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Ambiente

Lupo aggredisce bimba di 4 anni ad Arrone e la trascina via, poi scappa. Perché?

Ieri sera nel parco degli impianti sportivi in Valnerina. Il sindaco: «L’ho visto io stesso». Vertice in Prefettura. Cosa può spingere un lupo a comportarsi così?
Byoblu·10 luglio 2026
Ambiente — Byoblu

Giovedì sera, intorno alle 21.30, ad Arrone — piccolo comune della Valnerina in provincia di Terni — una bambina di 4 anni è stata aggredita da quello che il sindaco Fabio Di Gioia non esita a definire un lupo. Era nell’area degli impianti sportivi con la madre e decine di altre persone, stava mangiando un gelato vicino al campo da beach volley, quando l’animale è comparso all’improvviso dal parcheggio adiacente, l’ha raggiunta, l’ha afferrata per la maglietta e l’ha trascinata per qualche metro. Le urla della madre e degli altri presenti lo hanno messo in fuga. La piccola è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni: qualche graffio, un forte spavento, ma nessuna ferita grave. È stata dimessa in serata.

Il sindaco: «Era un lupo, l’ho incontrato in via del Castello»

Di Gioia è arrivato sul posto quasi subito e ha seguito personalmente la fuga dell’animale, incontrandolo nel centro storico del paese, in via del Castello. Poi l’animale è stato avvistato anche nei pressi della statale Valnerina, in zona Fontechiaruccia. Il sindaco si è recato anche dalla bambina, una volta dimessa, portandole un gelato. Sui social ha scritto: «La bimba aggredita da un lupo fortunatamente sta bene, resta solo un fortissimo spavento. L’Asl e i carabinieri forestali sono stati prontamente allertati e stanno monitorando la situazione». Ha quindi avviato un coordinamento con carabinieri forestali, ASL, Prefettura e Regione Umbria per predisporne la cattura. Stamattina è previsto un vertice in Prefettura a Terni.

Da segnalare che negli ultimi giorni nella zona compresa tra il belvedere inferiore della Cascata delle Marmore e Montefranco si erano già moltiplicati gli avvistamenti di un lupo, in alcuni casi documentati anche in video. Non è ancora certo, però, che si tratti dello stesso esemplare. Né è del tutto escluso, al momento, che l’animale possa essere un cane lupo cecoslovacco anziché un lupo selvatico: gli accertamenti sulla specie sono ancora in corso.

Cosa dice il comportamento dell’animale

I dettagli di questa aggressione raccontano qualcosa di importante — e spesso ignorato nel dibattito pubblico su lupi e sicurezza.

Un lupo adulto e in salute non attacca l’uomo. È una regola quasi assoluta nell’etologia di questa specie: il lupo tende a evitare il contatto con gli esseri umani, li percepisce come una minaccia e si allontana. Quando questo confine viene infranto, c’è quasi sempre una ragione: l’animale è malato, debilitato, o — ed è l’ipotesi più inquietante in questo caso — ha perso il timore naturale verso l’uomo, probabilmente perché qualcuno lo ha abituato alla sua presenza, magari nutrendolo.

Ma c’è un altro elemento che merita attenzione: il modo in cui l’animale ha aggredito la bambina. Ha addentato la maglietta, non la carne. L’ha trascinata per qualche metro, poi ha lasciato andare non appena le persone hanno urlato. Se avesse voluto uccidere, avrebbe morso in profondità, probabilmente alla gola o alla nuca, con una presa decisa e immediata. Non lo ha fatto. Questo comportamento, paradossalmente, potrebbe indicare un animale che non stava cacciando per fame, ma che forse stava esplorando, testando, magari cercando cibo in un contesto che per lui era diventato troppo familiare. Un lupo che non ha più paura dell’uomo è un lupo pericoloso — non perché sia aggressivo per natura, ma perché ha perso l’unico meccanismo di difesa reciproca che da secoli ha garantito la coesistenza tra la nostra specie e la sua.

Il commento di un cittadino presente quella sera coglie nel segno: «Questo lupo, per arrivare a fare una cosa del genere, non è in buone condizioni». Fisicamente, o psicologicamente — nel senso etologico del termine. Un lupo sano e selvatico non entra in un’area affollata e non prende di mira un bambino davanti a decine di persone.

Proteggere le persone senza condannare l’animale

Le istituzioni si stanno muovendo nella direzione della cattura, e probabilmente è la scelta giusta — come già avvenne nel 2024 a Fidene, Roma, dove un episodio analogo portò alla rimozione dell’esemplare coinvolto. Ma occorre farlo con metodo, coinvolgendo ISPRA e la Regione, e senza trasformare questo episodio in una caccia al lupo tout court.

L’animale ha agito secondo una logica — distorta, alterata, forse da una condizione di malattia o da un’abitudine acquisita, ma pur sempre una logica. Non è un mostro. È un predatore che, per ragioni che gli esperti dovranno accertare, ha smesso di comportarsi da lupo selvatico. E questo è un problema che riguarda noi, non lui.

La bambina sta bene. E quello, per stanotte, è l’unico dato che conta davvero. Ma la domanda che dovremmo porci — prima del prossimo episodio — è: cosa ha portato questo animale fino ai giardini di Arrone, tra la gente, di sera?

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