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Esteri

Terremoto di magnitudo 7.8 colpisce le Filippine: almeno 19 morti

Il sisma ha devastato il sud di Mindanao. Allerta tsunami diramata e poi ridimensionata per Philippines, Indonesia e Giappone.
Byoblu·08 giugno 2026
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Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha scosso nella mattinata dell’8 giugno 2026 il sud delle Filippine, con epicentro in mare al largo dell’isola di Mindanao. Secondo le informazioni più aggiornate diffuse dalla BBC, il bilancio delle vittime sarebbe salito ad almeno 19 morti, mentre le fonti italiane riportavano in mattinata cifre tra i 15 e i 19 decessi e oltre 100 feriti. I dati restano provvisori, con le operazioni di soccorso ancora in corso.

Dove e come

L’istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) ha attribuito il sisma a un movimento tettonico nella Fossa di Cotabato, a una profondità stimata tra i 10 e i 35 chilometri — le diverse agenzie scientifiche, tra cui l’US Geological Survey (USGS), forniscono misurazioni leggermente difformi. La città di General Santos, importante centro economico del paese con circa 700.000 abitanti e cuore dell’industria ittica del tonno, è risultata tra le aree più colpite. Video verificati dall’Agence France-Presse mostravano strutture commerciali gravemente danneggiate, tra cui un edificio che ospitava un noto fast food locale.

Crolli e soccorsi

La polizia di General Santos ha segnalato il crollo di numerosi edifici, sia commerciali che residenziali, precisando che le operazioni di ricerca e salvataggio impedivano al momento un censimento completo dei danni. Stando a quanto dichiarato dal sergente maggiore Robert Dagon della polizia locale, diversi edifici sarebbero andati distrutti o parzialmente crollati. Dodici dei decessi accertati nelle prime ore risultavano concentrati nella regione di Soccsksargen, secondo il direttore della protezione civile locale Rodrigo Sosmena; altri tre sarebbero stati registrati nella provincia di Davao Occidentale. L’aeroporto di General Santos è stato temporaneamente chiuso e almeno 17 voli nazionali cancellati.

L’allerta tsunami

Il Pacific Tsunami Warning Center (PTWC), gestito dalla National Oceanic and Atmospheric Administration statunitense, aveva diramato in un primo momento un’allerta tsunami per le coste di Filippine, Indonesia, Taiwan e Giappone, indicando onde potenzialmente superiori a tre metri in alcune aree. Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha esortato la popolazione delle zone costiere vulnerabili a spostarsi immediatamente verso aree più elevate. Analoghe misure precauzionali sono state adottate dalle autorità di Indonesia e Malesia. Onde di circa un metro sono state effettivamente registrate lungo le province di Sultan Kudarat e Sarangani, e una rilevazione di 83 centimetri è stata misurata al largo dell’isola indonesiana di Sulawesi. Nel corso della mattinata l’allerta è stata progressivamente ridimensionata: non si registrano al momento vittime o danni significativi riconducibili allo tsunami.

Il contesto geofisico

Le Filippine si trovano sull’Anello di fuoco del Pacifico, un arco di faglie sismiche che percorre i bordi dell’oceano Pacifico e rende l’arcipelago tra i territori più esposti al mondo a terremoti ed eruzioni vulcaniche. Il paese è inoltre interessato ogni anno da circa venti tifoni e tempeste tropicali. Episodi sismici di forte intensità non sono infrequenti nella zona di Mindanao: la regione ha già subito in passato eventi distruttivi di portata comparabile.

Prossimi sviluppi

Le autorità di Manila hanno confermato che le agenzie di protezione civile nazionali sono in stato di massima allerta. Il presidente Marcos ha assicurato che il governo centrale non lascerà senza assistenza le comunità colpite. Le lezioni scolastiche nelle aree interessate sono state sospese. Il bilancio di vittime e feriti è destinato ad aggiornamenti nelle prossime ore, man mano che i soccorritori raggiungono le zone più remote.

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