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Preparatevi alla guerra, Londra chiede sacrifici ai cittadini

Il generale Walker chiede sacrifici ai britannici. Alla base, la revisione di Starmer: atomica, sottomarini AUKUS e «ogni cittadino» mobilitato.
Byoblu·29 ottobre 2026
Esteri — Byoblu

Il Regno Unito deve essere pronto a combattere, e i suoi cittadini devono essere pronti a sopportare sacrifici. Lo ha detto il generale Roly Walker, capo di stato maggiore dell’Esercito britannico, parlando a circa 700 militari nella base di Catterick Garrison, nel North Yorkshire. A Westminster si prepara intanto una legge di bilancio delicata, attesa a fine ottobre. L’appello porta alle conseguenze più dirette la dottrina presentata il 2 giugno 2025 dall’allora premier britannico Keir Starmer: una nazione «pronta alla battaglia», in cui «ogni cittadino» ha un ruolo nella difesa.

Preparatevi alla guerra, l’appello del generale Walker ai britannici

Walker ha chiesto ai leader politici di aprire «un confronto franco» con l’opinione pubblica sul ruolo che ciascuno sarà chiamato a svolgere. «C’è stato un tempo in cui il nostro Paese non voleva nemmeno prendere in considerazione la possibilità di dover chiedere ai propri soldati di combattere in una guerra», ha detto. Molto presto, secondo il generale, i politici dovranno spiegare ai cittadini «che sarà necessario accettare dei sacrifici per dare priorità alla difesa e alla sicurezza», perché «questo momento storico è particolarmente pericoloso».

L’intervento inverte l’ordine consueto dei ruoli. Un militare in servizio anticipa ciò che il governo dovrà comunicare al Paese, prima che sia il governo a farlo. Stando a quanto riportato, il mese scorso il primo ministro Andy Burnham si era detto contrario a tagliare la spesa sociale per finanziare le forze armate, pur assicurando alla Difesa il massimo sostegno possibile.

Starmer e la revisione strategica della difesa: la nazione «corazzata»

Il quadro in cui si inserisce Walker è stato fissato dalla Strategic Defence Review (SDR), la revisione strategica della difesa commissionata da Starmer e dal ministro della Difesa John Healey dopo la vittoria laburista del luglio 2024. L’ha guidata Lord George Robertson, ex ministro laburista della Difesa ed ex segretario generale della NATO, con il generale in congedo Sir Richard Barrons e la politologa Fiona Hill. Il governo ne ha accolto tutte le 62 raccomandazioni.

Starmer la presentò nei cantieri navali BAE Systems di Govan, a Glasgow, davanti a due fregate Type 26 in costruzione. Annunciò che la «prontezza al combattimento» sarebbe diventata «lo scopo centrale» delle forze armate. «Quando siamo minacciati direttamente da Stati con forze militari avanzate, il modo più efficace per scoraggiarli è essere pronti. E, francamente, mostrare loro che siamo pronti». Poi la formula destinata a restare: una nazione «pronta alla battaglia e corazzata», in cui «ogni parte della società, ogni cittadino di questo Paese ha un ruolo da svolgere». E ancora: «Il fronte, se vogliamo, è qui».

Il documento definisce la Russia una minaccia «immediata e pressante», dotata di un’«economia di guerra» che le permetterebbe di ricostruire in fretta le capacità terrestri dopo un eventuale cessate il fuoco in Ucraina. La Cina è descritta come una «sfida sofisticata e persistente». Il precedente pesa: pochi mesi dopo la revisione del 2021, l’allora premier Boris Johnson aveva dichiarato chiusa l’epoca delle grandi battaglie di carri armati sul continente. Circa tre mesi più tardi i carri russi entravano in Ucraina.

Deterrente nucleare britannico, sottomarini AUKUS e caccia F-35A

Il capitolo più rilevante riguarda l’arsenale atomico. La SDR prevede fino a 12 sottomarini d’attacco a propulsione nucleare nell’ambito dell’AUKUS, il patto di sicurezza con Stati Uniti e Australia, con l’obiettivo di un nuovo battello ogni 18 mesi dai cantieri di Barrow-in-Furness. Altri 15 miliardi di sterline vanno al programma nazionale delle testate.

Sul piano convenzionale sono previste fino a 7.000 armi a lungo raggio di produzione britannica e 1,5 miliardi di sterline per almeno sei nuove fabbriche di munizioni ed esplosivi. L’obiettivo dichiarato è un esercito «dieci volte più letale» entro il 2035.

