— 📻 Radio Byoblu 3.0 Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter ♥ Sostieni
Il primo blog di informazione indipendente
Ultim'ora
Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter byoblu [3.0]
Salute

I 1.300 morti in Europa per il caldo di cui sono pieni i giornali? Erano solo una stima! Ecco la verità: in Italia nessun picco di mortalità over65 per il caldo

In Italia nessun picco di mortalità tra gli over65 per il caldo: lo conferma il Ministero. Ma i 1.300 morti OMS erano una proiezione, non dati reali.
Byoblu·29 giugno 2026
Salute — Byoblu
🔊 Ascolta l’articolo

Mentre l’Europa bruciava sotto temperature record e i media rimbalzavano cifre da brivido, in Italia non si è verificato nessun picco di mortalità tra gli anziani over 65. Lo conferma il Capo del Dipartimento di Prevenzione del Ministero della Salute, intervenuto il 29 giugno 2026 per invitare a «tenere alta l’attenzione, ma senza allarmismi». Un invito che suona quasi come una correzione di rotta rispetto al tam-tam informativo delle ultime settimane.

I dati reali: lievi discostamenti, nessun eccesso statisticamente significativo

A confermare la valutazione del Ministero ci sono i dati del Sistema nazionale di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG), che monitora 54 comuni italiani con più di 100.000 abitanti. Secondo un’analisi pubblicata sulla rivista scientifica Epidemiologia & Prevenzione a firma di Paola Michelozzi e colleghi dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’INAIL, i numeri parlano chiaro.

A Milano, durante l’ondata di calore tra il 25 giugno e il 4 luglio 2025, si sono registrati 257 decessi rispetto ai 248 attesi: appena 9 in eccesso. A Roma, nello stesso periodo, 614 decessi contro i 605 attesi: di nuovo 9 in eccesso. In entrambi i casi, scrivono gli autori, le variazioni non sono statisticamente significative. Nel complesso delle 54 città monitorate, la mortalità di giugno risulta in linea con i valori di riferimento tanto al Nord quanto al Centro-Sud.

Il caso OMS: 1.300 morti in Europa. Ma erano una proiezione

Eppure, nelle stesse ore in cui i dati reali raccontavano una situazione sostanzialmente nella norma, il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus annunciava su X che «dal 21 giugno sono stati registrati più di 1.300 morti in eccesso legati alle alte temperature in Europa». Una notizia rimbalzata su praticamente tutti i principali organi di informazione italiani ed europei, titolata come un dato di fatto, presentata come un bilancio accertato.

Peccato che non lo fosse.

Come chiarisce la stessa analisi pubblicata su Epidemiologia & Prevenzione, il rapporto del Grantham Institute dell’Imperial College — una delle fonti alla base di queste stime — si basa su modelli epidemiologici e proiezioni statistiche costruite su serie temporali che arrivano al 2019, non su dati osservati durante l’ondata di giugno 2025. Gli stessi autori dello studio lo ammettono esplicitamente: «si tratta di stime da modello», e precisano che «il numero effettivo di decessi osservati durante l’ondata di calore non era ancora disponibile».

In parole povere: era una proiezione. Una stima. Un calcolo fatto con modelli precedenti, applicato retroattivamente a un evento in corso, senza dati reali a supporto.

Il problema del giornalismo delle proiezioni

Bisogna essere diretti: presentare una proiezione statistica come un conteggio di morti reali è un errore giornalistico grave. Non si tratta di sfumature tecniche: la differenza tra «si stima che potrebbero esserci stati» e «ci sono stati» è la differenza tra informazione e allarme infondato.

Lo stesso Grantham Institute specifica che i propri modelli «non tengono conto dell’adattamento e della riduzione dell’impatto del caldo osservato in diverse città» italiane ed europee. In Italia, proprio negli anni recenti, diversi studi hanno documentato una progressiva riduzione del rischio di mortalità associato alle ondate di calore, grazie anche al Piano nazionale di prevenzione attivo da oltre un decennio. L’analisi più recente, sui dati 2024, conferma che «il rischio di mortalità associato al caldo è stato molto più contenuto» rispetto ai periodi precedenti.

Nessuno di questi elementi di contesto era presente nella stragrande maggioranza dei titoli che in questi giorni hanno associato l’ondata di caldo a migliaia di morti.

Il caldo fa danni reali: ma l’allarmismo non aiuta

Questo non significa che il caldo estremo non rappresenti un rischio reale. Le temperature registrate in Europa nelle ultime settimane non sono gentili: fino a 40,5 gradi in Polonia, record storici in Repubblica Ceca, e in Italia 18 città al bollino rosso nelle giornate di punta. Casi individuali di decessi correlati a colpi di calore sono stati segnalati, come il 75enne di Bari colto da malore durante il jogging e il 75enne deceduto in Sardegna. Il Ministero della Salute monitora quotidianamente le città a rischio e aggiorna i bollettini ogni 24 ore.

Ma da episodi individuali — per quanto tragici — a un’epidemia da caldo che miete migliaia di vittime in Europa, la distanza è enorme. E quella distanza si colma solo con dati osservati reali, non con proiezioni di modello presentate come fatti compiuti.

I dati reali sulla mortalità estiva italiana, quando disponibili a fine stagione, permetteranno di fare un bilancio definitivo. Nel frattempo, la raccomandazione del Ministero è chiara: attenzione alta, allarmismo zero.

📻 RADIO Caricamento…