No Meloni Day: idranti a Torino, bombe carta a Roma: “soldi alla scuola, non alla gerra”. Al Sud la protesta contro il caro gasolio
La giornata di manifestazioni in Italia, nel servizio di Byoblu.
Oggi migliaia di studenti in piazza in decine di città per il No Melóni Day, la giornata di mobilitazione contro il governo: idranti a Torino, bombe carta a Roma. Al Sud protestano autotrasportatori e agricoltori contro il caro gasolio.
A Roma i liceali bruciano le bandiere di Stati Uniti e Israele. Gli organizzatori parlano di 20mila partecipanti. In via Marmorata, a Testaccio, alcuni incappucciati lanciano bombe carta e petardi e spingono i cassonetti in mezzo alla strada.
A Torino, in piazza Castello, la polizia usa gli idranti contro gli studenti schierati davanti alla Prefettura. Il corteo è partito da piazza XVIII Dicembre, con l’adesione dei sindacati di base. Contro gli agenti vengono lanciate uova. Sotto i portici ci sono spintoni e cariche. Sull’asfalto viene incendiato un carro armato di cartone.
Dal corteo partono insulti contro il generale Roberto Vannacci. Secondo chi ha diffuso le immagini, alcuni insegnanti si mettono a braccetto davanti al cordone di polizia, accanto agli studenti.
Uno studente del Collettivo Universitario Autonomo dice: “Oggi siamo qua in Corso Vittorio a Torino a contestare il sovranista del dollaro Roberto Vannacci“.
Una quarantina di giovani a volto coperto ha devastato con le spranghe la palestra della primaria Ricardi di Netro, con bambini e maestre presenti. Poi ha rotto le finestre dell’istituto Bosso-Monti. Un diciassettenne è stato arrestato. Le persone identificate sono 27. La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti parla di fatti «gravissimi e intollerabili».
Giorgia Meloni è intervenuta, commentando che le manifestazioni sono un segno di partecipazione, ma che la violenza e le aggressioni alle forze dell’ordine dovrebbero essere condannante da tutti.
A Milano il corteo sfila in centro, tra fumogeni rossi e striscioni contro il riarmo. Un manifestante brucia un foglio con il logo di Leonardo, il gruppo italiano della difesa.
Dal Fronte della Gioventù Comunista si dice che “come in tutta Europa, anche in Italia gli studenti alzano la testa. Oggi siamo scesi in migliaia in tutta Italia al grido: soldi alla scuola, non alla guerra“.
La protesta coincide con lo sciopero nazionale di 24 ore della scuola, proclamato dal sindacato Sisa per docenti, dirigenti e personale Ata, cioè amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. Il sindacato chiede aumenti del 20% e misure contro il precariato. I collettivi contestano il nuovo decreto Scuola, il carovita, le spese militari e la legge Valditara, che boccia chi prende cinque in condotta.
Al Sud è il giorno della mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori contro il caro gasolio. Camion e trattori in colonna nel Foggiano, sulla Salerno-Reggio Calabria e in Sicilia. Secondo il ministero delle Imprese, ieri il gasolio self costava in media 2,25 euro al litro. Conftrasporto, associazione dell’autotrasporto, chiede al governo una convocazione urgente. Altrimenti valuterà un fermo nazionale.
Nelle prossime ore è attesa la decisione del giudice sulla convalida dell’arresto del diciassettenne fermato ieri a Torino. E tutto questo, è solo l’inizio!