Cos’è il Lince, il blindato che Salvini prevede per Milano

Il Lince è un fuoristrada blindato dell’Esercito italiano, progettato per proteggere i soldati da mine, ordigni e colpi d’arma da fuoco. Ieri, dalla Prefettura di Milano, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha annunciato che 500 paracadutisti della Brigata Folgore potranno presidiare piazze, stazioni e altri luoghi sensibili della città. Secondo Salvini, i militari potranno usare anche droni e veicoli Lince, per raggiungere rapidamente le zone in cui la loro presenza si rendesse necessaria. L’annuncio porta così un mezzo nato per le missioni all’estero dentro il dibattito sulla sicurezza urbana.
Lince, cos’è il veicolo tattico dell’Esercito italiano
Il nome completo è VTLM Lince, sigla di Veicolo Tattico Leggero Multiruolo. Lo produce Iveco Defence Vehicles, azienda italiana specializzata in mezzi militari, ed è in servizio nell’Esercito dal 2006. In questi anni è stato impiegato nelle missioni in Afghanistan, Iraq, Libano e Kosovo.
All’esterno ricorda un grande fuoristrada. La differenza sta nella cellula blindata che ospita l’equipaggio, costruita per aumentare le probabilità di sopravvivenza degli occupanti in caso di attacco, di schegge o di esplosione di un ordigno. Il grado di protezione varia a seconda della versione e degli equipaggiamenti installati, e nessuna configurazione rende il mezzo invulnerabile.
Il Lince appartiene alla categoria dei veicoli tattici protetti, pensati per garantire mobilità e sicurezza al personale. Con un carro armato condivide soltanto la blindatura: si muove su ruote, è privo di cannone e svolge compiti diversi.
Dimensioni, armamento e versioni del blindato Lince
Nella versione originale il Lince è lungo circa cinque metri, pesa diverse tonnellate e trasporta normalmente cinque militari, conducente compreso. Ha quattro ruote motrici ed è adatto a sterrati e terreni accidentati (va benissimo per le buche di Milano e il pavé, quindi – permettetemi la battuta).
Ne esistono più configurazioni. Alcune sono dotate di apparati radio e sistemi di comunicazione evoluti, altre di protezioni aggiuntive o dispositivi per esigenze operative particolari. Sul tetto può essere installata una mitragliatrice, manovrabile anche dall’interno attraverso una postazione protetta. La seconda generazione, il Lince 2, offre sistemi elettronici più avanzati e postazioni d’arma telecomandate.
La possibilità tecnica di montare un’arma resta distinta dall’allestimento scelto per un servizio di sicurezza urbana. Salvini, finora, non ha indicato quali versioni sarebbero destinate a Milano.
Il Lince della Folgore e i 21 mezzi revisionati a marzo
Il mezzo fa parte delle dotazioni della brigata paracadutisti. Il 5 marzo l’Esercito ha comunicato di aver sottoposto a revisione e manutenzione straordinaria, in collaborazione con Iveco Defence Vehicles, 21 Lince assegnati a diversi reparti della Folgore. Il dato conferma la disponibilità dei veicoli, ma nessun elemento pubblico indica che siano proprio quelli destinati alle attività annunciate per Milano.

Blindati dell’Esercito in città: i precedenti di Strade Sicure
La presenza di Lince sulle strade italiane ha già un precedente. Nel marzo 2020, durante l’emergenza Covid, alcuni di questi veicoli furono impiegati a Torino nell’ambito del rafforzamento dei controlli sul territorio.
Dal 4 agosto 2008 è inoltre attiva l’operazione Strade Sicure, che affianca militari alle forze di polizia nelle grandi città, nelle stazioni, presso sedi diplomatiche e infrastrutture considerate sensibili. Secondo i dati diffusi dall’Esercito ad agosto, il dispositivo conta circa 6.800 militari in 58 province, a vigilanza di oltre mille siti.
A luglio l’Esercito ha introdotto nell’operazione anche i blindati leggeri Puma 6×6, impiegati pure in aree centrali e turistiche. Sono mezzi diversi dal Lince, ma il loro utilizzo mostra che i blindati militari rientrano già, in determinate circostanze, nei servizi di sicurezza del territorio.
Come potrebbe essere impiegato il Lince a Milano
Un piano operativo ufficiale per Milano non è stato reso pubblico. Le caratteristiche del mezzo consentono di individuare alcuni impieghi tecnicamente plausibili:
- trasporto rapido di piccoli gruppi di militari verso una stazione, una piazza o un altro punto in cui serva supporto alle forze dell’ordine;
- protezione degli occupanti in presenza di una minaccia armata, la funzione per cui il veicolo è stato progettato;
- appoggio alle pattuglie che sorvegliano infrastrutture, sedi istituzionali o obiettivi sensibili;
- mobilità in emergenze gravi, entro i limiti dei compiti e delle autorizzazioni ricevute.
Le funzioni tipiche dei mezzi antisommossa della polizia, come il contenimento o la dispersione delle manifestazioni, esulano dalle esigenze per cui il Lince è stato concepito.
Militari e Lince: cosa prevede la legge 125 del 2008
Nell’ambito di Strade Sicure i militari sono messi a disposizione dei prefetti e operano in concorso con le forze di polizia. La legge 125 del 2008 attribuisce loro la qualifica di agenti di pubblica sicurezza: nei casi previsti possono identificare persone ed eseguire alcune perquisizioni immediate sul posto. La qualifica non comprende le funzioni di polizia giudiziaria.
Anche l’uso di un blindato resta vincolato alle disposizioni operative, alle regole sull’uso della forza e alla catena di comando. Il veicolo, di per sé, non conferisce poteri aggiuntivi a chi lo guida.

Lince a Milano, i punti ancora da chiarire
Dalle dichiarazioni pubbliche emergono la cornice generale e la disponibilità dei mezzi. Restano da definire il numero dei blindati, le aree della città interessate, gli allestimenti, l’eventuale armamento di bordo e le circostanze che ne giustificherebbero l’intervento rispetto ai veicoli già in uso alle forze dell’ordine.
Sono dettagli che determinano la natura dell’operazione: «usare il Lince» può significare tanto il semplice trasferimento di una pattuglia quanto l’impiego di un mezzo protetto in una situazione di grave pericolo. Fino a quando prefettura e comandi non renderanno note le modalità operative, il perimetro resta quello tracciato dalla legge 125 del 2008 e dalle regole di Strade Sicure.