Google lancia in Italia le “Fonti Preferite”: gli utenti scelgono le news

Dal 30 aprile 2026 è disponibile anche in Italia “Fonti Preferite”, la funzionalità con cui Google consente agli utenti di indicare quali testate giornalistiche o siti web devono comparire con maggiore frequenza nella sezione “Notizie principali” dei risultati di ricerca. Lo strumento era già operativo dall’agosto 2025 negli Stati Uniti e in India, e ora arriva nel nostro Paese come parte di un roll-out globale.
Come funziona
Il meccanismo è relativamente semplice. Effettuando una ricerca su un argomento di attualità, l’utente trova un’icona a forma di stella posizionata accanto al riquadro delle notizie principali. Cliccandola, è possibile selezionare uno o più siti da aggiungere al proprio elenco personale. Da quel momento, i contenuti provenienti da quelle testate compariranno con maggiore frequenza, sia tra le notizie in evidenza sia in una sezione dedicata denominata “Dalle tue fonti”. Le preferenze possono essere modificate o eliminate in qualsiasi momento.
Google ha precisato che la funzione non sostituisce l’algoritmo tradizionale né elimina la varietà delle fonti visualizzate: le testate non selezionate continuano a comparire nei risultati, ma con una gerarchia inferiore rispetto a quelle contrassegnate come preferite.
I dati diffusi da Google
Stando ai dati comunicati da Google Italia, gli utenti che aggiungono un sito all’elenco delle fonti preferite hanno il doppio delle probabilità di accedervi rispetto a prima della selezione. A livello globale, la funzionalità avrebbe già registrato la selezione di oltre 200.000 siti unici. Durante la fase sperimentale condotta attraverso il programma Labs, più della metà degli utenti coinvolti avrebbe indicato almeno quattro fonti diverse, un dato che secondo Google suggerisce una propensione alla pluralità informativa piuttosto che alla chiusura in una singola prospettiva.
Il contesto: il calo del traffico verso i siti di informazione
L’introduzione di questa funzionalità si inserisce in un momento di forte pressione sul settore dell’informazione digitale. Secondo il report “Journalism, Media, and Technology Trends and Predictions 2026” del Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford, tra novembre 2024 e novembre 2025 il traffico organico verso i siti di notizie proveniente da Ricerca Google e Google Discover avrebbe subito una contrazione di circa un terzo. Lo stesso istituto stima che, entro la fine del 2027, i clic sui siti di informazione potrebbero diminuire del 43%.
In questo quadro, “Fonti Preferite” viene presentata da Google come uno strumento che può contribuire a rafforzare il legame tra lettori e testate, aumentando la probabilità di visita diretta ai siti selezionati. Gli editori, da parte loro, possono utilizzare strumenti messi a disposizione da Google nel proprio Help Center per incoraggiare il proprio pubblico ad aggiungere la testata all’elenco delle preferenze.
Valutazioni e prospettive
La funzionalità incontra il favore di chi ritiene che gli utenti debbano avere maggiore controllo sull’informazione che ricevono. Alcune riflessioni nel dibattito pubblico sollevano tuttavia interrogativi sul rischio opposto: che la possibilità di selezionare sempre le stesse fonti possa favorire, nel tempo, una riduzione dell’esposizione a punti di vista diversi, anche se Google sottolinea che il pluralismo delle fonti viene comunque preservato.
Non sono al momento disponibili valutazioni indipendenti sull’impatto effettivo della funzione sul comportamento degli utenti italiani, né dati aggiornati successivi al lancio nel nostro Paese. È possibile che nei mesi successivi all’introduzione emergano ulteriori analisi sull’adozione dello strumento e sui suoi effetti sul traffico editoriale.