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Cronaca

Ferrovie nel caos da Torino a Bologna: un giorno nero per i pendolari italiani

Investimento a Stura, persone sui binari dell’AV: ritardi fino a 190 minuti mentre i fondi volano altrove.
Byoblu·26 maggio 2026
Cronaca — Byoblu

Caos ferroviario da Nord a Nord: l’Italia dei treni in tilt il 26 maggio

Una giornata nera per le ferrovie italiane. Il 26 maggio 2026 ha visto accumularsi disagi su disagi lungo due assi fondamentali del trasporto pendolare e ad alta velocità del Paese: la direttrice Torino-Milano e la linea Alta Velocità Milano-Bologna. Due episodi distinti, due crolli del servizio, un unico segnale preoccupante sullo stato delle infrastrutture e della sicurezza ferroviaria nazionale.

Torino-Milano: fino a 190 minuti di ritardo

Nelle prime ore della mattina, un investimento di una persona in prossimità della stazione di Stura ha paralizzato la circolazione ferroviaria nell’area metropolitana torinese. Secondo quanto riportato da La Stampa, i convogli della linea Sfm1 sono stati limitati a Settimo Torinese, quelli della Sfm2 hanno terminato la corsa a Torino Lingotto, mentre i regionali sulla tratta Torino-Ivrea si sono fermati a Chivasso. I ritardi accumulati hanno raggiunto i 190 minuti, con pesanti ripercussioni per migliaia di lavoratori e pendolari che ogni mattina dipendono da quei convogli per raggiungere uffici, scuole, ospedali.

AV Milano-Bologna: binari bloccati a Reggio Emilia

Nel pomeriggio, a partire circa dalle 13.30, è toccato all’Alta Velocità. Rfi ha segnalato la presenza di persone non autorizzate in prossimità dei binari nei pressi di Reggio Emilia, costringendo all’arresto di tutti i treni sulla linea Milano-Bologna. Le forze dell’ordine sono intervenute sul posto, ma alle 13.48 — ora dell’ultimo aggiornamento disponibile — le operazioni erano ancora in corso. Trenitalia ha comunicato che i convogli dell’Alta Velocità avrebbero potuto subire ritardi fino a 120 minuti e, in alcuni casi, essere deviati sulla linea convenzionale con conseguenti variazioni di percorso.

Infrastrutture al limite, soldi altrove

I due episodi di oggi si inseriscono in un quadro strutturale che da anni preoccupa esperti, sindacati dei trasporti e associazioni di consumatori. Il sistema ferroviario italiano, specie quello pendolare e regionale, soffre di una cronica carenza di investimenti in manutenzione preventiva, sicurezza attiva e potenziamento delle linee secondarie. Eppure, mentre i disservizi si moltiplicano e i pendolari accumulano ritardi, l’Italia ha destinato negli ultimi due anni risorse consistenti al sostegno militare a conflitti in corso all’estero — con stanziamenti che, secondo i dati del governo, hanno superato miliardi di euro in forniture e assistenza.

La domanda che molti si pongono è diretta: ha senso continuare a investire in guerre lontane mentre chi prende il treno ogni mattina per andare a lavorare non sa se arriverà in orario? È un tema di priorità politiche, non solo di gestione del traffico ferroviario.

Analisti e associazioni dei consumatori come Codacons hanno più volte denunciato che il livello di puntualità delle ferrovie italiane è tra i peggiori d’Europa occidentale, e che i piani di ammodernamento restano spesso sulla carta. Nel frattempo, episodi come quelli di oggi — per quanto causati da fattori esterni come le intrusioni sui binari — evidenziano anche la fragilità di un sistema che non riesce a gestire gli imprevisti senza ricadere nel caos.

I prossimi passi

Rfi e Trenitalia non hanno ancora fornito aggiornamenti definitivi sulla riapertura completa della linea AV Milano-Bologna al momento della pubblicazione di questo articolo. Sul fronte politico, non risultano dichiarazioni ufficiali da parte del Ministero delle Infrastrutture in merito agli episodi odierni. I pendolari colpiti potranno richiedere rimborsi secondo le modalità previste dalla Carta dei Servizi di Trenitalia, ma il problema strutturale rimane aperto e irrisolto.


Fonti:

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