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Politica

Meloni e Takaichi a Roma: asse Italia-Giappone su difesa, spazio e Ponte

Le due premier si sono incontrate a Villa Doria Pamphilj il 15 giugno, siglando intese strategiche in vista del G7 di Evian.
Byoblu·15 giugno 2026
Politica — Byoblu
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Sanae Takaichi è la premier del Giappone in carica dall’ottobre-novembre 2025, esponente di spicco del Partito Liberal Democratico (PLD), la formazione conservatrice che da decenni domina la scena politica giapponese. Figura di lungo corso nella politica del Sol Levante, Takaichi ha ricoperto in precedenza incarichi ministeriali di primo piano, distinguendosi per posizioni marcatamente sovraniste sul piano economico e per una visione strategica orientata alla sicurezza dell’area indo-pacifica. La sua leadership si colloca in una fase in cui il Giappone ha accelerato il riarmo e l’apertura a partenariati di difesa con le democrazie occidentali. Il viaggio europeo di metà giugno rappresenta la sua prima missione nel Vecchio Continente da quando ha assunto la guida del governo di Tokyo.

L’incontro a Villa Doria Pamphilj

Lunedì 15 giugno 2026, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto la premier giapponese Sanae Takaichi a Villa Doria Pamphilj, a Roma. L’incontro si inserisce nel tour europeo di Takaichi in vista del vertice G7 di Evian, in programma fino al 17 giugno sotto presidenza francese. Prima di Roma, la leader giapponese aveva incontrato a Londra il primo ministro britannico Keir Starmer, con un’agenda che includeva anche il dossier del caccia di sesta generazione GCAP.

Il bilaterale ha permesso di fare il punto sugli impegni assunti durante la visita di Meloni a Tokyo lo scorso 16 gennaio, quando le relazioni tra i due Paesi erano state elevate al rango di Partenariato Strategico Speciale. Il 2026 ha un valore simbolico aggiuntivo: ricorre il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, una ricorrenza che entrambi i governi intendono celebrare con risultati concreti.

I temi sul tavolo: difesa, spazio, catene di approvvigionamento

Al centro del vertice romano figurano quattro grandi aree di cooperazione.

Difesa: il punto di convergenza più rilevante rimane il Global Combat Air Programme (GCAP), il programma trilaterale con cui Italia, Giappone e Regno Unito puntano a sviluppare un caccia da combattimento di sesta generazione. Meloni ha annunciato che il programma «è entrato finalmente nella fase operativa», sottolineando come si tratti di un pilastro della sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica.

Spazio: le due leader hanno adottato una dichiarazione congiunta sul settore spaziale, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra le rispettive agenzie spaziali, promuovere sinergie tecnologiche e scientifiche e sviluppare partenariati industriali strategici. Il dialogo intergovernativo sullo spazio aveva già avuto la sua sessione inaugurale a Tokyo a fine maggio.

Sicurezza economica: è stato siglato un memorandum intergovernativo per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, con focus su semiconduttori e tecnologie avanzate. Il 27 maggio si era già tenuta a Tokyo la prima riunione del Tavolo bilaterale sulla sicurezza economica.

Nuovi fronti: Meloni ha annunciato l’intenzione di avviare un dialogo strutturato sull’Africa, cercando sinergie tra il Piano Mattei italiano e il TICAD giapponese, oltre a una cooperazione sull’Artico e sul nucleare civile di nuova generazione.

Il Ponte sullo Stretto entra nell’agenda diplomatica bilaterale

Uno degli elementi più significativi emersi dalle dichiarazioni congiunte riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina. Takaichi ha espresso con chiarezza il sostegno del governo giapponese all’opera: «Auspico che il Ponte sullo Stretto, al quale partecipano anche imprese giapponesi, diventi un grande progetto simbolo della cooperazione economica tra i nostri Paesi. Spero che possa realizzarsi al più presto, facendo leva sul know-how e sull’esperienza del Giappone».

Non si tratta di un interesse improvvisato: il gruppo IHI, holding giapponese specializzata in infrastrutture complesse, è già azionista del consorzio Eurolink guidato da Webuild, che si è aggiudicato la gara internazionale per la realizzazione dell’opera. Un accordo di cooperazione tecnica italo-giapponese sul tema era stato siglato nel luglio 2025, durante la visita a Tokyo del vicepremier Matteo Salvini. Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società Stretto di Messina, ha commentato positivamente le parole della premier giapponese, sottolineando che «la collaborazione con il Giappone e in particolare con il gruppo IHI si è particolarmente intensificata in questo periodo in vista del prossimo avvio della progettazione esecutiva».

I numeri dello scambio commerciale

Il vertice ha confermato la solidità dei rapporti economici bilaterali. Il Giappone è il terzo partner commerciale dell’Italia in Asia e la seconda destinazione delle esportazioni italiane nel continente. Nel 2025 l’interscambio ha raggiunto 12,3 miliardi di euro, con un saldo attivo per l’Italia di 4,4 miliardi. Nel primo trimestre 2026 gli scambi si attestano a circa 3 miliardi di euro, con un avanzo italiano di circa 1 miliardo. In Giappone operano 166 imprese italiane con un fatturato complessivo di circa 3 miliardi di euro.

Le parole delle due leader

Nelle dichiarazioni alla stampa, Meloni ha parlato di «straordinaria e particolare sintonia» tra i due Paesi e ha ricordato come gli obiettivi fissati a gennaio a Tokyo siano stati raggiunti in pochi mesi. Ha anche ribadito la posizione comune sull’Ucraina — «di fronte ai brutali attacchi russi sui civili non possiamo volgere lo sguardo altrove» — e sul Medio Oriente, esprimendo soddisfazione per il memorandum tra Stati Uniti e Iran e riaffermando l’importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Takaichi ha a sua volta delineato la visione strategica di Tokyo: «Nell’ambito di un Indo-Pacifico libero e aperto, la nostra strategia pone attenzione all’autonomia di ciascun Paese. Stiamo lavorando al collegamento tra Mediterraneo e Indo-Pacifico, in modo da rendere l’intera regione più forte e più prospera».

Un partenariato che guarda al futuro

Il bilaterale di Villa Doria Pamphilj conferma una tendenza che si è consolidata negli ultimi anni: l’Italia ha scelto di rafforzare i propri legami con il Giappone in chiave non solo commerciale, ma strategica e geopolitica. In un contesto internazionale segnato da instabilità e ridefinizione degli equilibri globali, la costruzione di partenariati bilaterali solidi con democrazie affidabili rappresenta per il nostro Paese uno strumento per evitare l’isolamento e presidiare settori — dalla difesa allo spazio, dall’energia alle infrastrutture — che definiranno i rapporti di forza dei prossimi decenni. Il prossimo appuntamento comune è il G20 di dicembre, dove i risultati di questa cooperazione potranno trovare ulteriore visibilità internazionale.

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