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Esteri

Russia minaccia nuovi raid su Kiev e ordina ai diplomatici di andarsene

Mosca invoca la rappresaglia per un attacco ucraino a un dormitorio a Starobelsk: usati anche missili ipersonici Oreshnik.
Byoblu·25 maggio 2026
Esteri — Byoblu

Il Ministero degli Esteri russo ha emesso nella giornata di domenica 25 maggio 2026 un avvertimento formale rivolto ai cittadini stranieri presenti a Kiev, incluso il personale diplomatico delle ambasciate: lasciare la capitale ucraina «il prima possibile». La comunicazione, di per sé inusuale nella sua esplicitezza, anticipa la prosecuzione dei bombardamenti sulla città e sulle infrastrutture militari e amministrative ucraine.

Secondo quanto dichiarato dalla diplomazia russa, i raid continueranno a colpire «i centri decisionali e i posti di comando» di Kiev, nonché le strutture legate alla produzione e all’impiego dei droni, con un riferimento diretto al coinvolgimento di «esperti NATO» nella catena logistica e operativa ucraina.

La scintilla: il dormitorio di Starobelsk

Mosca ha indicato come causa scatenante dell’attuale escalation un attacco di droni ucraini avvenuto nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 maggio nella regione di Lugansk, territorio sotto controllo russo. Il presidente Vladimir Putin ha accusato le forze di Kiev di aver deliberatamente colpito un dormitorio nella città di Starobelsk, dove erano ospitati ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Secondo le cifre fornite dal Cremlino, l’attacco avrebbe causato 21 morti e circa 40 feriti.

Il Cremlino ha definito l’episodio «un’ulteriore prova della natura nazista e terroristica del regime di Kiev», mentre la diplomazia russa ha parlato della «goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza». La versione ucraina è però diametralmente opposta: lo Stato maggiore di Kiev sostiene di aver colpito un centro di comando di un’unità militare russa, non una struttura civile.

Missili ipersonici Oreshnik nella notte tra sabato e domenica

Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 maggio, le forze armate russe hanno condotto un bombardamento massiccio sull’Ucraina, impiegando anche missili balistici ipersonici Oreshnik, sistemi in grado di trasportare testate nucleari e notoriamente difficili da intercettare per i sistemi di difesa aerea. L’utilizzo di questa tipologia di armamento segna un ulteriore innalzamento della soglia dello scontro e desta preoccupazione in ambito internazionale.

Nello stesso arco di tempo, lo Stato maggiore ucraino ha rivendicato un’azione nella regione di Kherson, dove avrebbe inflitto una perdita significativa ai servizi di sicurezza russi, sebbene i dettagli restino al momento parziali.

Un conflitto che si avvita su sé stesso

L’escalation delle ultime ore si inserisce in un quadro di crescente tensione che vede le due parti sempre più distanti da qualsiasi prospettiva negoziale. Dal punto di vista di Mosca, l’offensiva è presentata come una risposta proporzionata ad atti deliberati contro la popolazione civile. Dal canto suo, Kiev ribatte di operare esclusivamente contro obiettivi militari legittimi e denuncia i bombardamenti russi come crimini di guerra.

L’Europa osserva con crescente apprensione, intrappolata tra la logica del sostegno militare a Kiev e il rischio concreto di un’escalation che nessuno sembra in grado di arrestare. Nel frattempo, l’avvertimento ai diplomatici stranieri — se accolto — potrebbe tradursi in un ulteriore isolamento della capitale ucraina e in un segnale politico di portata rilevante per i prossimi giorni.

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