanna per riciclaggio dell’ex controllore ecuadoriano Carlos Ramón Pólit.

L’imprenditore interrogato, il giornalista querelato

Tra i primi a essere ascoltati dagli agenti federali c’è l’imprenditore sportivo argentino Guillermo Tofoni, che avrebbe partecipato a una riunione con gli investigatori durata più di due ore. Tofoni non ha pubblicamente confermato né smentito l’incontro.

Non è tutto. Il caso ha prodotto anche uno scontro frontale con la stampa: Toviggino ha sporto denuncia contro il giornalista di La Nación Nicolás Pizzi, ottenendo dal giudice Walter Saettone un provvedimento che impedisce al cronista di avvicinarsi alla sua abitazione e di utilizzare materiali legati alla sua sfera privata. Pizzi ha però potuto partecipare a un forum tenuto a Miami sul tema calcio e corruzione — perché, ha precisato l’avvocato dell’AFA, ciò che non può fare in Argentina lo può fare negli Stati Uniti.

L’indagine non è la prima: già nel settembre 2024 una denuncia era stata inviata alle autorità americane dal ministero della Sicurezza argentino guidato da Patricia Bullrich, ma all’epoca era stata archiviata per insufficienza di prove. Nuovi documenti bancari presentati all’inizio del 2026 avrebbero rimesso tutto in moto.

Al momento non risultano capi di imputazione formali negli Stati Uniti. L’AFA, attraverso il delegato per il Nord America Tomás Regalado, ha ricordato che «le misure investigative non stabiliscono responsabilità o colpevolezza».

E nel frattempo, sul campo…

L’Argentina ha superato l’Egitto agli ottavi di finale per 3-2, in una partita che ha sollevato una valanga di polemiche. Messi ha sbagliato un rigore, ma la vera controversia riguarda l’arbitraggio: decisioni contestatissime, un gol egiziano inizialmente convalidato e poi annullato dopo review VAR in circostanze quanto meno discutibili. Il ct egiziano e il portavoce federale Mostafa Ziko hanno apertamente accusato la partita di essere «manipolata».

A rendere tutto ancora più grottesco, una fotografia di Gianni Infantino — presidente FIFA — seduto accanto a Claudio Tapia sugli spalti durante la partita è diventata virale, trasformandosi in pochi minuti in un meme globale. Infantino che sorride accanto all’uomo indagato dall’FBI per 300 milioni di dollari sospetti, mentre i giocatori egiziani si mordono le mani per un arbitraggio che ha fatto discutere tutto il mondo. L’immagine vale più di mille parole.

Infantino reaction to Egypt secondo gol

Non ci sono ancora accuse formali né verdetti. Ma la sovrapposizione tra un’indagine federale su centinaia di milioni di dollari, un arbitraggio che ha fatto inferocire mezza Africa e un sorriso presidenziale in tribuna è il tipo di coincidenza che, nel calcio, non passa mai inosservata. E che il popolo, come sempre, non dimentica.

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