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Cronaca

Milano capitale dei reati: vivere in città è diventato un rischio quotidiano

Quasi 7.000 denunce ogni 100mila abitanti, arresti di minorenni in aumento del 34%: i numeri di una città sempre meno sicura per chi ci abita.
Byoblu·16 giugno 2026
Cronaca — Byoblu
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Immaginatevi di uscire di casa la mattina sapendo che la vostra città è, statisticamente, la più pericolosa d’Italia. Non è fantascienza: è la realtà quotidiana di chi vive a Milano. Con quasi 7.000 denunce ogni 100mila abitanti nel 2024 — per la precisione 6.952 — il capoluogo lombardo si è confermato al primo posto nell’Indice della Criminalità elaborato dal Sole 24 Ore sulla base dei dati della banca interforze del ministero dell’Interno. Davanti a Roma, davanti a Firenze, davanti a tutte le altre grandi città italiane. Una posizione di cui nessun milanese andrebbe fiero.

In termini assoluti, nell’area metropolitana di Milano si sono registrate 225.786 denunce di reato in dodici mesi: una media di 618 al giorno. Ogni giorno. Trecentosessantacinque giorni l’anno.

Furti, rapine, violenze: il catalogo della paura

A trascinare Milano in cima alla classifica sono soprattutto i furti e le rapine, due categorie in cui il capoluogo lombardo occupa il primo posto nazionale. In particolare, Milano è prima in assoluto per rapine in pubblica via, seconda per furti con strappo, terza per furti con destrezza. Chi cammina per strada con lo smartphone in mano o la borsa a tracolla conosce bene quella sensazione di vulnerabilità.

Non finisce qui. Milano è terza in Italia per violenze sessuali, con 21,1 denunce ogni 100mila abitanti. Seconda per danneggiamenti, con oltre 32.000 denunce nell’area metropolitana. Nona per truffe informatiche, con quasi 20.000 casi segnalati in un anno.

A livello nazionale, i reati segnalati nel 2024 sono stati 2,38 milioni, l’1,7% in più rispetto al 2023 e il 3,4% in più rispetto al 2019. Sono cresciuti soprattutto i delitti di strada: furti in abitazione (+4,9%), furti di auto (+2,3%), rapine (+1,8%), reati legati agli stupefacenti (+3,9%) e — il dato forse più allarmante — violenze sessuali (+7,5%).

Minorenni in manette: +34% in un anno

Uno degli indicatori più inquietanti riguarda i più giovani. Secondo quanto comunicato in occasione del 212° anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, nel corso del 2025 sono stati arrestati 164 minorenni nella sola provincia di Milano: 42 in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 34%. Il generale Riccardo Galletta, comandante interregionale dei carabinieri Pastrengo, ha riconosciuto senza giri di parole che «un problema esiste, lo sappiamo», indicando la necessità di affiancare alla repressione una forte azione preventiva. A livello nazionale, nel 2024 i minori denunciati o arrestati erano già aumentati del 16% rispetto al 2023, con una crescita del 30% rispetto al periodo pre-Covid. Un dato ancora più emblematico: un arrestato su quattro per rapina in pubblica via ha meno di 18 anni.

Il crimine organizzato non dorme

Al di là della micro-criminalità di strada, sotto la superficie della città operano strutture ben più organizzate. Nel 2025, la Guardia di Finanza ha condotto 1.351 indagini legate al crimine organizzato, con 7.442 soggetti coinvolti. Sono stati proposti sequestri per oltre 3,3 miliardi di euro e confiscati beni per circa 1,6 miliardi. Solo nella lotta al narcotraffico, sono state sequestrate oltre 33 tonnellate di droga — principalmente cocaina, hashish e marijuana — con più di 800 persone denunciate. Un business illegale che alimenta il degrado urbano e la violenza di strada che i cittadini vivono ogni giorno.

Le istituzioni dicono che va meglio. I milanesi non ci credono

Le autorità, da parte loro, insistono sul versante positivo. Nel giugno 2025, al termine di un Comitato per l’ordine e la sicurezza in Prefettura, il sindaco Giuseppe Sala aveva dichiarato un calo dei reati del -10% nei primi cinque mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva definito le cosiddette “zone rosse” efficaci, citando i numeri degli interventi come prova del loro funzionamento.

Dati provvisori del Viminale indicano effettivamente una riduzione del 4,9% delle denunce nel primo semestre 2025 rispetto all’anno precedente, anche se gli stessi uffici ministeriali avvertono che le cifre potrebbero aumentare una volta consolidate le statistiche.

Eppure il sindaco stesso, nel rivendicare il calo, ha dovuto ammettere: «Posso capire che la percezione dei cittadini è una percezione resistente». Una frase che dice tutto. Quando la distanza tra statistiche istituzionali e vissuto quotidiano è così ampia, c’è qualcosa che non torna. I milanesi che evitano certi quartieri la sera, che stringono la borsa sui mezzi pubblici, che trovano il finestrino dell’auto rotto la mattina, non si consolano con i grafici in discesa.

Per tamponare l’emergenza, l’Arma dei Carabinieri ha annunciato l’arrivo di circa 100 nuovi agenti nelle prossime settimane, con l’obiettivo di saturare gli organici entro il 2026 per le figure di base e il 2027 per i marescialli. Un segnale che il problema della carenza di personale era reale e riconosciuto.

Una città che costa cara e non protegge

C’è un’amara ironia nella situazione milanese: la città che vanta i prezzi degli immobili più alti d’Italia, quella che si presenta come hub europeo della moda, della finanza e dell’innovazione, è anche quella dove è statisticamente più probabile essere derubati, rapinati o aggrediti. Chi ha scelto di viverci, spesso a caro prezzo, si trova a fare i conti con una vivibilità che si deteriora.

I ricercatori dell’Università Cattolica sottolineano che i tassi di criminalità delle grandi città vanno contestualizzati tenendo conto di turisti, pendolari e studenti che ogni giorno moltiplicano la popolazione presente sul territorio. È vero. Ma questa spiegazione tecnica non cambia la vita di chi a Milano ci vive, ci lavora e ci paga le tasse — e si ritrova prima in classifica in una graduatoria in cui non avrebbe voluto comparire.

I dati sulle denunce si riferiscono al 2024, elaborati dal Sole 24 Ore su base ministeriale e pubblicati nel novembre 2025. I dati sugli arresti di minorenni a Milano si riferiscono al 2025 e sono stati resi noti a inizio giugno 2026. La situazione potrebbe aver subito ulteriori evoluzioni dopo le date indicate dalle fonti.

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