— 📻 Radio Byoblu Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter Petizioni 👤 Area utente ♥ Sostieni
Il primo blog di informazione indipendente
Ultim'ora
byoblu
Esteri

Francia, spari a Trappes: un morto, indaga l’antiterrorismo

Il premier Lecornu parla di «fatti gravissimi». Fermato un 39enne che ha sparato da un’auto tra Trappes e La Verrière. Ferita una bambina di 12 anni
Byoblu·23 ottobre 2026
Esteri — Byoblu

Un uomo ha aperto il fuoco da un’auto in corsa stamattina, intorno alle 10.30, nelle strade di Trappes e della vicina La Verrière, nel dipartimento degli Yvelines, una ventina di chilometri a ovest di Parigi. Il bilancio provvisorio è di un morto e quattro feriti, tra cui una bambina di 12 anni. Il sospettato, un uomo di 39 anni, è stato fermato poco dopo a Coignières. Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha definito l’accaduto «fatti gravissimi» in un messaggio su X e ha reso noto che la Procura nazionale antiterrorismo (PNAT) sta seguendo il caso. Nel corso della mattinata la stessa Procura ha aperto un’inchiesta.

Trappes, gli spari dall’auto tra La Verrière e Coignières

Secondo la polizia, l’uomo ha sparato prima a Trappes, dove si sarebbero registrate tutte le vittime. Poi ha proseguito verso La Verrière, piccolo comune confinante, prima di essere bloccato dagli agenti a Coignières. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha parlato di «un evento molto grave». Ha precisato che gli spari hanno interessato «tre zone» e che il sospettato ha fatto fuoco «con un’arma automatica» contro «cinque persone». Nuñez ha annunciato che si recherà a breve sul posto.

Il bilancio potrebbe cambiare: i soccorsi erano ancora al lavoro nelle ore successive. Sulle condizioni dei feriti le informazioni restano discordanti. Alcune ricostruzioni parlano di quattro feriti gravi, mentre la polizia nazionale ha indicato una sola persona in condizioni serie.

Nel suo messaggio Lecornu ha confermato il fermo e ha assicurato che «tutti i mezzi delle forze di sicurezza e dell’autorità giudiziaria sono pienamente mobilitati». Le autorità competenti, ha aggiunto, comunicheranno «a tempo debito». Anche il presidente Emmanuel Macron ha condannato l’attacco e ha ringraziato le forze dell’ordine, ricordando che il fascicolo è nelle mani della procura antiterrorismo.

Antiterrorismo, le ipotesi di reato contro il 39enne

L’inchiesta della PNAT riguarda omicidio e tentati omicidi in relazione a un’impresa terroristica. Comprende anche la detenzione di un’arma di categoria A, la classe che nell’ordinamento francese raggruppa le armi vietate ai civili, tra cui quelle automatiche. Gli inquirenti contestano inoltre l’associazione terroristica finalizzata alla preparazione di crimini contro le persone.

Il sospettato vivrebbe in un comune vicino. Le autorità non hanno comunicato un movente ufficiale. Secondo quanto riferito da alcune fonti di stampa estere, la procura antiterrorismo starebbe valutando l’ipotesi che l’uomo abbia colpito le vittime per la loro presunta appartenenza a determinati gruppi etnici o religiosi. Si tratta di una pista non confermata in via ufficiale.

Trappes, le vittime e le parole del sindaco Ali Rabeh

Il sindaco di Trappes, Ali Rabeh, ha scritto su Instagram che un individuo ha sparato dal proprio veicolo su più persone lungo il suo percorso. Intervistato da un’emittente francese, ha raccontato che l’uomo sembrava sparare a caso e appariva intenzionato a compiere un massacro. Tra i luoghi presi di mira ci sarebbe anche un parco giochi per bambini. «È un miracolo che non ci siano state più vittime», ha detto il sindaco.

Sempre secondo Rabeh, la persona uccisa era di origine africana e uno dei feriti di origine nordafricana. La ferita più giovane è una bambina di 12 anni.

Francia, l’attacco alla vigilia di un weekend ad alta tensione

La sparatoria arriva in un momento delicato per l’ordine pubblico francese. Lo scorso fine settimana le manifestazioni di massa contro il carovita sono state accompagnate da disordini tra i più violenti degli ultimi anni. Diverse città hanno imposto per una settimana il coprifuoco notturno, e i tribunali hanno già processato per direttissima diversi imputati, con alcune condanne al carcere.

Per domani sono attese nuove proteste. Questa mattina Nuñez ha denunciato appelli dell’estrema sinistra a colpire edifici pubblici. «Non stiamo parlando di una bella manifestazione», ha detto il ministro, annunciando che le forze dell’ordine saranno «estremamente ferme» e non tollereranno nulla. Saranno mobilitati circa 70.000 agenti. Alcuni musei resteranno chiusi, mentre diversi commercianti parigini si starebbero rifornendo di spray urticanti per difesa personale. Macron dovrebbe incontrare i sindacati della scuola prima del fine settimana, nel tentativo di stemperare la tensione.

Trappes e il terrorismo in Francia, i precedenti

La Francia ha vissuto un decennio segnato dagli attentati di matrice islamista. Il più grave resta quello del novembre 2015 a Parigi, costato 130 vittime. Nel 2020 il professore Samuel Paty fu decapitato da un islamista radicale in un’altra banlieue parigina, dopo aver mostrato in classe le caricature del profeta Maometto. Anche Trappes ha conosciuto momenti di tensione: un insegnante della città aveva denunciato minacce dopo aver scritto che lo Stato non aveva protetto abbastanza Paty. Negli ultimi anni gli attacchi si sono fatti meno frequenti. Le autorità però avvertono che il rischio resta concreto e che più di un tentativo è stato sventato grazie all’attività di intelligence.

Sicurezza in Francia, le domande aperte dopo Trappes

L’attacco di oggi mette in evidenza un aspetto che il dispiegamento di agenti nelle piazze non basta a coprire. Un uomo ha attraversato tre località sparando con un’arma automatica in pieno giorno. Ricostruire come quell’arma sia arrivata nelle sue mani, e se esistessero segnali precedenti, dirà molto sulla capacità di prevenzione dello Stato francese. Se la pista dell’odio etnico o religioso venisse confermata, l’inchiesta sposterebbe inoltre l’attenzione su una forma di minaccia diversa da quella jihadista che ha dominato gli ultimi dieci anni.

C’è infine il rischio che la vicenda venga assorbita dallo scontro politico sulle proteste del fine settimana. Le due questioni restano distinte, ma ricadono sullo stesso apparato di sicurezza. Domani i 70.000 agenti schierati per l’ordine pubblico dovranno operare mentre un’inchiesta per terrorismo è ancora aperta e il movente dell’attentatore di Trappes non è stato chiarito.

📻 RADIO Caricamento…