Spagna, inchieste a valanga sui socialisti: Sánchez si difende e accusa

Madrid, 29 maggio 2026. La Spagna si trova alle prese con una stagione giudiziaria senza precedenti che coinvolge esponenti del Partido Socialista Obrero Español (Psoe) e, in alcuni casi, persone vicine al presidente del governo Pedro Sánchez. Il fronte delle indagini si allarga giorno dopo giorno, mentre l’esecutivo respinge le accuse e contrattacca sul piano politico.
Il processo a David Sánchez e le indagini in corso
Il 28 maggio si è aperta a Badajoz la prima udienza del processo a carico di David Sánchez, fratello del premier, soprannominato hermanísimo nelle chat finiti sotto la lente degli investigatori. L’accusa sostiene che nel 2017 gli sarebbe stato ritagliato un posto da coordinatore delle attività musicali e dei conservatori provinciali costruito, a detta dei pubblici ministeri, «ad personam». La difesa ha chiesto l’annullamento del procedimento, mentre la Procura ha sollecitato l’archiviazione. Partido Popular e Vox, costituitisi parti civili, chiedono fino a tre anni di reclusione.
Parallelo e potenzialmente più pesante è il filone istruito dall’Audiencia Nacional sotto la guida del giudice Santiago Pedraz, che ipotizza l’esistenza di una struttura interna al Psoe finalizzata a ostacolare o influenzare procedimenti giudiziari sensibili per la cerchia del premier. Tra le figure al centro di questa indagine compare l’ex segretario organizzativo Santos Cerdán, già coinvolto in altri procedimenti. Stando agli atti dell’inchiesta, la cosiddetta «facilitatrice» socialista Leire Díez Castro avrebbe detto in un’intercettazione: «Vado urgentemente a Madrid. Santos mi ha mandato. Abbiamo informazioni che potrebbero aiutare il presidente».
L’avvocato che si dimette e il contratto con Huawei
Nella giornata del 29 maggio è emerso un ulteriore elemento: il professor Bernardo del Rosal ha rinunciato alla difesa di Julio Martínez Martínez, amico dell’ex premier José Luis Rodríguez Zapatero e figura chiave nelle indagini su quella che i commentatori spagnoli chiamano la paella connection. Stando a quanto riportato da Il Giornale, l’abbandono dell’incarico sarebbe legato alla percezione che l’indagine a carico del Psoe non riguardi una corruzione ordinaria, bensì un sistema articolato di interferenze nella giustizia.
Sempre nella stessa giornata è emerso che la Gazzetta Ufficiale spagnola aveva pubblicato, alla vigilia di Natale, un contratto con il colosso tecnologico cinese Huawei. Secondo gli inquirenti, importo e nome dell’azienda comparirebbero in un’agenda sequestrata a dicembre a Martínez. Il nesso con il caso Zapatero è ancora oggetto di indagine.
La risposta del governo: «Complotto antidemocratico»
Il Psoe respinge ogni «coinvolgimento in condotte illecite». Il ministro dei Trasporti Óscar Puente, considerato tra i più fedeli collaboratori di Sánchez, ha parlato di «una manovra orchestrata» per «abbattere il governo con metodi non democratici», indicando nelle molteplici inchieste — tra cui quella sulla moglie del premier Begoña Gómez — un disegno unitario finalizzato a sconfiggere l’esecutivo «fuori dalle urne».
Puente ha anche invocato un «doppio standard», richiamando il caso Kitchen: un’indagine su una presunta struttura para-poliziesca che sarebbe stata creata all’interno del ministero dell’Interno durante il governo del popolare Mariano Rajoy nel 2013, con l’obiettivo di condurre dossieraggi e attività di spionaggio. Gli ex vertici del dicastero, per i quali la Procura chiede condanne fino a 15 anni, hanno negato ogni responsabilità personale.
Alleati scettici, opposizione all’attacco
La pressione non arriva solo dall’opposizione. Il Partito Nazionalista Basco, che fa parte della coalizione di governo, ha dichiarato che «data la situazione, il mandato legislativo è giunto al termine». Pp e Vox continuano a chiedere elezioni anticipate. La presidente della comunità di Madrid, Isabel Díaz Ayuso, ha invocato un voto di fiducia, affermando che «quello che stiamo vivendo non si è mai visto in Occidente».
Sottopresso dagli alleati, Sánchez sarà chiamato a riferire al Parlamento, anche se l’intervento nell’aula del Congresso non avverrà prima del Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno.
Contesto
La crisi politico-giudiziaria in Spagna si trascina da mesi. Le indagini sui socialisti si sovrappongono a quelle sui conservatori, alimentando una percezione diffusa di vulnerabilità delle istituzioni. Secondo gli osservatori, la fiducia dei cittadini spagnoli nello Stato è messa alla prova da un susseguirsi di inchieste che coinvolgono trasversalmente quasi tutte le forze politiche di rilievo.