Ferrari Luce debutta tra polemiche: -8,4% in Borsa, critiche al design elettrico

Il lancio di Ferrari Luce, la prima vettura completamente elettrica prodotta dalla casa di Maranello, ha innescato una reazione brusca sui mercati e un acceso dibattito nel mondo dell’automotive. Il titolo Ferrari ha ceduto l’8,4% a Piazza Affari, chiudendo la seduta del 26 maggio a 284,05 euro, prima di recuperare parzialmente terreno nella mattinata del 27 maggio, quando il settore lusso e automotive ha sostenuto un rimbalzo della Borsa di Milano. Lo spread BTP-Bund si attestava intanto a 71 punti base.
Il design firmato da ex Apple al centro delle critiche
Luce è stata presentata a Roma in anteprima mondiale e offerta in dono simbolico anche a Papa Leone, che ha ricevuto il volante della vettura durante una visita a Castel Gandolfo alla quale hanno partecipato il presidente di Ferrari John Elkann, il ceo Benedetto Vigna e il vicepresidente Piero Ferrari. Nonostante la risonanza istituzionale dell’evento, l’accoglienza dell’auto da parte del pubblico e degli investitori è stata tutt’altro che entusiasta.
Al centro delle critiche vi è la scelta stilistica: il design è stato affidato allo studio LoveFrom, guidato dall’ex responsabile del design Apple Jony Ive e dal designer Marc Newson. Numerosi appassionati avrebbero paragonato la vettura — il cui prezzo si aggira intorno ai 550.000 euro — a un veicolo elettrico generico, lontano dall’estetica tradizionalmente associata al marchio del Cavallino rampante.
Le voci critiche: da Montezemolo a Calenda
Tra i più accesi commentatori figura Luca di Montezemolo, ex presidente di Ferrari, che ha espresso disappunto senza troppi giri di parole: «Così si rischia la distruzione di un mito e mi dispiace moltissimo, almeno si levi il Cavallino», ha dichiarato, secondo quanto riportato da Il Giornale. Montezemolo fu estromesso dalla presidenza del Cavallino nel 2014 e i suoi rapporti con l’attuale gestione sono noti per essere tesi.
Anche il vicepremier Matteo Salvini ha commentato pubblicamente, definendo la vettura esteticamente non all’altezza del marchio e richiamando la figura di Enzo Ferrari come metro di giudizio.
Carlo Calenda, leader di Azione ed ex collaboratore di Ferrari negli anni della presidenza Montezemolo, ha usato toni ancora più duri, parlando di «insulto estetico e tecnologico» e rivolgendo critiche dirette all’operato di Elkann nella gestione del patrimonio industriale del gruppo.
Sulla stessa linea si è espresso Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, secondo cui Luce rischia di rivelarsi «un boomerang per la casa automobilistica», rilevando uno scontento diffuso sia tra i semplici appassionati sia tra i clienti storici del marchio.
La difesa del management e gli interrogativi degli analisti
Il ceo Vigna ha risposto alle critiche ribadendo la propria visione: «Luce è sempre una Ferrari con un’interpretazione diversa», ha dichiarato a Aci Radio, sottolineando come la vettura punta su leggerezza, semplicità di interazione e coinvolgimento sensoriale.
Gli analisti finanziari, dal canto loro, hanno evidenziato come l’azienda non abbia fornito indicazioni sui volumi di produzione attesi, elemento che avrebbe contribuito all’incertezza sui mercati. Il quesito che circola negli ambienti finanziari riguarda la capacità di Ferrari di conquistare una nuova clientela con una proposta così radicale senza alienare la base storica di acquirenti.
Prossimi appuntamenti
Benedetto Vigna interverrà nella mattinata del 27 maggio al Motor Valley Fest di Modena, dove sarà affiancato da Stephan Winkelmann, numero uno di Lamborghini, e da altri protagonisti del settore automobilistico emiliano. L’evento potrebbe offrire ulteriori elementi di valutazione sulla strategia di lungo periodo di Ferrari nel segmento elettrico.