Torna in Italia ed è sconvolto: “È tutto un degraro, la società sta fallendo”. Lo sfogo di un expat in Toscana.
Dario vive e lavora in Germania da oltre dieci anni. Ora si trova in Toscana, ed è molto turbato da quello che vede. Dopo una notte insonne accende la telecamera e pubblica su YouTube un video dal titolo «sono in Italia e sono sconvolto (la gente è fuori di testa)». Parla di rumore notturno, aggressività al volante, costo dei carburanti, qualità e remunerazione del lavoro, servizi carenti e degrado urbano. Dario sostiene che la società italiana stia letteralmente fallendo.
Ho deciso di pubblicarlo perché Dario non è il solo a vedere quello che ogni giorno accade intorno a noi con uno sguardo disincantato, e anche perché vivere all’estero può davvero aiutarti a fare la differenza.
Alla fine dell’articolo, dopo averlo letto o dopo avere ascoltato il video, trovi un sondaggio. Vorrei sapere se anche tu sei d’accordo con Dario.
La notte in bianco
Una notte. Una finestra lasciata aperta per il caldo.
«Stanotte non ho dormito perché ho lasciato la finestra aperta, visto che fa ancora molto caldo qua in Italia. Alle 2 di notte passano automobili con la musica a palla che, quando lasciano la persona lì al marciapiede, si sente la discoteca in casa. Poi motorini che hanno la marmitta truccata, che li senti fin dall’altra parte della strada. La gente bestemmia alle 2 di notte. Questo sta diventando l’Italia, questa è l’educazione delle persone».
Il confronto con la Germania arriva subito.
«Io ci sono rimasto veramente male. In Germania alle 10 c’è il coprifuoco, alle 10 non vola una mosca. Tutti zitti. Se fanno una festa, alle 10 spengono la musica».
«La società è già fallita»
«Io sto veramente pensando che l’Italia stia andando verso il fallimento, ma non parlo dell’economia, parlo della società. Le persone qui sono senza regole, senza un codice civile, senza rispetto reciproco. È una cosa assurda e lo vedi anche andando per strada: la gente è veramente impazzita».
Più avanti precisa il senso delle sue parole.
«Non dico che l’Italia sia un paese fallito. Dico che l’Italia probabilmente fallirà, perché i dati economici ce lo dicono, i dati demografici ce lo dicono. Se non facciamo qualcosa, l’Italia fallirà. Ma già oggi, la società è fallita. Già è fallita. Ci manca una guida, ci manca una speranza. Qua veramente ognuno pensa ai fatti propri».
Al volante sono tutti manager
Il secondo trauma è la strada.
«Guidare l’automobile penso sia l’esperienza più traumatica che tu possa fare qua. Se al semaforo ci metti mezzo secondo di ritardo a partire, la gente inizia a mandarti a quel paese, inizia a suonarti. Ti trattano come se tu fossi un pezzente. Ma qua son tutti manager, tutta gente che va di fretta? Alla fine deve andare a farsi il trucco, il parrucco, la ceretta, ma sembra che debba andare a firmare l’acquisizione dell’azienda più importante del mondo. Tutti di fretta. Vanno tutti anche molto veloci, nonostante ci siano delle strade con delle buche pazzesche. Vanno spediti».
Nessuno sorride
«Qui nessuno ti sorride. Ho incontrato poca gente per strada, perché i marciapiedi son tutti rotti e dove sto io vanno tutti in automobile. Nel paesello di montagna dove probabilmente andrò, lì ti salutano ancora. Sono gentili le persone, ma d’altronde molti sono anche in pensione».
Giovani, lavoro e costo della vita
Il discorso passa alle nuove generazioni e al lavoro.
«Qua i giovani sono cafoni. Quelli che ancora lavorano hanno capito che non è aria e dicono ai giovani che devono andarsene via dall’Italia, perché a livello di lavoro ce n’è poco, è precario, ma soprattutto è pagato male rispetto al costo della vita».
Poi l’esempio dei carburanti.
