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Cronaca

Vannacci difende Pozzolo: “Qual è la definizione di ubriaco?”. Ma la definizione di «ubriaco» la dà il Codice della strada

Il leader di Futuro Nazionale difende il deputato fermato con tasso alcolemico oltre soglia, ma confonde il piano giuridico con quello semantico.
Byoblu·04 giugno 2026
Cronaca — Byoblu
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Roberto Vannacci, presidente e fondatore di Futuro Nazionale, ha preso pubblicamente le difese del deputato Emanuele Pozzolo, coinvolto in un incidente stradale dopo essere stato trovato con un tasso alcolemico superiore al limite consentito dalla legge. Lo ha fatto oggi, 4 giugno 2026, a margine della kermesse «La mia patria è un’idea», svoltasi al Salone delle Fontane dell’Eur a Roma — primo evento pubblico del movimento nella capitale.

«Non abbandono nessuno. Nessuno rimane indietro di quelli che sono stati con me in mille campi di battaglia», ha dichiarato l’ex generale della Folgore davanti ai giornalisti, aggiungendo che Pozzolo resterà nel partito salvo casi di «dolo, colpa grave o menefreghismo».

Il ragionamento di Vannacci: superare lo 0,5 non significa essere ubriachi

Il punto più controverso della conferenza stampa non è però la fedeltà al deputato, ma la distinzione che Vannacci ha tentato di introdurre tra «superare il limite alcolemico» ed «essere ubriaco». L’ex generale ha sfidato i giornalisti presenti con una domanda retorica — «Mi date una definizione di ubriaco?» — per poi fornire la propria: «Ubriaco è una persona incapace di intendere e di volere. Lo 0,5 del tasso alcolemico è un limite tecnico del Codice della strada, non una definizione di ubriachezza».

Il ragionamento, però, sconta una confusione di piani giuridici che è utile chiarire.

Cosa dice davvero il Codice della strada

Il Codice della strada — il decreto legislativo 285 del 1992 e successive modifiche — non si limita a fissare un «limite tecnico» astratto. L’articolo 186 disciplina espressamente la «guida in stato di ebbrezza» e individua tre fasce di gravità crescente in base al tasso alcolemico rilevato: da 0,5 a 0,8 g/l (illecito amministrativo), da 0,8 a 1,5 g/l (reato penale), oltre 1,5 g/l (reato penale aggravato). Il legislatore ha quindi operato una scelta precisa: la soglia dello 0,5 g/l non è un mero parametro burocratico, ma il confine legale al di sopra del quale lo Stato ritiene che il conducente non sia in condizioni sicure per guidare. Il termine «ebbrezza» — sinonimo giuridico di ubriachezza alla guida — è la parola testualmente usata dalla norma.

Vannacci ha dunque ragione nel dire che il Codice non usa la parola «ubriaco» come sostantivo descrittivo di uno stato psicofisico in senso assoluto. Ma ha torto nel suggerire che la soglia legale sia irrilevante sul piano della valutazione dello stato del conducente: quella soglia è la definizione operativa che il legislatore ha scelto, e la norma la chiama esplicitamente «stato di ebbrezza».

La versione di Pozzolo e i precedenti

Il deputato Pozzolo, stando a quanto riportato dalle fonti, avrebbe attribuito l’incidente a una pozzanghera e all’effetto aquaplaning, ammettendo tuttavia di aver bevuto prima di mettersi al volante. La polizia stradale gli ha ritirato la patente. Secondo fonti stampa, Pozzolo stesso avrebbe osservato che «con le leggi attuali bastano due bicchieri di vino» per superare la soglia di legge — un’affermazione che suona più come critica alla norma che come difesa del proprio comportamento.

Non si tratta del primo episodio che mette Pozzolo sotto i riflettori: il deputato è già stato condannato in primo grado dal Tribunale di Biella a un anno e tre mesi di reclusione per porto abusivo di arma da fuoco, in relazione a un fatto avvenuto il Capodanno 2024 da cui sarebbe partito un colpo che ferì alla gamba un uomo di nome Luca Campana.

Vannacci rovescia il confronto: «E se fosse capitato a un chirurgo?”

Per sminuire il peso politico della vicenda, Vannacci ha ripetuto più volte la stessa domanda provocatoria: se l’incidente fosse capitato a un cardiochirurgo o a un professore universitario, si sarebbe chiesta la loro testa? L’argomento, sul piano retorico, punta a denunciare una presunta disparità di trattamento mediatico nei confronti dei politici. Tuttavia, il paragone regge fino a un certo punto: un medico o un docente che guidasse in stato di ebbrezza incorrerebbe nelle medesime sanzioni previste dal Codice della strada, senza che ciò implicasse necessariamente la sospensione dall’attività professionale — a meno di specifiche disposizioni deontologiche. Un parlamentare non ha obblighi deontologici formali analoghi, ma risponde davanti all’opinione pubblica.

Futuro Nazionale cresce: 90mila iscritti e nuovi ingressi

A margine del caso Pozzolo, Vannacci ha colto l’occasione per rivendicare la crescita del suo movimento. «Abbiamo raggiunto 90mila iscritti», ha dichiarato, definendo Futuro Nazionale «l’unica vera novità politica degli ultimi quindici anni in Italia». Secondo fonti vicine al partito, sarebbero in arrivo nuovi ingressi da altri gruppi parlamentari: i nomi circolati sono quelli dei deputati di Forza Italia Maurizio Pierro e Davide Bergamini, e dei leghisti Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof. Vannacci non ha confermato né smentito, limitandosi a sorridere: «Non metto limiti alla provvidenza».

Il partito punta anche alle prossime tornate elettorali: Vannacci ha annunciato lavori in corso per un candidato sindaco a Roma, una presenza alle comunali di Milano e alle regionali siciliane, pur senza escludere future alleanze con forze «che non attraversino le linee rosse» già definite.

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