Passa emendamento FdI per il reintegro dei medici radiati dall’Ordine. Apriti o cielo! I gran sacerdoti Sì-Vax all’attacco.

C’è chi festeggia quando la giustizia rimette le cose a posto, e chi invece si indigna. Ieri mattina Francesca Donato, in un post su X, ha puntato il dito contro i vertici dell’Ordine dei medici, rei di essersi indignati perché «medici con competenze e condotte irreprensibili vengono reintegrati al lavoro, dopo essere stati illegittimamente radiati per ragioni politico-ideologiche e antiscientifiche». E chiosa: «Direi che i vertici dell’ordine presentano qualche problemino».
Il reintegro che non va giù all’Ordine dei medici
Ricapitoliamo, perché la memoria in questo Paese è merce rara. Parliamo di quei professionisti che, durante la stagione dell’obbligo vaccinale, furono sospesi o radiati non per aver sbagliato una diagnosi o avere danneggiato un paziente, ma per aver esercitato quel principio antico — scienza e coscienza — che dovrebbe essere la stella polare di ogni medico. Oggi che alcuni di loro tornano al lavoro, l’Ordine si scandalizza.
Che poi l’emendamento passato in Commissione Affari Sociali di Montecitorio, a firma Fratelli d’Italia, non “reintegra”, di fatto, ma pone una finestra di 60 giorni entro la quale i professionisti radiati, che abbiano presentato ricorso, e questo ricorso sia ancora impantanato, possono presentare “istanza di reiscrizione“. E non vale per le radiazioni scaturite da condanne penali. Ora questa istanza, ammesso che poi la riforma delle professioni sanitarie passi, a Montecitorio, chi la deve valutare? Sorge un legittimo sospetto che interverranno diversi ostacoli procedurali, se l’istanza la deve valutare proprio questo Ordine.
Ma se un medico è competente, se la sua condotta professionale è irreprensibile, su quale base lo si tiene fuori dalla corsia? La risposta dell’Ordine è “perché diffondeva teorie antiscientifiche” (tradotto: perché non si è allineato). Qualcuno mi dovrebbe infatti spiegare perché un medico che si è laureato (e quindi ha certificato un percorso professionale di studi portato a termine sotto la supervisione di cattedre e altri medici), dovrebbe diffondere teorie antiscientifiche, quando la sua formazione è stata proprio “scientifica” (non stiamo parlando di stregoni provenienti dai villaggi più remoti). Forse allora quello che non va giù è che ci siano stati medici con la schiena dritta che non hanno creduto agli studi finanziati dalle multinazionali del farmaco che hanno realizzato guadagni superiori al PIL di molti paesi del mondo. Non è deontologia, questa. È manicheismo di corporazione: o stai con noi, o sei fuori.
E i cittadini cosa ne pensano?
A giudicare dai commenti sotto al post di Francesca Donato, non ci sono dubbi: oltre mille like, più di trecento condivisioni e un centinaio di risposte in poche ore, di persone a cui questa reazione dell’Ordine dei Medici appare tutto fuorché legittima. La percezione diffusa è quella di un’istituzione che difende se stessa prima ancora dei cittadini e dei suoi stessi iscritti.
Un organismo che di fronte al possibile reintegro di professionisti mai messi in discussione sul piano clinico, sceglie l’indignazione invece dell’autocritica. Verrebbe da chiedersi cosa resti della funzione di garanzia di un ente che si arrocca per ragioni di corporativismo, mentre là fuori mancano medici negli ospedali e i pronto soccorso scoppiano. Questo dovrebbe preoccuparli sopra ogni altra cosa. Questo chiede la gente: ospedali, visite mediche, esami. Si chiede una sanità che funziona, e non solo quando c’è da pagare contratti miliardari per farmaci che spesso vengono in grande maggioranza buttati via.
Se questi medici erano così pericolosi, perché ora lo Stato consente che vengano riammessi al lavoro? E se non lo erano, chi risponderà degli anni di stipendio, della dignità e della professione che gli sono stati tolti? Ovviamente, dovrebbe risponderne chi li ha cacciati. Toc toc: c’è qualcuno in casa?
Ai vertici dell’Ordine, così pronti a indignarsi, suggeriamo un esercizio semplice: prima di radiare gli altri, provino a radiografare se stessi. Chissà che non trovino qualche macchiolina che necessita una bella radioterapia.
Fonti: