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Arrivano le Targhe Personalizzate: costeranno 600 euro.

Meloni presenta la norma con la legge di Bilancio. Per le moto si pagheranno 360 euro, escluse combinazioni offensive o già assegnate.
Byoblu·28 ottobre 2026
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Arrivano le targhe personalizzate, e costeranno 600 euro. Chi vorrà scegliere lettere e numeri della propria auto potrà farlo pagando quella cifra, mentre per le moto la spesa sarà di 360 euro. Lo ha annunciato oggi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in conferenza stampa, presentando la legge di Bilancio approvata dal Consiglio dei ministri. La misura dà attuazione a una possibilità già prevista dal Codice della strada, ma rimasta finora inapplicata perché mancavano le norme attuative.

La premier l’ha introdotta con un registro volutamente leggero: «Una nota che si potrebbe definire di colore: introduciamo la possibilità per chi se ne vorrà avvalere di avere delle targhe personalizzate. Cioè ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo». E ha aggiunto: «Qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere».

Targhe personalizzate, quanto costano per auto e moto

Il prezzo dipende dal numero di targhe. Per l’automobile, che ne richiede due, una anteriore e una posteriore, si versano 500 euro al Poligrafico dello Stato, più una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro, destinata al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il totale è di 600 euro.

Per la moto, che monta soltanto la targa posteriore, la tariffa base è di 300 euro, a cui si aggiungono 60 euro di maggiorazione: 360 euro complessivi.

Chi sceglie la targa personalizzata non pagherà il contrassegno tradizionale, oggi compreso nelle spese di immatricolazione e messa su strada, che costa 41,78 euro. Il costo effettivo aggiuntivo, quindi, è leggermente inferiore alla cifra annunciata.

Targhe personalizzate, le regole su combinazioni e formato

La libertà di scelta avrà dei limiti. Saranno escluse le combinazioni offensive o ambigue e non potranno esistere due targhe uguali. Lo schema attualmente in vigore prevede due lettere, tre numeri e altre due lettere; secondo quanto riportato, in futuro il formato potrebbe cambiare, ma su questo punto non sono stati forniti dettagli.

Restano da chiarire anche gli aspetti pratici: le modalità di richiesta, i tempi di rilascio e i criteri con cui verranno valutate le combinazioni considerate inammissibili. Sarà il testo definitivo della manovra, e gli eventuali provvedimenti successivi, a definirli.

Targhe personalizzate in Europa, dal Belgio alla Lituania

L’Italia si allinea a un sistema già diffuso in diversi Paesi europei, con regole e prezzi molto diversi tra loro. Alcuni Stati consentono di inserire il proprio nome, le iniziali o una parola; altri permettono soltanto di scegliere lettere e numeri all’interno del formato nazionale.

Il Belgio adotta uno dei modelli più flessibili: gli automobilisti possono chiedere una combinazione a piacere, purché disponibile e conforme alle regole. Costa 1.030 euro e porta allo Stato circa 12 milioni di euro l’anno.

In Germania, dove resta obbligatoria la sigla territoriale, scegliere una combinazione costa appena 12,80 euro, escluse le spese ordinarie. In Austria, anch’essa vincolata alla sigla territoriale, la richiesta costa 235 euro. In Finlandia la decisione amministrativa per una targa speciale costa mille euro. L’Estonia distingue tra una combinazione nel formato ordinario, a 540 euro, e una targa speciale su richiesta, a 1.560 euro. In Lituania si arriva a 2.500 euro per una sequenza da uno a sei caratteri, di cui almeno uno numerico. In Irlanda si può prenotare un numero specifico mantenendo la struttura ordinaria della targa.

Nel Regno Unito la personalizzazione è diventata un mercato. Le cosiddette private number plates si acquistano dall’agenzia pubblica della motorizzazione, la DVLA, alle aste o da altri proprietari. Gli incassi hanno superato i 274 milioni di sterline nell’esercizio 2024-2025, dopo i circa 276 milioni dell’anno precedente.

Il primato mondiale appartiene però al Golfo. Ad aprile del 2023, a Dubai, la combinazione «P 7» è stata venduta all’asta per 55 milioni di dirham, quasi 14 milioni di euro al cambio dell’epoca, superando il record stabilito nel 2008 ad Abu Dhabi da una targa con il solo numero «1».

Targhe personalizzate e manovra, il gettito resta un’incognita

Il governo non ha diffuso stime sulle entrate attese. Il confronto con il Belgio, dove la tariffa è quasi doppia e il gettito si ferma a 12 milioni l’anno, suggerisce che l’impatto sui conti pubblici sarà contenuto rispetto alle dimensioni di una legge di Bilancio. La stessa premier, del resto, ha presentato la novità come «una nota di colore».

Dalle opposizioni è arrivata la critica a quelle che vengono definite «pseudo-misure, che non affrontano in alcun modo gli enormi problemi del Paese». Il deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri ha replicato alla premier che «gli italiani hanno già scelto la loro targa» e che recita «Meloni vattene».

Sul piano normativo, la misura chiude un vuoto: una possibilità scritta nel Codice della strada era rimasta lettera morta per anni in assenza delle regole applicative. Resta aperta la questione della destinazione dei 100 euro di maggiorazione versati al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le informazioni diffuse finora non indicano se quelle somme saranno vincolate a investimenti nella rete o confluiranno nel bilancio ordinario del dicastero, in un settore che sconta da tempo carenze strutturali sia nella logistica sia nel trasporto pendolare.

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