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Sport

Mondiali 1970, Banks avvelenato dalla CIA? L’accusa dell’Observer

Il settimanale britannico rilancia un vecchio giallo: il portiere inglese sarebbe stato eliminato per favorire la vittoria del Brasile.
Byoblu·26 maggio 2026
Sport — Byoblu

A distanza di oltre cinquant’anni dai Mondiali di calcio disputati in Messico nel 1970, il nome di Gordon Banks torna al centro di una vicenda che mescola sport, politica e intelligence. Secondo quanto riportato dal settimanale britannico Observer, il leggendario portiere inglese sarebbe stato deliberatamente avvelenato durante la competizione, con l’obiettivo di favorire la strada verso il titolo della nazionale brasiliana.

L’articolo, pubblicato nei giorni scorsi, attribuisce la responsabilità dell’episodio alla CIA, l’agenzia di intelligence statunitense, che secondo questa ricostruzione avrebbe agito nel quadro degli interessi geopolitici americani in America Latina. Il Brasile, all’epoca, era governato da una giunta militare con cui Washington intratteneva rapporti privilegiati, e una vittoria dei Seleção avrebbe avuto un valore simbolico e propagandistico non trascurabile.

Cosa accadde nel giugno del 1970

Banks, considerato uno dei migliori portieri della storia del calcio mondiale e protagonista di una parata definita «la parata del secolo» proprio contro il Brasile in quella stessa edizione del torneo, fu colpito da un improvviso malore gastrico nella notte precedente alla semifinale contro la Germania Ovest. L’Inghilterra perse quella partita e fu eliminata dal torneo. Il Brasile, privo di un avversario che aveva dimostrato di saperlo fronteggiare, andò poi a conquistare il titolo iridato.

All’epoca l’episodio fu archiviato come un caso di intossicazione alimentare, attribuita a una bottiglia di birra. Nessuna indagine ufficiale fu mai aperta.

La testimonianza della figlia

A rafforzare il racconto dell’Observer concorre la testimonianza della figlia di Banks, citata nell’articolo, che ha ricordato come per circa due settimane dopo il malore si siano susseguite in casa figure in camice bianco, presumibilmente medici o personale sanitario, senza che alla famiglia fosse mai fornita una spiegazione chiara e definitiva sull’origine del malessere.

Le dichiarazioni, stando a quanto riportato dal quotidiano Repubblica che ha ripreso la notizia, aggiungono un elemento narrativo alla vicenda senza tuttavia costituire una prova documentale dell’ipotesi avanzata.

Un’accusa senza riscontri ufficiali

È opportuno sottolineare che le accuse formulate dall’Observer non sono, allo stato attuale, supportate da documenti desecretati, testimonianze dirette di agenti o altre fonti primarie di carattere ufficiale. La CIA non ha rilasciato commenti in merito, e non risulta che autorità britanniche o internazionali abbiano avviato o preannunciato verifiche.

Il giornalismo d’inchiesta sulle interferenze dei servizi segreti americani nello sport internazionale durante la Guerra Fredda è un filone già esplorato in passato, ma raramente ha prodotto prove incontrovertibili. La vicenda Banks si inserisce in questo solco: plausibile nei contorni storici, ma ancora priva di una conferma definitiva.

Il contesto geopolitico latinoamericano

Nel 1970 l’America Latina era teatro di intense pressioni geopolitiche tra i blocchi della Guerra Fredda. Il Brasile sotto il regime militare era considerato da Washington un baluardo anticomunista nella regione. In questo scenario, l’ipotesi che agenzie di intelligence potessero intervenire anche in ambiti apparentemente distanti dalla politica — come una competizione sportiva — non appare storicamente inverosimile, pur restando nel campo delle speculazioni finché non emergano prove concrete.

La storia di Banks, morto nel 2019, rimane dunque aperta: un capitolo del calcio mondiale che attende ancora, forse, di essere scritto definitivamente.

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