Sechi rimosso dalla direzione di Libero nel giorno in cui è finito sotto scorta

Sechi ha reso nota la vicenda direttamente, senza attendere comunicazioni ufficiali da parte dell’editore. Il tono delle sue dichiarazioni, riprese da Repubblica e La Stampa, lascia trasparire amarezza per la coincidenza dei due eventi: da un lato la tutela dello Stato che gli viene accordata per le minacce ricevute, dall’altro la perdita del ruolo professionale di vertice nella testata che dirigeva.
Le ragioni della decisione di Angelucci non risultano al momento dettagliate in comunicati ufficiali. Non è noto, sulla base delle fonti disponibili, se la rimozione sia frutto di un contrasto editoriale, di una scelta strategica dell’editore o di altri fattori.
Chi è Mario Sechi
Giornalista di lungo corso, Sechi ha diretto in passato diverse testate, tra cui Il Tempo. Era alla guida di Libero da alcuni anni. La sua figura è nota anche per i frequenti interventi nel dibattito pubblico su temi politici e di attualità.
Il contesto delle minacce
Le minacce che hanno portato all’assegnazione della scorta sarebbero riconducibili, secondo quanto riferito dalle due testate, ad ambienti anarco-insurrezionalisti. Non sono disponibili al momento ulteriori dettagli sulla natura specifica delle minacce né sul procedimento che ha portato alla misura di protezione.
Prossimi sviluppi
Non è ancora noto chi subentrerà alla direzione di Libero. La vicenda è destinata ad alimentare il dibattito sul clima in cui opera la stampa italiana e sui rapporti tra editori e direttori. Ulteriori dichiarazioni da parte delle parti coinvolte sono attese nelle prossime ore.