Morte De Miguel, Owono lascia i social dopo insulti razzisti

Jesús Owono, portiere dell’FC Andorra, ha chiuso il suo profilo Instagram dopo essere diventato il bersaglio di insulti razzisti, minacce e accuse di omicidio. L’ondata è seguita alla morte di Jesús de Miguel, attaccante del Tenerife, deceduto stamattina alle 8 in ospedale a Santa Cruz, a 30 anni. Poche ore prima, ieri sera, i due si erano scontrati in campo durante una partita di Segunda División, la seconda serie spagnola.
Il caso va oltre il calcio. Un ragazzo di 25 anni è stato sottoposto al giudizio di migliaia di sconosciuti prima che qualsiasi organo, sportivo o giudiziario, valutasse il suo comportamento.
Morte De Miguel, lo scontro nel recupero al Rodríguez López
La dinamica è documentata dalle immagini. Allo stadio Heliodoro Rodríguez López l’Andorra, in dieci uomini e sotto di due gol, cercava la rimonta nei minuti di recupero. Owono si trovava molto lontano dalla propria area.
Su un rinvio lungo del Tenerife, De Miguel si è lanciato verso la porta sguarnita. Il portiere è uscito di corsa fino alla zona del cerchio di centrocampo ed è saltato per anticipare il pallone prima del rimbalzo. Stando alle ricostruzioni, il ginocchio ha colpito l’attaccante al petto e alla testa.
L’arbitro Manuel Ángel Pérez Hernández ha espulso Owono. De Miguel ha subito un arresto cardiorespiratorio in campo ed è stato trasportato in ambulanza all’Hospital Universitario Nuestra Señora de la Candelaria, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. La partita è stata sospesa. Durante la notte le sue condizioni neurologiche sono peggiorate fino al decesso.
Owono, insulti razzisti e minacce: chiuso il profilo Instagram
La pressione sul portiere è cominciata già sugli spalti. Alcuni video diffusi in rete mostrano cori ostili di una parte dei tifosi di casa mentre l’avversario riceveva i soccorsi.
Dopo la notizia della morte, la pressione si è spostata online. Secondo la stampa spagnola, sotto i profili del portiere si sono accumulati messaggi razzisti, minacce e accuse di omicidio. Molti utenti hanno chiesto una squalifica a vita e un’incriminazione penale. Owono è nato a Bata, in Guinea Equatoriale, e una parte dei messaggi ha preso di mira le sue origini.
Il portiere ha disattivato Instagram. Il suo account su X risulta inattivo da due anni. Sui social circolano anche confronti con episodi del passato. Il più citato è l’uscita di Manuel Neuer su Gonzalo Higuaín nella finale del Mondiale 2014, che secondo molti utenti fu giudicata con un metro diverso.
Il portiere dell’Andorra in lacrime nello spogliatoio
Secondo quanto riferito dall’emittente Cadena COPE e dalla stampa iberica, dopo la partita Owono è stato visto piangere e pregare nello spogliatoio. Avrebbe voluto contattare in privato la famiglia di De Miguel, per porgere le condoglianze, scusarsi e offrire il proprio sostegno prima di qualsiasi dichiarazione pubblica. Il proposito sarebbe maturato prima che la morte dell’attaccante fosse annunciata. Al momento non risultano sue dichiarazioni pubbliche.
L’Andorra ha diffuso un comunicato: «Con il cuore pesante e devastati, desideriamo inviare le nostre più sincere condoglianze alla famiglia di Jesús de Miguel, a tutti i suoi colleghi e amici e al CD Tenerife». Anche Gerard Piqué, azionista di maggioranza del club, ha reso omaggio all’attaccante.
Owono è arrivato bambino nei Paesi Baschi. È cresciuto nelle giovanili della Real Sociedad e dell’Alavés, con cui ha esordito in Liga nel gennaio 2022: è stato il primo calciatore nato in Guinea Equatoriale a giocare nella massima serie spagnola. Dopo un prestito all’Andorra, ad agosto ha firmato un contratto biennale con il club catalano. In nazionale conta 46 presenze.
Owono rischia un processo? L’inchiesta e l’articolo 142
Secondo la stampa locale di Tenerife, il Grupo de Homicidios della Policía Nacional di Santa Cruz avrebbe avviato accertamenti sulle circostanze della morte. Non ci sono conferme ufficiali sui contenuti dell’indagine.
Sul piano sportivo, il codice disciplinare della Federcalcio spagnola prevede da quattro a dodici giornate di squalifica per condotta violenta in gioco che provochi lesioni gravi. Gli organi disciplinari dovranno valutare il contrasto e il contesto in cui è avvenuto.
Il piano penale è distinto. L’espulsione è una sanzione di gioco e non equivale a un accertamento di responsabilità. L’articolo 142 del codice penale spagnolo distingue l’omicidio per imprudenza grave, punito fino a quattro anni di carcere, da quello per imprudenza meno grave, sanzionato con una multa da tre a diciotto mesi. Non esistono precedenti consolidati per una morte causata da un’azione di gioco. Resta da stabilire se l’uscita del portiere superi la soglia della negligenza penalmente rilevante.
All’estero, la stampa internazionale si concentra soprattutto sulla possibile punizione del portiere. Più di una testata ha però dato spazio anche agli abusi razzisti ricevuti online.
Insulti social a Owono, nessuna tutela per il singolo
In questa vicenda, il verdetto della rete è arrivato in poche ore, mentre quello della giustizia richiederà mesi. Nel mezzo c’è un giocatore che ha visto un avversario crollare dopo un contrasto e che ora affronta quel peso da solo, esposto a un pubblico che lo ha già condannato.
Finora nessuna fonte riferisce iniziative della lega, della federazione o del club per segnalare gli autori dei messaggi o tutelare il portiere. Le piattaforme che ospitano i contenuti non hanno comunicato interventi.
In Spagna un precedente esiste. Nel 2024 un tribunale di Valencia ha condannato tre tifosi per insulti razzisti a Vinícius Jr. È stata la prima condanna di questo tipo nel calcio spagnolo, ma riguardava fatti avvenuti dentro uno stadio, con autori identificabili. Online, l’anonimato rende le responsabilità molto più difficili da individuare.
Chiudere il profilo riduce l’esposizione diretta del portiere, ma non ferma la circolazione dei messaggi. Le decisioni attese sono due: quella degli organi disciplinari federali sulla squalifica e quella della magistratura di Santa Cruz sull’eventuale ipotesi di omicidio per imprudenza.