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Esteri

Hegseth cita l’Italia dal palco della Normandia: «Le spiagge europee invase dai migranti»

Il segretario alla Difesa Usa, all’82° anniversario del D-Day, attacca l’Europa sull’immigrazione e rilancia la richiesta di riarmo.
Byoblu·06 giugno 2026
Esteri — Byoblu
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Davanti alle croci bianche del cimitero militare americano di Colleville-sur-mer, in Normandia, Pete Hegseth ha scelto l’82° anniversario dello sbarco alleato del 6 giugno 1944 per lanciare un messaggio politico diretto all’Europa: agire contro quella che ha definito un’«invasione» di migranti, o essere destinata a soccombere — proprio come rischiò di fare ottant’anni fa sotto l’occupazione nazista.

Nel suo discorso commemorativo, il segretario alla Difesa dell’amministrazione Trump ha citato esplicitamente Italia, Spagna, Grecia e Bulgaria come i Paesi le cui spiagge vedono «arrivare imbarcazioni e uomini». «Tristemente oggi altre spiagge europee sono assalite da altre ideologie pericolose», ha dichiarato Hegseth. «Quando le capitali europee faranno qualcosa contro questa invasione? O sarà troppo tardi?».

Un endorsement indiretto alla linea Meloni

Le parole del capo del Pentagono arrivano in un contesto che, almeno per quanto riguarda l’Italia, non è di inazione. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha fatto della gestione dei flussi migratori uno dei cardini della propria azione di governo, con politiche che hanno contribuito a ridurre significativamente gli sbarchi rispetto ai picchi registrati prima del 2023. Dati alla mano, Meloni ha più volte rivendicato i risultati ottenuti: secondo i dati del Ministero dell’Interno, gli sbarchi in Italia nel 2024 hanno subito un calo consistente rispetto all’anno precedente, e la tendenza si sarebbe confermata nei primi mesi del 2025 e del 2026. Il richiamo di Hegseth alle «spiagge italiane», dunque, sembra ignorare proprio i progressi che Roma rivendica con forza in sede europea e internazionale.

La dottrina Trump sull’Europa: immigrazione e riarmo

Hegseth non si è fermato alla questione migratoria. Il secondo filone del discorso ha riguardato la sicurezza collettiva e l’impegno militare degli alleati Nato. Citando i 9.387 soldati americani sepolti nel cimitero normanno, ha esortato i partner europei a «imparare dal passato», ricordando che «gli uomini sepolti qui hanno combattuto in un’alleanza in cui ogni partner ha portato la propria piena capacità, coraggio e sacrificio. Non slogan vuoti, non summit nel lusso, non comunicati».

La posizione di Washington è chiara: «I veri alleati fanno cose vere», ha detto Hegseth, invitando l’Europa a un maggiore impegno nella spesa per la difesa. Il richiamo si inserisce nella pressione sistematica che l’amministrazione Trump esercita sugli alleati affinché raggiungano e superino la soglia del 2% del PIL destinata alla difesa, obiettivo che diversi Paesi europei faticano ancora a centrare.

Una linea, quella sull’immigrazione incontrollata come minaccia esistenziale per il continente, già tracciata dal vicepresidente J.D. Vance nel febbraio 2025 alla Conferenza di Monaco, quando aveva definito la migrazione di massa il pericolo più urgente per l’Europa, attaccando i governi del continente per la gestione delle frontiere.

La polemica americana: i sei figli al seguito

Sul piano interno statunitense, la visita in Francia di Hegseth ha suscitato critiche per una questione distinta: il segretario è arrivato a Parigi accompagnato dalla moglie e da tutti e sei i figli. Un ex funzionario dell’ufficio sicurezza del Pentagono ha dichiarato al Washington Post di non aver «mai visto una cosa del genere». Lo staff di Hegseth ha precisato che i costi di viaggio per i familiari saranno sostenuti personalmente dal segretario, ma rimangono aperti interrogativi sui costi aggiuntivi per la sicurezza dell’intera comitiva, in un Paese dove il Dipartimento di Stato raccomanda agli americani di «aumentare la cautela» per il rischio di terrorismo.

Prossimi sviluppi

Le dichiarazioni di Hegseth alimenteranno quasi certamente il dibattito europeo sulle politiche migratorie in vista delle prossime riunioni del Consiglio Ue, mentre a Roma il governo Meloni potrà utilizzare le parole del segretario americano — paradossalmente — come ulteriore argomento per rivendicare la necessità di una risposta più decisa a livello continentale, sulla scia di quanto l’Italia sostiene di aver già avviato in casa propria.


Fonti:

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