Gaza, topi e parassiti assediano i bambini: il disastro igienico-sanitario voluto dall’assedio

Nella Striscia di Gaza, a quasi sette mesi dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, la catastrofe umanitaria non si è fermata: si è trasformata. I bombardamenti israeliani che hanno sistematicamente distrutto le infrastrutture idriche e fognarie della Striscia hanno lasciato in eredità un ambiente che l’Organizzazione mondiale della sanità definisce una bomba biologica. Dall’inizio del 2026, secondo i dati OMS citati da Caritas Jerusalem, sono stati registrati oltre 70.000 casi di infezioni da ectoparassiti e malattie trasmesse da roditori. Un numero destinato a crescere.
I roditori padroni della notte
I topi sono ovunque. L’OCHA — l’Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari — ha rilevato la loro presenza nell’81% degli oltre 1.600 siti per sfollati monitorati a metà aprile. Circa 1,45 milioni di persone vivono in condizioni di infestazione permanente. I bersagli più vulnerabili sono i bambini: secondo i dati disponibili, 680.000 minori — i due terzi di tutti i bambini presenti nella Striscia — vivono in campi infestati da roditori o parassiti.
Khalil al-Mashharawi, 26 anni, ha raccontato alla Reuters che suo figlio di tre anni è stato morso alcune settimane fa mentre dormiva. Poi i topi hanno morso anche lui. «Colpiscono nel sonno», ha detto, «poi spariscono per un giorno o due prima di tornare, facendosi strada sotto le piastrelle del pavimento». Samah al-Dabla, che vive con i figli accanto a una montagna di macerie, ha riferito ad Al Jazeera che un ratto «grande come un coniglio» ha morso la mano della figlia di tre anni, che da allora si sveglia di notte per la paura e vuole dormire solo in braccio alla madre. Al-Dabla ha aggiunto che i ratti sarebbero diventati più aggressivi perché «si sono abituati a mangiare resti umani sotto le macerie».
L’infrastruttura distrutta: la scelta che ha creato l’epidemia
La crisi non è un accidente. È la conseguenza diretta di anni di bombardamenti israeliani che hanno colpito con sistematicità le infrastrutture civili della Striscia. Secondo i dati OCHA, quasi il 90% delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza risulta distrutto o gravemente danneggiato. Il 60% delle famiglie non ha accesso a quantità sufficienti di acqua potabile. L’80% della popolazione dipende da autocisterne per sopravvivere.
Senza fognature funzionanti, senza raccolta dei rifiuti, con la discarica principale della città di Gaza che accumula circa 300.000 metri cubi di immondizia e con migliaia di cadaveri ancora sepolti sotto le macerie — la protezione civile palestinese ne stima almeno 8.000 — i ratti trovano condizioni ideali per moltiplicarsi senza controllo. Il direttore del dipartimento di medicina preventiva del ministero della salute palestinese, Ayman Abu Rahma, ha individuato in questo trio la causa strutturale del disastro: rifiuti accumulati, fognature distrutte, corpi in decomposizione sotto le macerie.
E il governo israeliano ha risposto alla crisi dei roditori autorizzando l’ingresso nella Striscia di sole mille trappole per topi, mentre i pesticidi e i rodenticidi restano bloccati ai valichi.
La risposta sanitaria al collasso
Un medico di Caritas Jerusalem operativo a Gaza — rimasto anonimo per ragioni di sicurezza — ha descritto a Caritas Internationalis una realtà al limite. Ogni notte circa dieci persone con morsi di ratto arrivano nei pronto soccorso ancora funzionanti. Il 50% dei materiali essenziali alle cure non è disponibile. Mancano il vaccino e il siero antirabbico. Le macchine PCR per la diagnostica sono ferme per assenza di reagenti. I medici operano sui soli segni clinici, senza poter confermare infezioni potenzialmente letali come la leptospirosi, l’hantavirus o le malattie da rickettsie.
«Senza questi interventi, continueremo a vedere morti evitabili», ha dichiarato il medico, indicando come condizioni necessarie un vero cessate il fuoco, la rimozione delle macerie, il ripristino delle reti idriche e fognarie e la ricostruzione del sistema ospedaliero.
Bambini nati malati: il lascito della guerra
I danni si misurano anche sulle generazioni future. Rispetto al 2022, il numero di nati morti è aumentato del 140%. La mortalità neonatale è cresciuta del 50% rispetto al periodo precedente il conflitto. Solo nel 2025 sono stati registrati oltre 300 casi di malformazioni congenite — il doppio rispetto al periodo anteguerra — riconducibili alla malnutrizione materna e all’esposizione a sostanze tossiche presenti nelle aree bombardate.
Mentre il piano di pace annunciato dall’amministrazione Trump resta lettera morta — il comitato tecnico palestinese che dovrebbe gestire la ricostruzione è ancora bloccato al Cairo, privo di risorse e di accesso alla Striscia — e mentre Israele continua a condurre attacchi che dall’ottobre 2025 avrebbero causato almeno 800 vittime secondo il ministero della salute palestinese, Gaza sprofonda in una crisi sanitaria che ha tutte le caratteristiche di un disastro costruito deliberatamente, mattone per mattone, valico per valico.
Fonti:
- https://www.avvenire.it/mondo/tende-infestate-di-topi-e-parassiti-malformazioni-le-piaghe-di-gaza_107881
- https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/03/gaza-topi-entrano-tende-bambini-malattie-pidocchi-scabbia-malformazioni-neonati-morti/8373448/
- https://www.leggo.it/esteri/news/04_maggio_2026_gaza_striscia_palestinesi_topi_tendopoli_emergenza_sanitaria_onu-9509383.html
- https://www.internazionale.it/notizie/francesca-gnetti/2026/05/08/i-tormenti-di-gaza
- https://www.agensir.it/mondo/2026/05/15/striscia-di-gaza-caritas-jerusalem-oltre-70-000-infezioni-linfestazione-di-roditori-diventa-emergenza-sanitaria/