«Siamo arrivati a cifre simili alla Germania: qui in Toscana i carburanti costano 10 centesimi meno della Germania. Ma l’avete visto lo stipendio in Germania? Ci stiamo trasformando, secondo me, in una società della sopravvivenza».
Lo spartiacque del Covid
«Tutto è successo dopo il Covid. La gente è stata rinchiusa in casa forzatamente e purtroppo si è ritrovata poi anche senza lavoro, senza speranza, e questo ha un riflesso sulle persone. Se si stesse bene, saremmo tutti a sorridere tutto il giorno, contenti, felici di andare a spendere, di muovere l’economia. Purtroppo qua c’è depressione per strada, un senso di povertà».
Palazzi che cadono a pezzi
«Tutti i palazzi sono rovinati. Qua dove sto io stanno facendo tanti lavori, fortunatamente, perché crolla tutto a pezzi. Mi sembra di essere in certi paesi del Sud, e invece siamo al Centro-Nord. Ormai non so più che cosa sta diventando l’Italia».
Bambini incollati al cellulare
«Non so veramente cosa succederà ai poveri bambini e ragazzini, quei pochi che vedo, che educazione riceveranno. Ho visto tanti ragazzini che oggi stanno fissi al cellulare, non giocano neanche più fuori. Ai miei tempi io andavo fuori, giocavo a pallone anche in mezzo alla strada, giocavo dove potevo con gli altri ragazzini. Qua son tutti al cellulare».
«Non mi ci ritrovo più»
«Sono molto preoccupato perché non mi ci ritrovo più in questa società, e non so che cosa fare. Se un domani dovessi rientrare in Italia, qui dove sto ora non mi piace. Sono abituato alla Germania, sono abituato al Nord Europa. Non so che cosa dovrei fare, vi dico la verità, perché cambiare una società, insegnare alla gente il rispetto, è una cosa che non fai da un momento all’altro. È una cosa difficile».
Il consiglio: lasciare le città
«Secondo me quello che si deve fare oggi è uscire dalle città. Andatevene via. Andate magari a 2-3 chilometri da un centro urbano, andatevene in collina, in bassa montagna, vicini ai servizi, ma non state in città. Non ci state, perché è pieno di maranza, perché sono sempre più sporche, è tutto un degrado».
E sui servizi:
«Chiamarli servizi, qua in Italia, è veramente una cosa… Si salva Milano, si salvano certe zone dove ovviamente ci sono buoni servizi, però in altre parti d’Italia i servizi sono quasi inesistenti, se li paragoni ad altri paesi europei come l’Austria, la Germania. Ma anche la stessa Spagna sta migliorando nei servizi. L’Italia a un certo punto diventerà veramente un paese solo per chi ci vuole andare in vacanza, un paese di bed and breakfast, di ristoratori. Abbiamo le bellezze, ma la gente che ci vive è a livello della Grecia».
Racconta anche la sua situazione personale.
«Volevo stare qui in città perché devo lavorare. Sono qua nella mia postazione, lavoro per la Germania dall’Italia per un po’. Però volentieri me ne sarei andato in montagna, nel paese: 6.000 abitanti, si sta molto meglio, c’è più verde, c’è meno confusione. La qualità della vita oggi non la trovo nelle città, la trovo spostata fuori. Pensateci, perché ormai le città io non le consiglio più a nessuno».
«Avremmo tutto, ma siamo mal gestiti»
«Ma voi lo volete capire che noi avremmo tutto in Italia? Qui in Toscana, dove sto io, è la regione più bella del mondo. Abbiamo le colline, le montagne, bellezze che in Germania te le sogni, salvo qualche regione specifica. La Toscana è veramente una bomba: arte bellissima, poi c’è il cibo. Il problema è che siamo mal gestiti. Almeno nella mia città: è una città ferma, che cade a pezzi ormai da anni, e non c’è destra, non c’è sinistra che la rimetta a posto».
«È un peccato venire qua e vedere una situazione del genere. Quindi che cosa devi dire alla fine? Che bello stare in Toscana, se poi hai gli autobus scassati e la sporcizia per strada? Venirci in vacanza è diverso, ma viverci è un’altra cosa. ».