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Economia

Il Quad rilancia nel Pacifico: sicurezza e infrastrutture contro Pechino

Australia, Giappone, India e Stati Uniti rafforzano il dialogo su mare, energia e connettività nella regione indo-pacifica.
Byoblu·26 maggio 2026
Economia — Byoblu

Il Quad, che riunisce quattro democrazie con significativi interessi strategici nell’area oceanica che si estende dall’Oceano Indiano al Pacifico, si configura come uno dei principali strumenti di coordinamento multilaterale in una zona sempre più contesa sul piano geopolitico.

Cos’è il Quad e perché esiste

Nato informalmente nel 2007 su iniziativa del premier giapponese Shinzo Abe, il Quadrilateral Security Dialogue era rimasto per anni in stato di latenza prima di essere riattivato nel 2017 e ulteriormente istituzionalizzato nel 2021, quando i quattro leader si incontrarono per la prima volta a livello di capi di Stato e di governo. L’iniziativa non ha struttura di alleanza militare formale come la NATO, ma prevede consultazioni regolari su temi di sicurezza, cooperazione tecnologica, catene di approvvigionamento e connettività regionale.

Il contesto entro cui opera il Quad è quello di una crescente proiezione di potenza cinese nell’Indo-Pacifico, che include il potenziamento della marina militare di Pechino, le rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale e le iniziative economiche della Belt and Road Initiative, con cui la Cina ha finanziato infrastrutture in numerosi paesi dell’area.

I temi al centro del rilancio

Stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore, il rilancio attuale del Quad si concentra su tre assi principali: la sicurezza marittima — con particolare attenzione alla libertà di navigazione nelle acque contese —, la cooperazione energetica e lo sviluppo di infrastrutture alternative a quelle finanziate da Pechino. Quest’ultimo punto è considerato cruciale per offrire ai paesi dell’Asia meridionale e del Pacifico opzioni di sviluppo non vincolate all’influenza cinese.

Ogni membro del gruppo porta interessi specifici al tavolo. Gli Stati Uniti puntano a mantenere la supremazia strategica nell’area e a contenere l’espansione cinese. Il Giappone è direttamente esposto alle tensioni nel Mar Cinese Orientale, dove esistono dispute territoriali con Pechino sulle isole Senkaku. L’Australia ha attraversato un periodo di forte tensione diplomatica con la Cina, culminato nel 2020 con l’imposizione di dazi commerciali da parte di Pechino. L’India, invece, pur facendo parte del Quad, mantiene tradizionalmente una postura di non allineamento e intrattiene relazioni complesse con la Cina, anche alla luce delle dispute di confine in Ladakh.

Le critiche e le posizioni contrarie

La Cina ha più volte definito il Quad come un tentativo di creare un blocco ostile finalizzato a contenerne la crescita e l’influenza regionale, paragonandolo a una “NATO asiatica”. Pechino sostiene che tali iniziative destabilizzino l’equilibrio nell’area e ostacolino la cooperazione multilaterale. Anche alcune nazioni del Sud-Est asiatico guardano al Quad con cautela, temendo di essere costrette a scegliere tra Washington e Pechino.

I sostenitori del formato, al contrario, lo descrivono come uno strumento difensivo e non esclusivo, aperto a collaborare con qualsiasi paese che condivida i principi di un ordine internazionale basato sulle regole.

Prossimi sviluppi

Non sono stati resi noti, al momento, i dettagli di eventuali nuovi accordi o vertici in programma. La notizia del rilancio dell’iniziativa Quad giunge in un momento in cui le tensioni nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale rimangono elevate, rendendo il coordinamento tra le quattro nazioni un tema di rilevanza geopolitica che sarà certamente al centro dell’agenda diplomatica internazionale nei prossimi mesi.

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