— 📻 Radio Byoblu 3.0 Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter ♥ Sostieni
Il primo blog di informazione indipendente
Ultim'ora
Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter byoblu [3.0]
Esteri

Trump valuta un attacco all’Iran se i negoziati non portano a una svolta

Secondo Axios, il presidente americano ha incontrato i consiglieri alla sicurezza e giovedì sembrava propenso all’opzione militare.
Byoblu·22 maggio 2026
Esteri — Byoblu

Washington, 23 maggio 2026 — Donald Trump avrebbe incontrato i propri consiglieri per la sicurezza nazionale per valutare la possibilità di condurre un’operazione militare contro l’Iran, qualora le trattative diplomatiche in corso non producessero risultati concreti. È quanto riporta il sito di informazione statunitense Axios, secondo cui il presidente americano, nella giornata di giovedì, si sarebbe mostrato orientato verso l’opzione bellica, pur senza aver ancora formalizzato alcuna decisione.

Lo stesso Trump, in dichiarazioni pubbliche, avrebbe affermato che la guerra “finirà presto”, lasciando aperta l’interpretazione su cosa intendesse con tale espressione: una risoluzione diplomatica imminente o, al contrario, un’azione risolutiva di natura militare.

La situazione dei negoziati

Le trattative tra Washington e Teheran attraversano una fase di forte incertezza. Nelle ultime ore si sono moltiplicati segnali contraddittori: da un lato circolano indiscrezioni su possibili progressi nei colloqui, dall’altro persistono nodi fondamentali ancora irrisolti, primo tra tutti la questione del programma nucleare iraniano e le relative garanzie che Teheran sarebbe disposta — o meno — a offrire.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, alle notizie di possibili aperture si sono affiancate smentite ufficiali, rendendo ancora più difficile tracciare un quadro chiaro della situazione negoziale. Il clima, in ogni caso, appare tutt’altro che disteso.

Il contesto: anni di tensioni nucleari e sanzioni

La crisi tra Stati Uniti e Iran si trascina da decenni, ma ha conosciuto una brusca accelerazione dopo il ritiro americano dall’accordo sul nucleare (JCPOA) nel 2018, deciso proprio da Trump nel corso del suo primo mandato. Da allora, Teheran ha progressivamente superato i limiti imposti dal trattato sul proprio programma di arricchimento dell’uranio, avvicinandosi — secondo le valutazioni degli esperti internazionali — alla soglia necessaria per la produzione di un ordigno atomico.

Nel corso del suo secondo mandato, Trump ha alternato toni ultimativi a aperture negoziali, in uno schema già visto che lascia gli alleati occidentali e i paesi della regione in uno stato di costante allerta.

Le incognite di un eventuale conflitto

Un’azione militare americana contro l’Iran avrebbe implicazioni geopolitiche di vastissima portata. Coinvolgerebbe potenzialmente lo stretto di Hormuz — attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale — e rischierebbe di innescare ritorsioni da parte di milizie filo-iraniane attive in Libano, Iraq, Yemen e Siria. Israele, già in stato di alta tensione nella regione, sarebbe quasi certamente coinvolto.

Le cancellerie europee osservano con preoccupazione crescente l’evolversi della situazione. Finora, tuttavia, non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dei principali governi del Vecchio Continente in risposta alle ultime indiscrezioni riportate da Axios.

Prossimi sviluppi

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si capirà se i negoziati riprenderanno slancio o se, al contrario, la finestra diplomatica si chiuderà definitivamente. La comunità internazionale attende segnali chiari da entrambe le parti. Per ora, l’unica certezza è che la Casa Bianca non ha ancora sciolto le proprie riserve, mantenendo aperte entrambe le opzioni sul tavolo.


Fonti:

📻 RADIO Caricamento…