Terremoto a Napoli, scossa 4.7: corrente saltata in più quartieri

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata avvertita distintamente a Napoli e in gran parte della provincia alle 19:46 di oggi. L’epicentro, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato localizzato nell’area dei Campi Flegrei, in corrispondenza della Solfatara, a una profondità stimata tra 2,6 e 3 chilometri. Nell’immediato si sono registrate interruzioni di corrente in diversi quartieri della città, dai Colli Aminei ai Quartieri Spagnoli, da Pizzofalcone a Fuorigrotta.
La prima stima diffusa dall’INGV parlava di una magnitudo compresa tra 3.7 e 4.2, poi rivista al rialzo a 4.7 con il consueto aggiornamento dei dati strumentali. Il sisma principale sarebbe stato preceduto da un evento di magnitudo 4.2 e seguito, a partire dalle 19:50, da una sequenza di scosse minori, alcune a profondità inferiori al chilometro. Lo sciame, al momento in cui scriviamo, risulterebbe ancora in corso.
Blackout, ascensori bloccati e trasporti fermi
L’effetto più immediato è stato l’interruzione dell’energia elettrica in numerose zone. Oltre a Bagnoli e Fuorigrotta, mancanze di corrente sono state segnalate anche a Soccavo e Pianura, in alcuni casi limitate all’illuminazione stradale. In diverse aree si sono registrati disservizi alla rete telefonica.
I vigili del fuoco hanno ricevuto un numero elevato di chiamate: una ventina, secondo le prime ricostruzioni, per persone rimaste bloccate in ascensore a causa dei blackout, decine per la caduta di calcinacci. Segnalato anche un intervento per il crollo di un solaio. Il centro coordinamento soccorsi ha convocato d’urgenza una riunione in prefettura con tutti gli enti coinvolti.
Sul fronte della mobilità, l’EAV ha sospeso in via precauzionale la circolazione sulle linee Cumana e Circumflegrea per consentire le verifiche tecniche. Chiusa per controlli anche la Linea 1 della metropolitana, con treni fermi da Mergellina, e temporaneamente sospesa la tratta Villa Literno-San Giovanni Barra.
Danni a Pozzuoli, verifiche in corso
A Pozzuoli, il comune più esposto al fenomeno bradisismico, sono stati segnalati distacchi di cornicioni e danni ad alcune strutture. Ad Arco Felice, sulla spiaggia, si sarebbero sollevati polveroni isolati. Al momento non risultano feriti, ma le verifiche di agibilità sono ancora in corso e il quadro dei danni resta provvisorio.
A Napoli città, dove la scossa è stata percepita non solo nei quartieri occidentali ma anche al Vomero, all’Arenella e nel centro storico, non emergono al momento danni evidenti agli edifici. Le segnalazioni sono arrivate anche da Giugliano in Campania, Casoria e dall’agro aversano.
“La più forte della crisi bradisismica”
Secondo le prime letture, si tratterebbe della scossa di maggiore intensità registrata dall’inizio dell’attuale crisi bradisismica dei Campi Flegrei. Un dato che, se confermato dalle analisi definitive dell’Osservatorio Vesuviano, colloca l’evento di stasera sopra i picchi degli ultimi anni.
Migliaia di persone sono scese in strada. Sui social si sono moltiplicate le testimonianze: c’è chi ha parlato di un boato, chi ha scritto di non avvertire una scossa così forte a Napoli da almeno trent’anni. Allarmi antifurto di auto e abitazioni sono scattati in contemporanea in mezza città, contribuendo al clima di apprensione.
Le autorità invitano la popolazione a fare riferimento esclusivamente ai canali ufficiali dell’INGV e della Protezione Civile per gli aggiornamenti, e a evitare l’uso di ascensori e scale nella fase immediatamente successiva a un evento sismico.
Cosa resta da capire
Due sono ora i nodi aperti. Il primo riguarda la tenuta del patrimonio edilizio nell’area flegrea: una magnitudo di questo livello a profondità così ridotta produce accelerazioni al suolo significative anche su un’area circoscritta, e la mappatura dei danni richiederà giorni. Il secondo riguarda l’evoluzione dello sciame, che al momento non consente previsioni.
Resta poi il tema, che accompagna i Campi Flegrei da anni, dello stato di avanzamento dei piani di evacuazione e della loro concreta praticabilità in un territorio densamente abitato. Una domanda che, stasera, molti residenti si sono posti scendendo in strada.