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Esteri

USA-Iran: ecco i 14 punti del memorandum d’intesa firmato da Trump

Il testo prevede un cessate il fuoco di 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e 300 miliardi per la ricostruzione iraniana.
Byoblu·17 giugno 2026
Esteri — Byoblu
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Washington/Teheran, 17 giugno 2026 – È stato reso noto il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Repubblica Islamica dell’Iran, un accordo in 14 punti che segna una svolta nei rapporti tra i due Paesi dopo il conflitto recente. Il documento, ottenuto dal Military Times, è stato firmato elettronicamente dal presidente Donald Trump e dal vicepresidente JD Vance nella giornata di domenica. Una cerimonia formale è attesa per venerdì in Svizzera, dove la delegazione americana sarà guidata dallo stesso Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente.

Va segnalato che, stando a quanto riportato da Al Jazeera, l’Iran non ha ancora confermato ufficialmente il testo dell’accordo, e il documento circolato rappresenta al momento la versione fornita da fonti statunitensi.

I punti principali

Cessate il fuoco e sovranità – Il primo articolo dichiara la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano, con l’impegno reciproco a non ricorrere alla forza o alla minaccia della forza e a rispettare l’integrità territoriale libanese. Il secondo articolo impegna entrambe le parti al rispetto della sovranità reciproca e alla non interferenza negli affari interni.

Tempistica – Il terzo punto fissa in 60 giorni, prorogabili di comune accordo, il termine per raggiungere un accordo definitivo.

Stretto di Hormuz e blocco navale – Il quarto e quinto punto regolano la riapertura delle vie marittime. Gli Stati Uniti si impegnano a rimuovere il blocco navale entro 30 giorni dalla firma, mentre l’Iran garantirà il libero transito dei mercantili nello Stretto di Hormuz entro lo stesso arco temporale, provvedendo anche allo sminamento. L’Iran avvierà inoltre un dialogo con il Sultanato dell’Oman per definire la futura gestione dello Stretto, in accordo con il diritto internazionale.

Ricostruzione e sanzioni – Il sesto punto prevede un piano da almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran, da finalizzare entro 60 giorni come parte dell’accordo definitivo. Il settimo punto impegna Washington a eliminare tutte le sanzioni contro Teheran — incluse quelle ONU, quelle del Consiglio dei governatori dell’AIEA e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi — secondo un calendario da concordare.

Misure economiche immediate – I punti 10 e 11 stabiliscono misure operative immediate: il Dipartimento del Tesoro statunitense emetterà deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano e prodotti derivati, mentre i fondi e le attività iraniane congelate o vincolate saranno rese disponibili all’entrata in vigore del memorandum.

Nucleare – L’ottavo punto è tra i più delicati: l’Iran ribadisce che non svilupperà né si procurerà armi nucleari. Le due parti concordano di definire la gestione del materiale arricchito stockpilato tramite un meccanismo da stabilire, con un metodo minimo di diluizione in loco sotto supervisione AIEA. La questione dell’arricchimento è rinviata all’accordo finale. Il nono punto prevede il mantenimento dello status quo nucleare iraniano durante il periodo transitorio, con il congelamento di nuove sanzioni americane e del dispiegamento di ulteriori forze nella regione.

Meccanismo di controllo e ratifica – Il dodicesimo punto istituisce un meccanismo esecutivo per il monitoraggio dell’accordo, mentre il quattordicesimo prevede che l’accordo finale sia ratificato da una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Le questioni irrisolte

Il testo lascia aperte alcune delle questioni più controverse tra Washington e Teheran, a partire dal destino complessivo del programma nucleare iraniano, che viene affrontato solo parzialmente e rinviato alla fase negoziale successiva. Parlando a margine del vertice del G7 in Francia, Trump ha avvertito che qualsiasi violazione dell’accordo da parte iraniana comporterebbe una ripresa delle operazioni militari americane, usando toni diretti di cui i media internazionali hanno riportato le parole senza filtrarne la durezza.

Nei prossimi giorni, con la cerimonia di venerdì in Svizzera, si attende una risposta ufficiale da parte di Teheran sul testo dell’intesa e l’avvio formale della fase negoziale per l’accordo definitivo.

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