Fine vita: la legge veneta impugnata spacca il governo, Tajani chiede una legge nazionale
Il Consiglio dei ministri approva giovedì l’impugnativa della legge regionale veneta sul suicidio medicalmente assistito, ma la decisione rivela fratture nella maggioranza. Matteo Salvini sceglie di non partecipare al voto in Cdm, mentre Roberto Calderoli si dichiara apertamente contrario all’impugnativa. Il presidente della Regione Luca Zaia difende la scelta del Veneto, dicendo di rispettare la posizione del governo ma di rivendicare comunque la norma approvata dall’Assemblea legislativa. Il vicepremier Antonio Tajani rilancia invece la necessità di una normativa nazionale che uniformi la materia su tutto il territorio, evitando differenze tra Regioni. Il caso riaccende il dibattito politico sul fine vita, già al centro di tensioni tra Stato e Regioni dopo le sentenze della Corte costituzionale sul tema.