Milano e il nord oggi rischiano un forte temporale con grandine fino a 8 cm. Allerta livello 3: il massimo della scala.

Oggi, mercoledì 15 luglio, tra il pomeriggio e la serata su Milano e su gran parte della Lombardia potrebbero abbattersi temporali di forte intensità, con grandine anche di grosse dimensioni e raffiche di vento violente. È l’effetto dello scontro tra l’aria rovente accumulata in giorni di canicola e una perturbazione in arrivo da ovest. La buona notizia è che questa fase segna anche l’inizio della fine dell’ondata di caldo: le temperature caleranno da domani, con un’ulteriore flessione attesa da domenica 19.
L’atmosfera è una pentola a pressione: ecco perché
Per capire cosa sta per succedere bisogna guardare la mappa. Il Nord Italia si trova esattamente sulla linea di confine tra l’anticiclone subtropicale, che da giorni cuoce il Mediterraneo, e un’area di bassa pressione che si sta approfondendo sull’Europa centrale. Da quest’ultima si stacca un fronte instabile che nelle prossime ore scenderà di latitudine, andando a impattare proprio sulle regioni settentrionali.
È qui che entra in gioco la fisica. Giorni e giorni di caldo afoso hanno caricato la Pianura Padana di energia, sotto forma di calore e umidità. I meteorologi la misurano con un parametro chiamato CAPE: più è alto, più violente possono diventare le correnti ascendenti dentro un temporale. «In questi giorni la Pianura Padana ha accumulato una grande quantità di energia a causa del caldo e dell’umidità», ha spiegato Francesco Nucera di 3Bmeteo. «Più energia è disponibile, più le correnti ascendenti possono diventare intense. L’energia, però, da sola non basta».
Wind shear e supercelle: la ricetta della grandine gigante
Il secondo ingrediente è il vento. Oggi cambierà sensibilmente in velocità e direzione salendo di quota: un fenomeno chiamato wind shear, che — sempre secondo Nucera — «separa le correnti ascendenti da quelle discendenti, impedendo ai temporali di collassare rapidamente e permettendo loro di organizzarsi e durare più a lungo». È il meccanismo che può dare vita alle supercelle, i temporali più potenti e strutturati che esistano.
Dentro una supercella le correnti ascensionali sono così forti da tenere sospesi i chicchi di grandine nella nube per lungo tempo: a ogni giro accumulano un nuovo strato di ghiaccio e crescono di dimensione, prima di precipitare al suolo. Ecco perché le simulazioni non escludono grandine di grosso calibro.
Cosa dicono le allerte: numeri da non sottovalutare
A prendere sul serio lo scenario è stato l’Estofex, lo European Storm Forecast Experiment che monitora gli eventi estremi a livello continentale: ieri ha emesso, per la prima volta quest’anno, un bollettino di allerta di livello 3, il massimo della scala, per la Pianura Padana tra Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Secondo i suoi modelli non si può escludere grandine fino a 8 centimetri e raffiche di vento distruttive.
Anche i documenti previsionali della Protezione civile lombarda parlano chiaro: dal pomeriggio rovesci e temporali in sviluppo da Alpi e Prealpi, in estensione alla pianura in movimento da ovest verso est, con possibili raffiche fino a 110-145 km/h e picchi di pioggia tra 40 e 70 millimetri in sei ore. In provincia di Sondrio è già scattata l’allerta gialla per rischio idrogeologico su Valchiavenna e Media e Bassa Valtellina, la terza in meno di una settimana. In tarda serata e nella notte verso giovedì è atteso un secondo impulso, meno intenso. Va detto con chiarezza: la localizzazione dei fenomeni più violenti ha ancora un ampio margine di incertezza, e il Centro Funzionale regionale sta rivalutando in queste ore i codici colore validi per la seconda parte della giornata. Su Milano, al momento, non è stata diramata alcuna allerta specifica.
Come proteggersi
I consigli sono quelli di sempre, ma vale la pena ripeterli: evitare spostamenti non indispensabili nelle ore serali, non sostare sotto alberi, impalcature o dehors, mettere al riparo l’auto se possibile (la grandine di grosse dimensioni può sfondare parabrezza e lunotti), fissare o ritirare oggetti da balconi e terrazzi, tenersi lontani da sottopassi e corsi d’acqua in caso di piogge intense e seguire gli aggiornamenti delle autorità.
Un Nord Italia sempre più “tropicale” d’estate
Chi vive in Lombardia da qualche decennio lo ha notato: le estati sono cambiate. Le ondate di caldo si sono fatte più lunghe e intense, lo zero termico staziona ormai a quote un tempo eccezionali — oggi è previsto intorno ai 4.300-4.400 metri, più alto del Monte Bianco — e i temporali, quando arrivano, trovano un’atmosfera carica di energia come mai in passato. È il copione che si è ripetuto più volte negli ultimi anni sulla Pianura Padana: contrasti termici sempre più marcati tra masse d’aria roventi e irruzioni fresche da nord, che si traducono in grandinate record, raffiche lineari e nubifragi concentrati in poche ore. Un’estate padana che alterna canicola e violenza atmosferica, dove la “tregua” dal caldo arriva sempre più spesso sotto forma di tempesta.
E dopo? Il caldo molla la presa
Passata la nottata, domani il sole tornerà a splendere su Milano con temperature in lieve calo, salvo qualche rovescio residuo sui monti. Venerdì una seconda finestra di instabilità, favorita dall’afflusso di correnti più fresche settentrionali, porterà nuovi temporali da Alpi e Prealpi verso le pianure, con massime in discesa verso i 32-33 gradi sul capoluogo. Nel weekend prevarrà il sole, con possibili temporali di calore serali, e da domenica 19 è atteso un ulteriore calo termico.
La canicola, insomma, ha le ore contate. Ma il conto, come spesso accade, potrebbe presentarlo il cielo: stasera tenete d’occhio l’orizzonte a ovest.