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Reintegro medici no vax, ok della Camera: decisivi i voti di Fnv

Passa con 126 sì e 113 no l’articolo che riapre l’Albo ai sanitari radiati in pandemia. Parte di Forza Italia non vota, ora serve il Senato.
Byoblu·28 ottobre 2026
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Ieri la Camera ha approvato l’articolo 8 del disegno di legge delega sul riordino delle professioni sanitarie. È la norma che consente ai sanitari radiati dagli Ordini durante l’emergenza Covid di chiedere di essere reiscritti all’Albo. L’esito: 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti. Lo scarto è di 13 voti.

A fare la differenza sono stati gli otto deputati di Futuro Nazionale (Fnv), il partito di Roberto Vannacci. Alcuni deputati di Forza Italia non hanno partecipato al voto. Senza il sì di Fnv, la maggioranza sarebbe andata sotto.

La norma non è ancora legge. Il disegno di legge deve essere approvato nel suo complesso da Montecitorio e poi passare al Senato.

Cosa prevede la norma sul reintegro dei medici radiati

Il reintegro non è automatico. L’articolo consente di presentare domanda a chi è stato radiato per fatti non dolosi commessi durante l’emergenza sanitaria. Il testo collega questi fatti a condizioni precise: conoscenze scientifiche ancora limitate sul Covid, carenza di personale o di materiali, minore esperienza del personale impiegato nell’emergenza.

La richiesta va presentata entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. La esaminerà la Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, l’organismo che già decide sui ricorsi contro le decisioni degli Ordini. Ogni domanda sarà valutata caso per caso.

Per chi è stato radiato a seguito di una condanna penale il percorso è più lungo. Prima serve la riabilitazione da parte di un tribunale, che richiede di dimostrare una buona condotta successiva alla condanna. Chi verrà riammesso non avrà diritto a risarcimenti per il periodo in cui non ha potuto lavorare.

La disposizione nasce da un emendamento di Fratelli d’Italia, prima firmataria Alice Buonguerrieri. È stata introdotta lo scorso luglio in commissione Affari sociali. Le polemiche avevano rallentato l’iter e fatto emergere divergenze nel centrodestra. Dopo settimane di rinvii, l’articolo è rimasto nel testo arrivato in Aula.

Sospesi e radiati: due vicende diverse

Per capire la portata del voto bisogna distinguere due situazioni.

Con l’obbligo vaccinale introdotto dal governo Draghi, i sanitari non vaccinati, salvo esenzioni, venivano sospesi. Non potevano lavorare né ricevere lo stipendio, ma restavano iscritti all’Albo. Nell’ottobre 2022 il governo Meloni ha anticipato al 1° novembre la fine dell’obbligo, prevista per il 31 dicembre. I medici sospesi sono così rientrati al lavoro.

Tra il 2021 e il 2022 i medici e gli odontoiatri sospesi sarebbero stati circa quattromila. La gran parte si è poi messa in regola oppure ha lasciato il servizio per raggiunti limiti d’età.

I radiati sono un’altra storia, e numericamente molto più piccola: si parlerebbe di una decina di professionisti. Gli Ordini hanno contestato loro, oltre al rifiuto del vaccino, la diffusione di informazioni o la promozione di cure ritenute prive di basi scientifiche. La radiazione è la sanzione disciplinare più grave: cancella dall’Albo e impedisce di esercitare.

Il voto di ieri tocca quindi l’ultimo capitolo rimasto aperto di quella stagione. Le sospensioni hanno pesato su professionisti e servizi sanitari, e non sono mai state oggetto di un bilancio pubblico. Il ritorno dei sospesi nel 2022 e la possibilità di riammissione per i radiati si possono leggere come correzioni tardive di quelle misure. La chiusura resta però parziale: non c’è reintegro automatico e resta l’esclusione dai risarcimenti.

Il peso degli otto voti di Futuro Nazionale

I conti li ha rifatti lo stesso partito di Vannacci. Se gli otto deputati di Fnv avessero votato con le opposizioni, la norma sarebbe stata respinta con 121 voti contrari e 118 favorevoli.

«Se avessimo votato contro assieme alle opposizioni il centrodestra sarebbe andato sotto», ha detto in Aula Rossano Sasso. Poi ha aggiunto: «Alcuni deputati del centrodestra al momento del voto sono usciti, noi siamo rimasti al nostro posto e abbiamo salvato la maggioranza su un tema che abbiamo ritenuto giusto. Siamo pronti a farlo anche su altro, nell’interesse della Nazione. Il centrodestra si guardi dai traditori moderati e che votano come il Pd».

Il messaggio è rivolto anche agli alleati. Fnv si presenta come la stampella della maggioranza nei passaggi in cui una parte del centrodestra si sfila.

Da Forza Italia ha risposto Roberto Bagnasco, tra i deputati che non hanno votato: «Forza Italia questa sera ancora una volta ha votato secondo coscienza. Si è rischiato di andare sotto? Beh, voi avete fatto i conti, Forza Italia queste considerazioni non le ha fatte».

Chi ha votato contro e perché

Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno presentato emendamenti per sopprimere l’articolo. Contro la norma si sono espressi anche Azione, Italia Viva e +Europa.

Elena Bonetti, di Azione, ha difeso la scelta dell’obbligo per i sanitari. Secondo lei fu introdotto «non per forme ideologiche ma sulla base di una fattiva, chiara, documentata relazione da parte della scienza». E ha aggiunto: «Oggi reintegriamo questi medici che hanno disconosciuto la responsabilità che l’obbligo deontologico loro imponeva».

Marianna Ricciardi, del M5S, ha ricordato che la radiazione ha riguardato pochi casi giudicati gravi. Ha citato medici che avrebbero curato tumori con i fiori di Bach e infezioni gravi con la papaya fermentata. «State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid», ha detto.

Devis Dori, di Avs, ha parlato di «un vero insulto ai sanitari che hanno svolto il loro dovere in un momento drammatico». Per Ilenia Malavasi, del Pd, si tratta di «un precedente pericoloso», mentre «la radiazione è una scelta estrema ma corretta, serve a difendere posizioni scientifiche».

Roberto Giachetti e Davide Faraone, di Italia Viva, hanno accusato Forza Italia di incoerenza rispetto alle posizioni tenute durante la pandemia. È intervenuto contro la norma anche Riccardo Magi, di +Europa.

La posizione dell’Ordine dei medici

La Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) si era opposta già in estate. Il presidente Filippo Anelli si era detto «sconcertato, amareggiato e deluso» e aveva parlato di «delegittimazione del ruolo degli Ordini».

Dopo il voto, Anelli ha espresso «grande delusione». Secondo lui il problema non è la «pacificazione» di cui parla qualcuno, ma il rispetto del Codice deontologico, «che prevede sanzioni autonomamente decise dagli Ordini». Ha sostenuto che durante il Covid «non è stata messa in atto alcuna azione persecutoria ma solo una valutazione caso per caso».

Il nodo politico, quindi, è anche istituzionale. Una legge interviene su decisioni disciplinari prese dagli Ordini. La Federazione difende la propria autonomia, mentre su quelle decisioni non c’è mai stata una verifica pubblica complessiva.

Cosa succede adesso

L’approvazione riguarda per ora il solo articolo 8. La Camera deve completare l’esame del disegno di legge delega e votarlo nel suo complesso. Il testo passerà poi al Senato, dove la Fnomceo chiede di modificare la norma.

Se la legge entrerà in vigore senza modifiche sostanziali, i radiati avranno 60 giorni per presentare domanda alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.

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