Tifosi Roma, polizia a Manchester: «Ci hanno trattato da cani». Ragazzo con malore ammanettato a terra

Una trasferta di Champions League diventata una sequenza di blocchi, file compresse e manette. I tifosi della Roma che ieri sera hanno seguito la squadra all’Old Trafford contro il Manchester United, partita finita 3 a 2 per gli inglesi, accusano la polizia locale di averli trattati con una durezza ingiustificata, dal pomeriggio fino al deflusso. «Ci hanno trattato da cani», hanno raccontato all’Adnkronos due sostenitori giallorossi presenti allo stadio. E ancora: «Sembrava che aspettassero soltanto una scusa per arrestarci».
Tifosi Roma a Manchester, il corteo bloccato metro per metro
Secondo i due testimoni, le difficoltà sono cominciate molto prima del calcio d’inizio. Il corteo romanista era partito dal Sinclairs Oyster Bar, un locale del centro a pochi passi dalla cattedrale, diretto allo stadio. Gli agenti lo avrebbero fermato di continuo, quasi a ogni metro. Per raggiungere l’impianto è servita un’ora. Un’altra ora per entrare nel settore ospiti.
A rendere critico l’ingresso, spiegano i tifosi, era anche la disposizione degli accessi: «Il settore ospiti era collegato con quello dei tifosi di casa, quindi tutti entravano, alternandosi, dallo stesso varco». Poi la calca: «Entravamo a flussi e ci bloccavano, eravamo schiacciati come sardine. Una ragazza che era in fila si è sentita male». Gli stessi disagi, riferiscono, si sono ripetuti dopo il triplice fischio.
Old Trafford, il malore scambiato per disordini
L’episodio più grave è avvenuto all’uscita. «Un ragazzo si è sentito male durante il deflusso, ma la polizia pensava volesse creare disordini e lo ha ammanettato buttandolo a terra», hanno raccontato i due tifosi. «Nel settore sono entrati decine di agenti. Gli amici gli hanno urlato “no police, doctors” perché stava avendo un malore».
Secondo la Gazzetta dello Sport, un tifoso colpito da malore durante gli incidenti di fine partita è stato soccorso dai medici, il cui intervento ha evitato il peggio. L’uomo è rimasto in Inghilterra per accertamenti.
Roma-United, tre arresti e monete dalle tribune di casa
La stessa Gazzetta riferisce di tre arresti eseguiti dalla polizia inglese dopo gli scontri tra agenti e una parte del settore giallorosso. Tensioni anche nel pre-partita: i contatti con la polizia al prefiltraggio hanno portato all’arresto di un tifoso romanista, e nel settore ospiti è seguito un quarto d’ora di protesta a partita in corso. Sui social molti sostenitori denunciano di essere stati «trattati come bestie», prima e dopo il match.
Durante i novanta minuti il settore della Roma è stato anche bersaglio del pubblico di casa. Dopo il terzo gol dello United, dalle tribune sono piovuti monetine, carote e pezzi di panino.
Polizia di Manchester e proporzionalità, il nodo dell’ingresso unico
Le testimonianze descrivono un dispositivo di sicurezza costruito su un presupposto preciso: il tifoso ospite come rischio da contenere, prima ancora che come persona da far entrare e uscire in sicurezza. Un corteo rallentato per un’ora, un varco condiviso con i sostenitori avversari, file compresse fino a far star male chi era in coda. Sono elementi che dipendono da scelte organizzative, sulle quali chi era in fila non aveva alcun controllo.
Il caso del ragazzo a terra è il più delicato. Se la dinamica è quella raccontata, scambiare un malore per un tentativo di disordine indica un riflesso operativo orientato al sospetto. Il principio di proporzionalità impone che la forza sia commisurata a una minaccia concreta. Una persona che si accascia nella calca ha bisogno di un medico, non di manette.
Nel racconto della serata pesa anche un contrasto: gli oggetti lanciati dalle tribune di casa da una parte, decine di agenti dentro il settore ospiti dall’altra, secondo quanto riferito dai testimoni.
Il Regno Unito conosce il prezzo di una folla compressa e trattata come un problema di ordine pubblico. A Hillsborough, nel 1989, lo schiacciamento in un settore sovraffollato costò la vita a 97 tifosi del Liverpool. Ci vollero le inchieste concluse nel 2016 per stabilire che quelle persone erano state uccise illegalmente e che i tifosi non avevano responsabilità, dopo decenni in cui la colpa era stata scaricata su di loro.
Il bilancio della trasferta romanista, per ora, è di tre arresti e un tifoso rimasto in Inghilterra per accertamenti medici.