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Ambiente

Terremoto in Venezuela: la scossa ripresa dal mare dai pescatori

Un pescatore riprende il terremoto in Venezuela dal mare: due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 devastano il Paese. Tajani: unità di crisi attiva per gli italiani.
Byoblu·25 giugno 2026

Un violento terremoto ha colpito il Venezuela nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2026, con due potenti scosse verificatesi a soli 39 secondi di distanza: la prima di magnitudo 7.2, la seconda di magnitudo 7.5. L’evento, avvertito alle 18.24 ora locale (le 00.24 in Italia), è considerato il sisma più potente che abbia interessato il Paese in oltre un secolo. Tra i documenti che stanno circolando in rete, spicca il video girato da un pescatore in mare aperto, che testimonia come le scosse siano state percepite anche al largo, con le acque sempre più agitate attorno all’imbarcazione.

Il video dal mare e le aree colpite

Le immagini riprese dal pescatore mostrano chiaramente l’agitazione del mare nelle zone interessate dal terremoto, offrendo una prospettiva insolita e diretta sulla portata dell’evento sismico. L’epicentro si trova nella regione costiera centro-settentrionale del Venezuela, con lo stato de La Guaira — situato a circa 20 chilometri da Caracas — tra le aree più duramente colpite.

Edifici crollati a Caracas, si scava tra le macerie

Nella capitale Caracas i soccorritori lavorano senza sosta per estrarre le persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Secondo quanto riportato dalle fonti disponibili, sarebbero numerosi gli edifici crollati o gravemente danneggiati. Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso, ma il bilancio definitivo delle vittime e dei feriti non è ancora disponibile al momento della pubblicazione.

Tajani: unità di crisi attiva, rischio per gli italiani in Venezuela

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato a RaiNews24 che l’unità di crisi della Farnesina è operativa dalla notte del sisma. «Speriamo che non ci siano italiani coinvolti», ha affermato il vicepremier, aggiungendo tuttavia che, data la consistente comunità italiana nel Paese — stimata in circa 120.000 persone, incluse quelle con doppio passaporto — «potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato», anche perché «ci sono decine e decine e decine di palazzi crollati».

Tajani ha precisato che i cittadini italiani registrati tramite l’applicazione Viaggiare Sicuri sono stati contattati e risultano al momento incolumi. Alcune famiglie italiane sono state accolte presso l’ambasciata a Caracas. Tuttavia, il ministro ha segnalato che l’aeroporto non è operativo, rendendo impossibile il rientro in Italia per chi lo desiderasse.

Il titolare della Farnesina ha riferito di aver preso contatti con la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez e con il ministro degli Esteri del Paese sudamericano, per esprimere la solidarietà dell’Italia e per illustrare le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea attraverso il suo sistema di protezione civile.

Le autorità venezuelane e i soccorritori internazionali sono al lavoro per fare un bilancio completo dei danni. La comunità italiana in Venezuela resta sotto osservazione da parte della Farnesina, che ha assicurato il massimo sostegno anche alle famiglie in Italia con parenti nella zona colpita. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.

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