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Esteri

I satelliti di Elon Musk “usati per uccidere i bambini”. L’accusa shock del presidente della Duma Vyacheslav Volodin.

Nel frattempo, cinquanta Paesi ONU contro le minacce russe a Kiev, ma Mosca non fa marcia indietro e giustifica i raid come rappresaglia per il bombardamento del dormitorio
Byoblu·27 maggio 2026
Esteri — Byoblu

New York, 26 maggio 2026. Una cinquantina di Stati membri delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia e la Svizzera, insieme all’Unione Europea, hanno formalmente condannato quello che definiscono un atto di intimidazione senza precedenti: la richiesta avanzata il giorno prima dalle autorità di Mosca ai diplomatici stranieri presenti a Kiev di lasciare la capitale ucraina prima dei bombardamenti annunciati. La dichiarazione è stata letta fuori dall’Aula del Consiglio di Sicurezza dall’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Andrii Melnyk.

“Condanniamo le recenti minacce della Russia contro le istituzioni diplomatiche e le ambasciate a Kiev”, recita il documento condiviso dai cinquanta firmatari. “È qualcosa che non possiamo tollerare”, si legge ancora nel testo, secondo quanto riportato dalle agenzie.

La risposta europea: convocazioni e solidarietà ai Baltici

A livello europeo la reazione è stata immediata. Il ministero degli Esteri tedesco ha convocato l’ambasciatore russo a Berlino, comunicando pubblicamente che la Germania “non si lascia intimidire” e continuerà a sostenere Kiev. Analoghe convocazioni degli incaricati d’affari russi si sono registrate in diversi altri Paesi europei, secondo quanto riferito da Al Jazeera, che cita la portavoce dell’UE Anitta Hipper, la quale ha definito la minaccia russa ai diplomatici “un’escalation inaccettabile”.

Una delle mosse più simbolicamente rilevanti è stata quella della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha modificato la propria agenda per recarsi a Vilnius e incontrare i leader dei tre Paesi baltici. “L’Europa è pienamente solidale e unita con Estonia, Lettonia e Lituania”, ha dichiarato, inquadrando gli episodi legati ai droni russi caduti vicino ai confini baltici come parte di una strategia deliberata di destabilizzazione. Von der Leyen ha anche rilancito il piano “Readiness 2030” e il progetto “Eastern Flank Watch”, ribadendo l’urgenza di sviluppare protocolli comuni per affrontare attacchi ibridi e informatici.

Sullo sfondo, la crisi di governo in Lettonia: il gabinetto della premier Evika Silina è caduto proprio a causa delle polemiche sull’inadeguatezza delle difese nazionali dopo gli incidenti con i droni.

La posizione russa: avvertimenti legittimi e ironia di Medvedev

Mosca, dal canto suo, non ha ritirato né ritrattato quanto comunicato. Il vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Dmitrij Medvedev, ha risposto con ironia alle dichiarazioni europee: “A quanto pare hanno diplomatici da vendere e devono ridurre il personale”, ha scritto sul social X.

Il deputato russo Andrei Kartapolov, presidente della Commissione Difesa della Duma, ha precisato che i bersagli dei nuovi raid non includerebbero il Parlamento ucraino né l’ufficio della presidenza di Zelensky, ritenuti privi di reale valore militare. “La Verkhovna Rada non è un centro decisionale, così come non lo è la Duma in Russia”, ha affermato, aggiungendo che i presunti obiettivi strategici sarebbero i posti di comando delle forze armate ucraine, non situati nel centro di Kiev.

L’annuncio dei nuovi raid è stato presentato da Mosca come rappresaglia all’attacco ucraino della scorsa settimana contro un dormitorio di studenti liceali a Starobilsk, nella regione di Lugansk controllata dalla Russia, che avrebbe causato 21 morti e oltre 40 feriti. Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin ha anche puntato il dito contro Elon Musk, sostenendo che i satelliti Starlink vengano impiegati dalle forze di Kiev per condurre attacchi in territorio russo. “Elon Musk deve capire che i suoi satelliti vengono usati per uccidere bambini”, ha affermato Volodin in seduta plenaria.

Rubio: «La guerra deve finire»

In questo quadro di escalation, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti definendo il conflitto “terribile” e sottolineando che dura ormai “da più tempo della Seconda guerra mondiale”. Rubio ha ribadito la disponibilità di Washington ad assumere un ruolo diplomatico per favorire una soluzione negoziata, pur senza indicare tempi o modalità precise. “Speriamo che a un certo punto si presenti l’opportunità di poter svolgere questo ruolo”, ha detto.

Il contesto

La guerra in Ucraina è entrata nel suo quinto anno dopo l’invasione su larga scala avviata dalla Russia nel febbraio 2022. Gli ultimi giorni hanno visto un’intensificazione degli attacchi: nella notte tra il 25 e il 26 maggio, secondo l’aeronautica ucraina, sono stati lanciati oltre cento droni e due missili balistici contro il territorio ucraino. La minaccia di Mosca ai diplomatici stranieri a Kiev rappresenta un’ulteriore torsione di una crisi che non mostra segnali di reale allentamento, nonostante le dichiarazioni di intenti negoziali provenienti da Washington.

I prossimi sviluppi da monitorare riguardano sia l’eventuale risposta militare russa preannunciata sia la tenuta diplomatica occidentale a Kiev, dove l’UE ha confermato la permanenza della sua rappresentante Katarina Mathernova.

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