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Cronaca

Power bank prende fuoco su volo Lufthansa: dirottato a Lione

Batteria esterna in fiamme a 35mila piedi sul volo LH1170 Francoforte-Lisbona: 204 persone illese, notte in hotel e ripartenza oggi.
Byoblu·27 settembre 2026
Cronaca — Byoblu

Una batteria esterna ha preso fuoco ieri sera in cabina, sul volo Lufthansa LH1170 da Francoforte a Lisbona. I piloti hanno deviato l’aereo su Lione, in Francia, dove è atterrato senza problemi poco prima delle 20. A bordo c’erano 198 passeggeri e sei membri dell’equipaggio. Nessuno è rimasto ferito. La compagnia ha confermato l’episodio. Il power bank apparteneva a un passeggero e si è incendiato vicino a un sedile.

Cosa è successo sul volo Lufthansa Francoforte-Lisbona

L’aereo è un Airbus A321-200, immatricolato D-AISB. Secondo i dati di tracciamento, era partito da Francoforte con più di un’ora di ritardo: alle 18:57 invece che alle 17:40. Le fonti non indicano il motivo del ritardo.

Al momento dell’incendio l’aereo era in crociera a circa 35mila piedi, poco più di 10mila metri, a circa 70 miglia nautiche a nord-est di Lione. Sono circa 130 chilometri.

Gli assistenti di volo hanno chiuso la batteria in una Lithium Safe Bag. È una sacca ignifuga progettata per le batterie al litio: isola il dispositivo surriscaldato e contiene calore e fiamme, così il fuoco non si propaga in cabina. Molte compagnie la tengono a bordo come dotazione standard.

Poi i piloti hanno dichiarato l’emergenza. È la comunicazione con cui l’equipaggio segnala ai controllori di volo una situazione a rischio e ottiene la precedenza sugli altri aerei in atterraggio. L’A321 ha toccato terra sulla pista 17L dell’aeroporto di Lione Saint-Exupéry circa 25 minuti dopo la decisione.

Nel gergo giornalistico italiano si parla di «dirottamento», ma in questo caso nessuno ha preso il controllo dell’aereo. Il termine indica una deviazione su un aeroporto diverso da quello di destinazione, decisa dal comandante.

Perché atterrare anche con l’incendio già contenuto

Il fuoco era sotto controllo, eppure l’equipaggio ha scelto di scendere. Il motivo sta nella natura delle batterie al litio. Un’unità danneggiata può andare in fuga termica: una reazione chimica che si autoalimenta, genera calore crescente e può riaccendersi anche quando sembra spenta.

Proseguire fino a Lisbona avrebbe significato quasi altre due ore di volo sopra Francia, Spagna e Portogallo, con una batteria compromessa ancora a bordo. Lione si trovava più o meno a metà strada.

Notte in hotel, ripartenza oggi

Lufthansa ha sistemato tutti in albergo a Lione. Oggi i passeggeri sono stati riprotetti, cioè ricollocati, su altri voli per Lisbona. La compagnia non ha precisato con quali collegamenti.

Un portavoce ha espresso rammarico per «la situazione e l’interruzione del viaggio che ne è conseguita per i nostri passeggeri», e ha aggiunto: «La sicurezza dei nostri passeggeri e dei nostri equipaggi rimane sempre la priorità assoluta di Lufthansa».

L’aereo è rimasto fermo a Lione per circa 16 ore. Poi è rientrato vuoto a Francoforte, principale base della compagnia, dove sono disponibili tecnici e ricambi. Dopo un incendio in cabina, di qualunque dimensione, di norma si ispezionano il sedile coinvolto e l’area circostante prima di rimettere il velivolo in servizio.

D-AISB ha 27 anni: ha volato per la prima volta nel settembre 1999. È uno degli aerei più anziani della flotta di corto raggio Lufthansa. L’età del velivolo non ha legami con l’accaduto: il fuoco è partito da un dispositivo del passeggero.

Le regole Lufthansa sulle batterie esterne a bordo

Da gennaio Lufthansa vieta di usare e ricaricare i power bank durante il volo. Fanno eccezione i dispositivi medici approvati. Ogni passeggero può portarne fino a due in cabina, nel rispetto di alcune condizioni di sicurezza.

Le batterie esterne non possono viaggiare in stiva. Secondo le regole del gruppo, non vanno nemmeno riposte nelle cappelliere, i vani portabagagli sopra i sedili. Devono restare in tasca, nella tasca del sedile o nel bagaglio sotto il sedile davanti. La logica è semplice: un incendio in stiva o in una cappelliera chiusa si vede tardi e si raggiunge a fatica.

Il divieto d’uso non elimina il rischio

Nessuna fonte chiarisce se al momento dell’incendio il power bank fosse in uso o in carica, in violazione del divieto. Il dato è rilevante per capire quanto la regola funzioni.

Una batteria danneggiata, gonfia o di scarsa qualità può infatti cedere anche a riposo. Il divieto di ricarica riduce le probabilità di surriscaldamento, ma il rischio viaggia con l’oggetto. Per questo la misura più efficace resta tenere la batteria sotto gli occhi del passeggero. Il resto lo fanno la prontezza dell’equipaggio e la sacca di contenimento, che ieri sera hanno chiuso l’emergenza in pochi minuti.

Gli incendi di batterie al litio sono ormai tra le cause più frequenti di deviazione dei voli. Anche Emirates e Southwest Airlines hanno ristretto l’uso dei power bank a bordo. Di recente un A330 della Swiss, compagnia dello stesso gruppo Lufthansa, era stato deviato per una batteria esterna surriscaldata.

Nello stesso fine settimana, secondo quanto riportato da un sito di informazione turistica, un altro volo Lufthansa partito da Francoforte e diretto a Toronto, con 371 passeggeri, sarebbe atterrato a Manchester per precauzione dopo un problema rilevato in cabina. La natura del problema non è stata precisata.

Assistenza e compensazioni

Il regolamento europeo 261 del 2004 sui diritti dei passeggeri aerei obbliga la compagnia a garantire assistenza in caso di lunghi ritardi: pasti, alloggio, trasferimenti. È quanto Lufthansa ha fatto. La compensazione in denaro invece non è dovuta quando il disservizio dipende da circostanze eccezionali, fuori dal controllo del vettore. Un incendio provocato dal dispositivo di un passeggero potrebbe rientrare in questa categoria, ma le fonti non riportano alcuna posizione della compagnia sul punto.

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