Meteo, inizio settimana con picchi tra 28 e 30 gradi: ecco dove

Il primo fine settimana d’autunno si è chiuso ieri con sole ovunque e massime fino a 28 gradi al Sud. La nuova settimana si apre con temperature ancora più estive. Da oggi fino a mercoledì un anticiclone di origine subtropicale, cioè un’area di alta pressione alimentata da aria calda proveniente dalle latitudini africane, garantirà cieli sereni su quasi tutta l’Italia. Le massime saliranno tra i 28 e i 30 gradi al Centro-Nord e supereranno i 30 in Sardegna. Di notte, invece, i termometri scenderanno fino a 12-13 gradi. I primi segnali di cambiamento arriveranno giovedì 1 ottobre. Le prime piogge organizzate sono attese nel weekend del 3-4 ottobre.
Dove farà più caldo
L’aumento delle temperature riguarderà soprattutto il Nord, il Centro e la Sardegna. Nelle ore centrali Torino, Milano e Bologna toccheranno i 26-27 gradi. Nei fondovalle alpini si arriverà a 28.
Al Centro farà più caldo: Firenze e Roma sono attese a 29 gradi. Tra domani e mercoledì alcune località dell’entroterra di Toscana, Lazio e Campania potrebbero raggiungere i 29-30 gradi. La Val Padana si fermerà poco sotto, tra 28 e 29.
Il primato spetta alla Sardegna. Nei settori occidentali dell’isola le massime oscilleranno tra 30 e 31 gradi, con possibili picchi di 31-32 domani.
Il Sud e le regioni adriatiche resteranno più miti, con massime tra 24 e 27 gradi. Le stime sul Meridione variano da un modello all’altro, ma tutte lo descrivono come l’area meno interessata dall’anomalia.
Le previsioni giorno per giorno
Oggi, lunedì 28. Sole prevalente su tutte le regioni. Nel pomeriggio sono possibili brevi rovesci sui rilievi della Calabria e nelle zone interne e orientali della Sicilia.
Domani, martedì 29. Condizioni simili, con temperature in leggero aumento. Qualche nube sui rilievi alpini e appenninici potrà dare isolati piovaschi. Lo Scirocco soffierà teso nel Canale di Sardegna, dove il mare sarà mosso.
Mercoledì 30. Sereno quasi ovunque. Qualche nuvola arriverà sul Piemonte. Secondo Federico Brescia, meteorologo di iLMeteo.it, tra mercoledì e giovedì un passaggio di nubi interesserà il Nord-Ovest senza fenomeni di rilievo.
Perché a fine settembre torna l’estate
Di solito, a cavallo dell’equinozio, l’Oceano Atlantico comincia a spingere verso il Mediterraneo le prime perturbazioni. I meteorologi chiamano questa fase di tempo instabile “tempesta equinoziale“. Quest’anno non è arrivata.
Una vasta area di alta pressione si è piazzata sull’Europa occidentale e fa da scudo. Le perturbazioni sono costrette a scorrere più a nord. Dentro l’anticiclone l’aria scende lentamente verso il suolo, si comprime e si scalda. Durante la discesa l’umidità evapora e le nubi faticano a formarsi. Il risultato sono giorni di cielo sereno e pochissima pioggia.
La struttura copre più di mezzo continente, fino alle porte della Scandinavia e della Russia europea. Le anomalie più forti si registreranno lì: in Europa centrale e in Scandinavia le temperature supereranno le medie del periodo di 8-10 gradi e oltre.
Caldo anomalo? Cosa dicono i numeri
In Italia lo scarto rispetto alle medie è più contenuto. Le stime indicano 3-5 gradi in più, con punte di 4-6 secondo alcune elaborazioni. Si tratta di valori estivi, ma lontani dal caldo opprimente di luglio e agosto.
La differenza principale è la notte. Superato l’equinozio, le ore di buio superano quelle di luce. Il sole è più basso sull’orizzonte e scalda il suolo per meno tempo. Con cielo sgombro e aria asciutta, il calore accumulato di giorno si disperde verso l’alto appena tramonta il sole. Nelle pianure e nelle vallate del Centro-Nord tra l’alba e il primo pomeriggio la differenza può arrivare a 12-14 gradi. Le minime restano in linea con le medie stagionali.
Per questo motivo, dal punto di vista tecnico, questa fase non rientra nella definizione di ondata di calore. In piena estate le notti brevi e l’umidità trattengono il calore e le minime restano alte, fino alle cosiddette notti tropicali. Adesso accade l’opposto.
C’è poi il contesto. Una singola settimana calda dice poco sul clima: i climatologi ragionano su serie di dati lunghe decenni. L’episodio arriva però dopo un’estate 2026 segnata da temperature molto sopra la media e da più ondate di calore. Sullo sfondo resta El Niño, il riscaldamento periodico delle acque del Pacifico equatoriale che, secondo le previsioni, nei prossimi mesi potrebbe raggiungere un’intensità insolita. Le previsioni stagionali, per ora, escludono una svolta improvvisa verso il freddo.
Quando arriva l’autunno vero
Giovedì 1 ottobre l’anticiclone comincerà a perdere forza. L’Italia si troverà tra due spinte opposte. Da ovest si avvicinerà una saccatura di origine nord-europea, cioè una lingua di aria più fredda che abbassa la pressione. A est resterà un vortice ciclonico posizionato tra la Grecia e i Balcani.
Le nubi aumenteranno gradualmente, a partire da Alpi, regioni tirreniche e Sardegna. Le temperature caleranno in modo moderato, riallineandosi ai valori del periodo. Venerdì 2 ottobre qualche piovasco potrebbe interessare la Sardegna e i rilievi del Nord-Ovest. Il versante adriatico e il Sud dovrebbero restare in gran parte asciutti.
Il primo cambiamento più netto è previsto nel weekend del 3-4 ottobre, con una perturbazione che porterebbe piogge prima al Nord-Ovest e poi nel resto del Paese. Le ultime proiezioni del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), l’ente intergovernativo che elabora uno dei principali modelli usati in Europa, indicano la possibilità di un ottobre più piovoso della norma. Oltre i 5-7 giorni, però, il margine di incertezza è ampio.
Per ora i modelli descrivono una transizione graduale, senza il crollo termico che molti associano all’arrivo di ottobre. I prossimi aggiornamenti diranno se la perturbazione del 3-4 ottobre sarà confermata.