Milano, 22enne accoltellato in stazione: il padre accusa la gang MS13

Un ragazzo di 22 anni, Gianluca Ibarra Silvera, è stato ucciso a coltellate nella serata di martedì 27 maggio 2026 nei pressi di una stazione ferroviaria di Milano, in zona Certosa. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata accerchiata da un gruppo di circa dieci persone prima di essere colpita con armi da taglio. Il fratello, presente durante l’aggressione, ha riportato ferite lievi. Gli aggressori sono fuggiti e sono tuttora ricercati.
Gli investigatori hanno aperto le indagini orientandosi fin da subito verso il mondo delle gang. A fornire un elemento potenzialmente decisivo è stato il padre della vittima, che si è presentato davanti allo scalo ferroviario dopo la morte del figlio. L’uomo ha dichiarato di aver riconosciuto uno degli aggressori dai tatuaggi, indicandolo come un esponente di vertice della gang MS13. Secondo la sua versione, alla radice dell’episodio ci sarebbe una disputa per il controllo del territorio: «Questo è il loro territorio», ha affermato. Il padre ha poi lanciato un appello accorato alle forze dell’ordine: «La polizia deve trovarli, è morto mio figlio».
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Cos’è la MS13 e perché è pericolosa
La Mara Salvatrucha, conosciuta universalmente come MS13, è una delle organizzazioni criminali più violente al mondo. Nasce negli anni Ottanta a Los Angeles, in seno alle comunità di immigrati salvadoregni che cercavano protezione dalle gang già radicate sul territorio, in particolare quelle afroamericane e messicane. In origine il reclutamento era riservato quasi esclusivamente ai salvadoregni, ma nel tempo il gruppo ha allargato la propria base a immigrati provenienti da Honduras, Guatemala e altri Paesi latinoamericani.
La crescita della gang negli Stati Uniti ha costretto le autorità federali a misure straordinarie: dal 2005 l’FBI ha istituito una task force dedicata esclusivamente al contrasto della MS13 su scala nazionale, mentre la DEA ha partecipato a numerose operazioni che hanno portato all’arresto di centinaia di affiliati.
Le attività criminali attribuite all’organizzazione coprono un ampio spettro: traffico di droga e armi, estorsioni, rapine, sequestri di persona e omicidi. L’elemento che distingue la MS13 da molte altre organizzazioni criminali è il livello di brutalità che caratterizza alcune delle sue azioni.
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La gang in Europa e in Italia
La presenza della Mara Salvatrucha non è confinata all’America centrale e agli Stati Uniti. A partire dagli anni Duemila, secondo diverse fonti, sono emerse ramificazioni o cellule affiliate anche in alcuni Paesi europei, Italia compresa.
Uno degli episodi più emblematici risale al 2015, quando tre latinos riconducibili alla gang aggredirono con un machete due controllori alla stazione milanese di Villapizzone. Un capotreno, Carlo Di Napoli, rischiò di perdere un braccio. Un precedente inquietante, avvenuto nella stessa città, che oggi torna tragicamente alla mente.
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Immigrazione incontrollata e sicurezza: una questione aperta
L’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera riapre con forza un dibattito che molti preferirebbero lasciare sopito: quello tra immigrazione non governata e degrado della sicurezza urbana. La MS13 è una gang nata direttamente all’interno di comunità di immigrati irregolari o marginali, cresciuta sfruttando i vuoti lasciati dall’assenza di integrazione e controllo. La sua capacità di radicarsi in contesti metropolitani europei — Milano inclusa — è la conseguenza diretta di flussi migratori che, quando non accompagnati da politiche efficaci di accoglienza e legalità, finiscono per trasformare intere aree urbane in zone grigie dove lo Stato fatica a farsi rispettare.
Non si tratta di criminalizzare categorie di persone, ma di prendere atto di un dato di realtà: quando lo Stato abdica al proprio ruolo di garante dell’ordine e della legalità, sono le organizzazioni criminali a colmare il vuoto, come dimostra la logica territoriale che, stando alle parole del padre della vittima, avrebbe scatenato l’aggressione mortale.
Al momento le indagini sono in corso. Gli inquirenti non hanno ancora confermato ufficialmente il coinvolgimento della MS13, e la pista rimane da verificare sul piano probatorio. Nelle prossime ore sono attesi sviluppi significativi, anche alla luce della testimonianza resa dal padre della vittima agli investigatori.
In El Salvador, ad aprile 2026, è intanto iniziato un maxi-processo contro 486 presunti appartenenti alla gang, accusati complessivamente di decine di migliaia di reati.