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Tecnologia

Palantir pubblica un manifesto in 22 punti: IA, armi e sorveglianza

Un video analizza i punti chiave del documento diffuso dalla società americana su X, tra hard power, deterrenza digitale e controllo del crimine.
Byoblu·28 maggio 2026

Palantir Technologies, la società americana specializzata nell’analisi dei dati e nella sorveglianza, ha pubblicato nelle scorse ore un manifesto in 22 punti sul proprio profilo X. Il documento ha attirato l’attenzione di analisti e osservatori digitali, alimentando un dibattito su ruolo, ambizioni e visione politica dell’azienda fondata da Peter Thiel. Un video pubblicato il 28 maggio 2026 sul canale YouTube di Raffaele Gaito analizza sei di questi punti, definendoli «importanti sui quali riflettere».

Il «debito morale» della Silicon Valley verso la difesa nazionale

Il primo punto che il video mette in evidenza riguarda quello che il manifesto definirebbe un obbligo delle élite tecnologiche statunitensi a partecipare attivamente alla difesa del paese. Secondo quanto riportato nel video, Palantir scriverebbe che «l’élite ingegneristica della Silicon Valley ha un obbligo affermativo di partecipare alla difesa della nazione». Il canale commenta che affermazioni di questo tipo sarebbero state impensabili per la Silicon Valley di dieci o quindici anni fa, quando il mito dominante era quello dell’innovazione indipendente e dal basso.

Hard power e software: la nuova deterrenza

Il quarto punto citato nel video riguarderebbe i limiti del cosiddetto soft power: secondo il manifesto, le società democratiche non possono affidarsi soltanto agli appelli morali, ma devono disporre di «hard power», che in questo secolo sarebbe costruito sul software. Nel video si osserva come questo passaggio si colleghi direttamente al punto cinque del documento, nel quale Palantir porrebbe la questione non in termini di «se» le armi basate sull’intelligenza artificiale verranno costruite, ma di «chi le costruirà e per quale scopo». Il testo — stando alla sintesi proposta nel video — avvertirebbe che gli avversari degli Stati Uniti «non si fermeranno per indulgere in dibattiti teatrali» sullo sviluppo di tecnologie militari.

Il video interpreta questa impostazione come una narrativa funzionale a giustificare l’assenza di limiti regolatori e di vincoli etici, sottolineando che «quando smetti di farti domande, quando pensi che l’unica soluzione sia solo andare veloce, credo che sia estremamente rischioso».

Fine dell’era atomica e corsa agli armamenti digitali

Il punto 12 del manifesto, secondo il video, annuncerebbe la fine dell’era della deterrenza nucleare e l’inizio di una nuova era basata sull’intelligenza artificiale. Il canale traccia un parallelo con la corsa agli armamenti del Novecento, descrivendo la dinamica come una «gara a chi ce l’ha più lungo» applicata alla tecnologia, con fondi e autorizzazioni potenzialmente illimitati giustificati dalla costruzione di nuove paure collettive.

Silicon Valley come gestore del crimine violento

L’ultimo punto analizzato nel video è il numero 17, nel quale Palantir rivendicherebbe per la Silicon Valley un ruolo attivo nel contrasto al crimine violento, in sostituzione o in affiancamento alle istituzioni pubbliche che, secondo il documento, avrebbero «scrollato le spalle» di fronte al problema. Il video segnala come negli Stati Uniti siano già in corso sperimentazioni tecnologiche nella gestione della sicurezza, alcune delle quali evocherebbero scenari da fantascienza come il film Minority Report, con sistemi di anticipazione dei reati. «Cosa potrà mai andare storto?», commenta ironicamente il canale.

Il contesto

Il manifesto si inserisce in un momento in cui il rapporto tra grandi aziende tecnologiche, governi e settore della difesa è oggetto di crescente attenzione pubblica. Palantir è attiva da anni in contratti con agenzie governative e militari statunitensi. Il testo integrale del documento è disponibile sull’account X ufficiale dell’azienda nella versione originale in inglese.


Fonti:

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