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Ambiente

Ondata di caldo africano sull’Italia: come si forma e quando arriva

Dal 17-18 giugno un promontorio anticiclonico di origine sahariana porterà temperature fino a 40°C in diverse città italiane.
Byoblu·16 giugno 2026
Ambiente — Byoblu
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A partire dal 17-18 giugno 2026, l’Italia sarà investita da una significativa ondata di calore originata dall’anticiclone subtropicale nordafricano. Secondo le elaborazioni dei principali modelli meteorologici, le temperature potranno superare i 35°C su gran parte del territorio, raggiungendo punte di 38-40°C nelle aree interne del Centro-Sud, nella Pianura Padana e nelle isole maggiori. La fase più intensa è attesa tra giovedì 19 e il fine settimana del 20-21 giugno.

Che cosa è l’anticiclone subtropicale africano e come funziona

Per comprendere la natura di questo fenomeno meteorologico occorre partire dalla sua origine. L’anticiclone subtropicale nordafricano è un vasto campo di alta pressione atmosferica che si forma sulle distese desertiche del Sahara. In questa regione, l’intensa radiazione solare riscalda la superficie terrestre, generando masse d’aria molto calde e prevalentemente secche che si comprimono verso il basso, innalzando la pressione al suolo.

Quando questo sistema si espande verso nord — fenomeno che accade con una certa regolarità nei mesi estivi — il suo promontorio raggiunge il Mediterraneo centrale e la Penisola italiana. Il meccanismo è relativamente semplice: l’alta pressione blocca il transito delle perturbazioni atlantiche, azzera i venti in quota, mantiene il cielo privo di nubi e consente alla massa d’aria sahariana di scorrere indisturbata verso latitudini più settentrionali.

Il risultato è quello che i meteorologi definiscono una cupola di calore: un’area in cui le condizioni di stabilità atmosferica impediscono la dispersione del calore accumulato durante il giorno. Le temperature massime si impennano nel pomeriggio, mentre quelle minime notturne rimangono elevate — spesso sopra i 20°C — dando origine alle cosiddette notti tropicali.

Giorno per giorno: l’evoluzione del tempo fino al 22 giugno

La settimana si apre, tuttavia, con una breve fase di transizione. Tra lunedì 15 e martedì 16 giugno, un’area depressionaria in quota che attraversa il Mediterraneo centrale — unitamente a un fronte instabile proveniente dall’Europa centrale diretto verso i Balcani — introduce qualche elemento di instabilità. I fenomeni più significativi sono attesi sulle Alpi orientali, sul Triveneto, sull’Appennino umbro-marchigiano e abruzzese, nelle zone interne della Sicilia e sull’Appennino lucano. Si tratta di rovesci isolati e temporanei, non di un’inversione di tendenza.

Nelle regioni meridionali e nelle Isole maggiori, la parentesi fresca sarà quasi impercettibile: già nelle giornate di lunedì e martedì le massime oscilleranno tra 30 e 33°C nelle vallate interne, con un’atmosfera via via più afosa.

Mercoledì 17 giugno segna il punto di svolta: l’anticiclone africano inizia a rinforzarsi con decisione su tutta la Penisola. Il cielo torna ampiamente sereno, il vento cala, e le temperature fanno un primo salto verso l’alto, più marcato al Nord e al Centro.

Nel corso di giovedì 19, venerdì 20 e nel weekend del 21-22 giugno, l’ondata di calore raggiungerà la sua intensità massima. Le proiezioni disponibili indicano:

– Bologna, Modena, Mantova: punte di 38-39°C nelle pianure padane

– Firenze e zone interne toscane: valori localmente attorno ai 40°C

– Roma: massime previste tra 36 e 37°C

– Milano: termometri tra 34 e 36°C

– Foggia, Sardegna interna, Sicilia: tra le aree più calde, con picchi che potrebbero toccare o superare i 40°C

Lungo le coste, le temperature assolute saranno leggermente inferiori rispetto all’entroterra, ma l’elevata umidità relativa renderà la percezione termica più gravosa, in particolare nelle ore notturne.

Quanto durerà e cosa dicono i modelli sul lungo termine

Sulla durata dell’ondata esistono due scenari divergenti. Il modello americano GFS ipotizza un graduale calo delle temperature intorno al 22-23 giugno, con l’ingresso di correnti più fresche provenienti da nord-ovest capaci di interrompere la fase calda. Il modello europeo ECMWF indica invece la possibilità di un’ulteriore espansione dell’anticiclone africano nell’ultima decade del mese, con il rischio che le temperature restino eccezionalmente elevate per un periodo più prolungato.

A più lungo termine, le proiezioni stagionali elaborate da Copernicus Climate Change Service per il trimestre giugno-agosto 2026 indicano temperature sopra la media su tutta Europa, con il segnale più marcato tra luglio e agosto. Secondo le elaborazioni di ARPA Piemonte, luglio mostrerà i primi segnali di aumento termico generalizzato, mentre ad agosto l’anomalia calda potrebbe raggiungere il valore più elevato della stagione. Si tratta, tuttavia, di tendenze statistiche e non di previsioni puntuali: i dettagli potranno essere definiti solo con aggiornamenti a breve termine.

Temporali di calore: un effetto collaterale dell’anticiclone

Anche durante la fase più acuta del caldo non è esclusa la comparsa di fenomeni temporaleschi, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali in prossimità dei rilievi alpini e appenninici. L’elevata energia accumulata negli strati bassi dell’atmosfera può innescare celle convettive locali, capaci di produrre grandine e forti raffiche di vento in tempi brevi. Si tratta di eventi molto localizzati, tipici delle estati mediterranee con anticiclone africano dominante, e non segnalano un cedimento della struttura di alta pressione.

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