Mostro di Modena, riaperto il caso: sette famiglie chiedono verità
A oltre quarant’anni dai delitti compiuti tra il 1983 e il 1995 in provincia di Modena, Carabinieri e Polizia hanno riattivato le indagini sul cosiddetto Mostro di Modena, autore presunto di dieci omicidi di giovani donne mai attribuiti a un colpevole. L’avvocato Barbara Iannuccelli ha depositato in Procura istanza di riapertura per conto di sette famiglie delle vittime, tra cui quella di Filomena Gnasso, uccisa a coltellate il 15 novembre 1983 e considerata la prima vittima della serie. Al centro delle nuove analisi ci sono i reperti custoditi negli archivi di Medicina Legale, tra cui tre capelli trovati stretti tra le mani di una vittima e una pietra insanguinata usata come arma. “Sarebbe possibile rianalizzare alla luce della nuova scienza” quelle tracce, afferma Iannuccelli all’Ansa, confidando nelle moderne tecniche forensi. Tra le vittime attribuite al serial killer figurano anche Donatella Guerra, Giovanna Marchetti, Marina Balboni e Claudia Santachiara, uccise tra il 1985 e gli anni successivi con modalità simili.