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Sport

Milan fuori dalla Champions: i tifosi urlano ‘Andate a lavorare’

I rossoneri cedono al Cagliari nell’ultima giornata e sprofondano al sesto posto. In Champions vanno Roma e Como.
Byoblu·24 maggio 2026
Sport — Byoblu

San Siro, 24 maggio 2026. La serata che avrebbe dovuto essere quella della conferma si trasforma in un’umiliazione pubblica. Il Milan perde in casa contro il Cagliari, già salvo e senza nulla da chiedere, e saluta la Champions League. Dai settori rossoneri si levano cori inequivocabili verso i propri giocatori: «Andate a lavorare». Un verdetto popolare che fotografa meglio di qualsiasi statistica il senso di una stagione naufragata.

Al loro posto, nell’Europa più importante, andranno la Roma — al rientro dopo otto anni di assenza — e il Como di Cesc Fabregas, alla prima qualificazione assoluta nella storia del club, appena due anni dopo la promozione in Serie A dalla Serie D.

Come è andata la partita

L’avvio sembrava promettente: Alexis Saelemaekers aveva firmato il vantaggio rossonero al primo minuto. Ma la squadra ha poi giocato in modo lento e prevedibile, consentendo al Cagliari di ribaltare il risultato tra il 19° e il 56° minuto. Nel finale, il Milan ha rischiato persino il terzo gol senza riuscire a costruire occasioni reali per il pareggio. La prestazione ha alimentato la contestazione che già serpeggiava da settimane.

Una stagione di promesse tradite

Il crollo del Milan non è stato improvviso. Stando a quanto riportato da Il Post, fino a metà marzo la squadra era ancora in corsa per lo scudetto: dopo aver vinto il derby, accusava soltanto sette punti di ritardo dall’Inter capolista. Da quel momento, però, è iniziata una caduta inarrestabile. In casa, nelle ultime quattro partite, il Milan ha raccolto un solo punto — quello contro la Juventus. Il divario dall’Inter si è allargato fino a 17 punti. Il sesto posto finale è al tempo stesso deludente e, visti i numeri, coerente con quanto espresso in campo.

La qualificazione alla Champions League avrebbe garantito al club tra i 35 e i 45 milioni di euro di premi UEFA, secondo i dati riportati da Sky Sport con riferimento a Calcio e Finanza. Una cifra considerevole che ora non arriverà, con ricadute importanti anche sulla programmazione del mercato estivo.

Roma e Como festeggiano, la Juventus è spettatrice

Mentre San Siro fischiava, Verona e Cremona diventavano le scene delle feste altrui. La Roma ha battuto il Verona per 2-0 grazie alle reti di Donyell Malen — alla 14ª rete stagionale, dopo un rigore fallito nella stessa azione — e Stephan El Shaarawy. Il Como ha travolto la Cremonese per 4-1, condannandola alla retrocessione in Serie B.

La Juventus, intanto, giocava il derby contro il Torino con un’ora di ritardo a causa di scontri tra tifoserie. Anche vincendo — e stava vincendo 1-0 con un gol di Dusan Vlahovic al momento dei verdetti degli altri campi — i bianconeri non potevano superare il quinto posto, penalizzati dagli scontri diretti con Roma e Como. Anche Juventus e Milan giocheranno dunque in Europa League nella stagione 2026/27.

Il paradosso di una grande che non cresce

Il Milan aveva costruito una posizione di privilegio che sembrava solida: terzo posto con 70 punti alla vigilia dell’ultima giornata, due lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici. Bastava non perdere. Ha perso. E lo ha fatto nel modo peggiore: in casa, davanti ai propri tifosi, contro una squadra che non aveva nulla da giocare.

La contestazione finale non è solo la reazione emotiva di una serata storta. È il segnale di una frattura tra la squadra e la sua tifoseria che si è approfondita partita dopo partita, nelle ultime settimane di campionato. Le prossime settimane diranno se la società sarà in grado di rispondere con scelte coraggiose, o se il prossimo anno si ripresenterà con gli stessi limiti strutturali che hanno trasformato una corsa scudetto in un mesto sesto posto.


Fonti:

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