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Sport

Maldini replica a Cardinale: «One man show? Si risponde da solo»

L’ex dirigente del Milan risponde con una battuta ironica al proprietario di RedBird, che lo aveva definito «incompatibile» con un lavoro di squadra.
Byoblu·28 maggio 2026
Sport — Byoblu

L’occasione per lo screzio pubblico era maturata nei giorni precedenti, quando il proprietario del Milan e fondatore di RedBird, nel corso di un incontro riservato con un ristretto gruppo di giornalisti, aveva escluso la possibilità di un ritorno dell’ex direttore tecnico. Stando a quanto riportato da diverse fonti sportive, Cardinale avrebbe descritto Maldini come «un one man show», non incline a collaborare con gli altri dirigenti, e quindi incompatibile con il modello organizzativo che intende costruire per il club rossonero.

Il contesto: il licenziamento del giugno 2023

La frattura tra le due parti risale al giugno 2023, quando RedBird non rinnovò i contratti né di Maldini né del direttore sportivo Frederic Massara. La decisione arrivò a pochi mesi dalla semifinale di Champions League persa contro l’Inter, sorprendendo gran parte della tifoseria rossonera. Tra le ragioni della rottura, secondo quanto emerso nel tempo, vi sarebbero state divergenze su budget, investimenti e autonomia dell’area sportiva.

Maldini, da parte sua, ha sempre contestato l’immagine del dirigente accentratore: ha più volte dichiarato di non aver mai avuto nemmeno potere di firma sulle operazioni di mercato, una precisazione che, se confermata, ridimensionerebbe l’accusa di eccessivo protagonismo individuale.

Niente Nazionale, ma uno spiraglio sul Fenerbahçe

Al di là della battuta su Cardinale, Maldini ha preferito non rispondere alle domande relative a un suo eventuale coinvolgimento nella Federcalcio (FIGC), ipotesi che alcune fonti collegano alla figura del neopresidente federale. Stando a quanto riportato da TuttoMercatoWeb, tale scenario sarebbe al momento da considerarsi tramontato, anche per riserve espresse dallo stesso Maldini.

Diverso il tono quando si è parlato di Turchia. Il 57enne non ha chiuso alla possibilità di un ruolo al Fenerbahçe, dopo che Hakan Safi — candidato alla presidenza del club di Istanbul — aveva pubblicato sui propri canali social alcune fotografie dell’incontro avuto con lui a Istanbul. «È un amico, lui è uno dei candidati alla presidenza: vediamo cosa succederà dovesse vincere», ha dichiarato Maldini, senza sbilanciarsi ulteriormente. Secondo indiscrezioni provenienti dalla Turchia, non verificate ufficialmente, Maldini potrebbe assumere un ruolo di consulente tecnico nel caso Safi diventasse presidente.

Il clima intorno al Milan

Lo scambio di battute tra Cardinale e Maldini si inserisce in un momento di forte turbolenza per il club rossonero. Dopo l’esonero dell’allenatore e il ridimensionamento della dirigenza, il Milan si trova a ricostruire il proprio assetto tecnico e societario. I tifosi, stando alle ricostruzioni delle fonti interpellate, chiederebbero a gran voce il ritorno di Maldini — che però, finché resterà la proprietà attuale, non sembra un’ipotesi praticabile.

Cardinale, dal canto suo, ha indicato come modello un front office strutturato, con ruoli ben definiti e piena collaborazione tra amministratore delegato, direttore sportivo e allenatore, sul modello delle franchise sportive americane. Una visione che, nelle sue parole, esclude figure con un peso simbolico e decisionale difficilmente inquadrabile in schemi predefiniti.

I prossimi sviluppi dipenderanno in larga misura dalle scelte che RedBird compirà nella sessione di mercato estiva e nella definizione del nuovo organigramma dirigenziale. Nel frattempo, la ferita tra Maldini e il club che ha rappresentato per trent’anni resta aperta.

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