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Esteri

Nicolai Lilin: “i britannici bombardano la Russia”.

Missili britannici Storm Shadow colpiscono Voronezh: Nicolai Lilin sostiene che siano stati lanciati da specialisti NATO. Escalation verso Kaliningrad?
Byoblu·22 giugno 2026

Missili da crociera britannici Storm Shadow hanno colpito la città russa di Voronezh, lanciati dal territorio ucraino. È questo il fatto al centro di un’analisi diffusa sul canale YouTube dell’autore e commentatore Nicolai Lilin, secondo cui dietro l’attacco non ci sarebbero soldati ucraini, bensì specialisti militari britannici operanti direttamente dal suolo ucraino. Una distinzione che, se confermata, sposterebbe radicalmente il profilo delle responsabilità belliche del conflitto.

Stando a quanto sostenuto da Lilin nel video, il regime di Zelensky «non è abilitato a usare in maniera autonoma la gran parte delle armi altamente tecnologiche trasferite in Ucraina». I sistemi missilistici occidentali, in quanto piattaforme elettroniche complesse protette da codici di accesso riservati, richiederebbero operatori qualificati che solo i Paesi fornitori possiedono. Da qui la tesi centrale: «L’Ucraina di Zelensky è in pratica un territorio occupato dalla NATO», che utilizzerebbe il suolo ucraino come rampa di lancio contro la Federazione Russa, attribuendo poi le azioni all’esercito di Kiev.

Dieci missili e uno stato di allerta

Secondo il resoconto di Lilin, l’attacco avrebbe coinvolto dieci missili Storm Shadow diretti verso Voronezh. Le autorità locali avrebbero dichiarato lo stato di allerta missilistica, con sirene e colonne di fumo visibili in città. Il governatore avrebbe invitato la popolazione a cercare riparo e a non riprendere gli attacchi con dispositivi personali. Stati di allerta analoghi sarebbero scattati anche in regioni interne della Russia — Tatarstan, Saratov, Penza, Ul’janovsk — ben lontane dalla linea del fronte, a conferma, secondo Lilin, della volontà britannica di «colpire la Russia in profondità», posizione che Londra avrebbe già manifestato in sede G7.

L’episodio sarebbe una risposta agli attacchi russi con missili ipersonici Kinzhal condotti nei giorni precedenti su Kiev e sulla base militare di Starokostiantyniv. Lilin ipotizza che quegli attacchi fossero mirati proprio agli specialisti NATO presenti sul territorio ucraino per gestire i sistemi missilistici occidentali. L’attacco su Voronezh sarebbe dunque, nella sua lettura, sia una rappresaglia sia un tentativo di generare «stanchezza di guerra» nella società russa.

La crisi dell’Occidente e la guerra come strumento di potere

L’analisi di Lilin non si ferma all’episodio militare, ma si allarga a una lettura sistemica della crisi occidentale. «L’Occidente collettivo si trova in una grave crisi politica, culturale, etica, morale, economica, militare», afferma nel video, individuando le radici del problema nel modello capitalista coloniale e predatorio che, a suo dire, avrebbe cominciato a scricchiolare già negli anni Settanta senza che le élite occidentali abbiano mai elaborato un’alternativa credibile.

In questo scenario, Lilin richiama la memoria di intellettuali che avevano anticipato il declino: da Pier Paolo Pasolini, «incompreso e infine ucciso», al giornalista Giulietto Chiesa, che vent’anni fa prevedeva una guerra tra Occidente e Russia in Ucraina, l’esplosione del gasdotto Nord Stream e la progressiva subordinazione economica dell’Europa agli Stati Uniti. «All’epoca eravamo considerati complottisti — dice Lilin — oggi quelle previsioni si sono avverate al novantanove per cento».

La soluzione adottata dagli oligarchi occidentali di fronte alla crisi sarebbe, nella sua tesi, quella della «catastrofe controllata»: una guerra continentale contro la Russia capace di trasferire denaro pubblico nelle casse del complesso militare-industriale e di consegnare alle élite una popolazione «decimata, impoverita e spaventata», dunque più facilmente governabile. «Organizzare una catastrofe controllata — afferma Lilin — perché non hanno alternativa e non hanno più nemmeno il tempo per trovarla».

Kaliningrad, prossima miccia?

Nel finale del video, Lilin individua in Kaliningrad la prossima potenziale zona di escalation. L’exclave russa sul Baltico, ex Königsberg, sarebbe oggi circondata da una significativa concentrazione di sistemi militari NATO. «Lì può scoppiare un vero terribile incendio», avverte, segnalando come le élite occidentali abbiano fretta di portare il conflitto oltre i confini ucraini prima che le tensioni interne alle società europee sfuggano al loro controllo.


Fonti:

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