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Cronaca

Sub italiani morti alle Maldive: salme a Malpensa, lunedì le autopsie

I corpi di Montefalcone, Sommacal, Oddenino e Gualtieri sono rientrati in Italia il 23 maggio. La procura di Roma indaga per omicidio colposo.
Byoblu·25 maggio 2026
Cronaca — Byoblu

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo, per ora a carico di ignoti. Le indagini operative sono delegate alla procura di Busto Arsizio, nella persona del sostituto procuratore Nadia Alessandra Calcaterra. Lunedì 25 maggio, in un’udienza fissata per le 12.30, il magistrato ha conferito gli incarichi peritali a Luca Tajana, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, alla tossicologa forense Cristiana Stramesi e all’anestesista e specialista di medicina subacquea Luciano Ditri, considerato uno dei massimi esperti italiani in medicina iperbarica. Le autopsie riguarderanno tutti e cinque i corpi, a partire da quello di Benedetti. Le famiglie delle vittime possono nominare propri consulenti di parte: la famiglia Gualtieri ha indicato la dottoressa Carola Vanoli, medico legale dell’Asl del Verbano Cusio Ossola.

La grotta e le ipotesi sulla dinamica della tragedia

Nel frattempo, le testimonianze degli speleosub finlandesi che hanno condotto le operazioni di recupero contribuiscono a delineare, almeno in parte, le possibili circostanze dell’incidente. I tre sommozzatori — Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist — facevano parte di un team attivato dall’organizzazione Dan Europe, specializzata in assicurazioni per attività subacquee.

Paakkarinen, capo della spedizione, ha raccontato che i quattro corpi erano raggruppati nella zona più remota della cavità, un anfratto del secondo ambiente della grotta Thinwana Kandu (nota anche come “Grotta degli squali”), a oltre 60 metri di profondità. “Siamo stati molto sollevati quando li abbiamo trovati, perché nella prima immersione non riuscivamo a individuarli e stavamo cominciando a pensare che non fossero più lì”, ha dichiarato il sub finlandese all’ANSA.

Secondo il racconto degli esperti, la grotta — lunga circa 200 metri e situata nell’atollo di Vaavu — è classificabile come molto impegnativa, non per la lunghezza ma per la profondità e le caratteristiche interne. Nelle sezioni più interne la visibilità può azzerarsi rapidamente a causa dei sedimenti corallini sollevati dai movimenti dei subacquei. Le immagini pubblicate da Dan Europe sui propri canali social mostrano con chiarezza il contrasto tra l’ingresso della caverna, dove filtra ancora luce naturale, e le sezioni più profonde, immerse nell’oscurità.

Gli esperti finlandesi non hanno formulato conclusioni definitive sulle cause della morte, ma hanno indicato alcuni elementi di riflessione. La collega Westerlund ha osservato che “in questi casi spesso conta l’errore umano”. Paakkarinen ha riferito a un quotidiano nazionale che durante le quattro immersioni effettuate non ha rilevato correnti anomale in grado di trascinare i sub all’interno della grotta, ridimensionando un’ipotesi circolata nei primi giorni. Ha anche precisato che l’attrezzatura con cui sono stati trovati i corpi degli italiani “non era ottimale” per quel tipo di immersione e che mancava il cosiddetto “filo d’Arianna”, la corda guida tipica della speleosub. Le bombole rinvenute, da 12 litri, sarebbero adatte a immersioni ricreative ma non a esplorazioni di cavità profonde e complesse.

L’ipotesi ritenuta più probabile da chi ha esplorato la grotta è che i quattro subacquei si siano smarriti nel tentativo di risalire dalla seconda alla prima camera, esaurendo progressivamente l’aria a disposizione.

Le indagini in Italia e le testimonianze acquisite

Parallalamente alle operazioni di rimpatrio, le indagini procedono anche sul fronte investigativo italiano. Stefano Vanin, entomologo forense e docente dell’Università di Genova, che si trovava a bordo della barca d’appoggio Duke of York al momento dell’immersione, è stato sentito come testimone dalla polizia a Genova. Avrebbe consegnato agli investigatori i materiali in suo possesso, compresi i dispositivi elettronici appartenenti alle vittime. Tutto il materiale è stato trasmesso alla procura di Roma. Dovrebbero essere sentiti anche altri due docenti del dipartimento Distav dell’ateneo genovese, non presenti alle Maldive, che potrebbero fornire elementi sul funzionamento delle cosiddette “crociere scientifiche” e sulle relative autorizzazioni.

Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media nei giorni successivi alla tragedia. Tra l’altro ha segnalato che l’università avrebbe rimosso con rapidità il profilo della docente dal proprio sito, una circostanza che ha definito incomprensibile. Ha anche ricordato che nel curriculum della moglie figuravano brevetti relativi alla speleosub.

Gli inquirenti hanno sequestrato le telecamere GoPro recuperate all’interno della grotta dalle autorità maldiviane: le riprese potrebbero fornire informazioni sugli ultimi minuti prima della tragedia.

Al momento della redazione di questo articolo le autopsie erano programmate per lunedì 25 maggio. Non si escludono ulteriori sviluppi nelle indagini nelle settimane successive.


Fonti:

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