Il “bacio celeste” tra Luna e Venere illumina i cieli italiani

Nella serata del 17 giugno 2026, subito dopo il tramonto, il cielo italiano ha offerto uno degli spettacoli astronomici più attesi dell’anno: la congiunzione tra la falce di Luna crescente e Venere, cui si sono aggiunti Giove e Mercurio, in un allineamento visibile a occhio nudo da gran parte del territorio nazionale. Il fenomeno, già anticipato dagli appassionati, si è prolungato fino a oltre le 23, quando i quattro astri sono gradualmente scomparsi oltre l’orizzonte occidentale.
Quattro astri in fila nel cielo occidentale
Il momento di massima vicinanza tra Luna e Venere si è verificato nelle prime ore della sera. Secondo quanto riferito da più osservatori, i due corpi celesti hanno raggiunto una distanza apparente di circa mezzo grado — una misura che, in astronomia, corrisponde all’incirca al diametro della Luna piena visto dalla Terra. Al di sotto di Venere era ben distinguibile anche Giove, mentre Mercurio si trovava più in basso sull’orizzonte e risultava meno luminoso.
Un elemento che ha reso la congiunzione particolarmente suggestiva è stata la cosiddetta luce cinerea: il debole bagliore che rende visibile la porzione di Luna non direttamente illuminata dal Sole, grazie alla luce riflessa dalla Terra.
Il racconto dall’astrofotografia
A Cesenatico, l’astrofotografa Lia Briganti ha documentato l’evento dalla Piazzetta delle Erbe, nel centro storico, scattando alle 22:21 e alle 22:22. “Il bacio tra il primo quarto di Luna e Venere è apparso a nord-ovest alle ore 22:21, con uno spettacolare alone rosso intorno ai due astri”, ha spiegato Briganti. Il fenomeno cromatico sarebbe riconducibile, a suo dire, ai raggi solari a lunghezza d’onda lunga ancora presenti nell’atmosfera a quell’ora. L’astrofotografa ha aggiunto che la congiunzione è scomparsa all’orizzonte alle 23:10.
Non un evento isolato
L’incontro del 17 giugno non è stato il primo del mese. Già il 9 giugno si era verificata una congiunzione tra Venere e Giove — accompagnata da Mercurio e dalle stelle Castore e Polluce nella costellazione dei Gemelli — che aveva dato vita all’allineamento più ravvicinato osservabile nell’emisfero settentrionale. La serata del 17 ha riproposto uno scenario simile, questa volta arricchito dalla presenza della falce lunare.
Secondo quanto riportato dalle fonti, un fenomeno paragonabile non si ripeterà prima del 2028, rendendo l’osservazione di questi giorni particolarmente significativa per gli appassionati.
Dove osservare: l’importanza del buio
Per chi non ha potuto assistere all’evento il 17 giugno, alcune fonti segnalano che lo spettacolo potrebbe ancora offrire scorci interessanti nei giorni successivi, guardando verso l’orizzonte occidentale circa mezz’ora dopo il tramonto e fino alle 22:30, preferibilmente da luoghi con scarso inquinamento luminoso. A questo si aggiungerebbero le Sagittaridi di giugno, uno sciame meteorico che potrebbe arricchire ulteriormente l’osservazione notturna.
L’ultimo appuntamento astronomico di giugno sarà invece la congiunzione tra Marte e le Pleiadi, attesa per sabato 27 giugno.