Fino a oggi il Regno Unito ha potuto lanciare armi nucleari soltanto dai sottomarini del sistema Trident, legato a tecnologia americana. Nelle settimane successive alla revisione Londra ha annunciato l’acquisto di caccia F-35A di Lockheed Martin, in grado di trasportare la bomba termonucleare statunitense B61 nel quadro della condivisione nucleare della NATO. Secondo il World Socialist Web Site, testata di orientamento trotskista che ha analizzato il documento, la revisione concepisce apertamente il confronto con Mosca come un conflitto nucleare.

Esercito britannico, 71.000 soldati e i dubbi dei generali

La sproporzione numerica è evidente. Le forze armate russe contano circa un milione di effettivi e quasi due milioni di riservisti. L’Esercito britannico, dopo tre decenni di tagli seguiti alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, era sceso a 71.000 unità. Il piano di Healey punta ad almeno 76.000 soldati a tempo pieno nella legislatura successiva.

Le critiche più dure sono arrivate dagli stessi ambienti militari. L’ex capo dell’Esercito Lord Richard Dannatt giudicò la revisione insufficiente: «È come dire ad Adolf Hitler nel 1938: per favore non attaccateci fino al 1946, perché non saremo pronti». L’ammiraglio Sir Tony Radakin, allora capo di stato maggiore della Difesa, alla domanda se il Paese potesse sconfiggere la Russia rispose richiamando lo status di potenza nucleare, l’appartenenza alla NATO e l’appoggio degli Stati Uniti, «la nazione più potente del pianeta».

NATO first, la dipendenza da Washington e la posizione di Mosca

Starmer ha posto la revisione sotto lo slogan «NATO first». «L’Alleanza significa qualcosa di profondo: che non combatteremo mai da soli», disse, indicando negli Stati Uniti il «primo partner nella difesa». La presenza di Fiona Hill, già responsabile per l’Europa e la Russia nel Consiglio di sicurezza nazionale americano durante la prima presidenza Trump e nota per la linea dura verso Mosca, conferma l’ancoraggio atlantico.

Qui affiora una fragilità strutturale. Il riarmo britannico dipende in larga misura da piattaforme, tecnologie e garanzie americane. Washington, sotto Donald Trump, chiede invece agli europei di farsi carico della propria sicurezza e tratta con il Cremlino su canali propri. Londra si prepara a un possibile conflitto contro un avversario con cui il suo alleato principale negozia in parallelo.

Mosca ha più volte respinto come infondata l’ipotesi di un attacco contro un Paese della NATO e legge il riarmo europeo come una postura ostile nei propri confronti. Nella dottrina britannica, al contrario, la Russia è il riferimento di ogni scelta: incursioni nelle acque e nei cieli del Regno Unito, attacchi informatici quotidiani, minacce alle infrastrutture. Starmer arrivò ad attribuire alle «azioni sconsiderate» di Mosca anche l’aumento del costo della vita.

Spesa militare contro welfare, il nodo della legge di bilancio

Il punto critico resta il finanziamento. Al momento della revisione la spesa militare britannica era al 2,3% del PIL, con l’impegno di arrivare al 2,5% entro il 2027 e l’«ambizione» del 3% nella legislatura successiva. Poche settimane dopo, al vertice NATO dell’Aia, gli alleati hanno sottoscritto l’obiettivo del 5% entro il 2035, comprese le spese legate alla sicurezza. Secondo il World Socialist Web Site, uno sforzo simile richiederà una stretta sui conti pubblici senza precedenti dagli anni Trenta, destinata a ricadere soprattutto sui lavoratori.

Su questa linea di frattura si colloca l’appello di Walker. Il governo ha escluso tagli al welfare per pagare la Difesa, mentre i vertici militari parlano di sacrifici. Un sondaggio Ipsos indicherebbe che la metà dei britannici non sarebbe disposta ad andare in guerra. Il «confronto franco» invocato dal generale arriva dopo che le scelte principali, dalle testate ai sottomarini fino alle fabbriche di munizioni, sono già state prese. Così il consenso viene cercato a decisioni avvenute, e il rischio è che l’escalation proceda per inerzia, prima che i cittadini abbiano potuto pesarne i costi.

La legge di bilancio attesa a Westminster sarà il primo banco di prova concreto. Indicherà quanta parte della nazione corazzata disegnata da Starmer il governo Burnham è disposto a finanziare, e quali voci di spesa ne pagheranno il prezzo.

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