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Cronaca

Varesotto, auto travolge cinque pedoni: morta una 17enne, quattro feriti gravi

Tragedia nel pomeriggio di domenica sulla statale 394 del Verbano, a Maccagno con Pino e Veddasca. Tre elisoccorsi sul posto.
Byoblu·07 giugno 2026
Cronaca — Byoblu
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Una ragazza di diciassette anni ha perso la vita nel pomeriggio di domenica 7 giugno 2026, investita da un’automobile mentre camminava lungo la strada statale 394 del Verbano, nel comune di Maccagno con Pino e Veddasca, in provincia di Varese. Altre quattro persone, di età compresa tra i 15 e i 30 anni, sono rimaste gravemente ferite. Lo stesso conducente del veicolo ha riportato lesioni, ma le sue condizioni non sarebbero tali da metterne in pericolo la vita.

La dinamica: un’auto sbanda e si abbatte su un gruppo di passanti

Stando alle prime ricostruzioni ancora al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Luino, l’automobile stava percorrendo la statale in direzione di Maccagno quando, per cause ancora da accertare, avrebbe perso il controllo investendo in pieno un gruppo di cinque pedoni. L’impatto è stato di estrema violenza: per la giovane di 17 anni i soccorritori non hanno potuto fare nulla. Gli altri quattro feriti sono stati trasportati d’urgenza negli ospedali della zona in condizioni serie.

L’allarme è scattato poco prima delle 16. La centrale operativa Soreu dei Laghi ha attivato un massiccio piano di intervento che ha visto l’impiego di tre elisoccorsi — decollati rispettivamente dalle basi di Como, Sondrio e Milano — oltre a diverse ambulanze e automediche. Sul posto sono intervenuti equipaggi della Croce Rossa, della Padana Emergenza di Luino, della Sos di Cunardo e un’automedica dell’Asst di Varese. La statale 394 è stata temporaneamente chiusa al traffico, causando pesanti disagi alla circolazione lungo la sponda lombarda del Lago Maggiore.

L’ennesima strage silenziosa: quando basta un’auto per uccidere

Quello di Maccagno non è un episodio isolato. I dati sull’incidentalità stradale in Italia continuano a restituire un quadro allarmante, fatto di vite spezzate su asfalto ordinario, lontano dai riflettori che si accendono solo nei casi più clamorosi. Vittime di ogni età — adolescenti, adulti, anziani — che pagano con la vita o con danni permanenti errori, distrazioni, o semplicemente la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Eppure il sistema di controllo sull’idoneità alla guida resta, nel nostro Paese, strutturalmente debole. Le patenti di guida vengono rilasciate a seguito di un esame che per molti è rimasto invariato nei contenuti e nelle modalità da decenni. I rinnovi periodici, specie per le categorie di guida ordinaria, si basano quasi esclusivamente su visite mediche che raramente testano le effettive capacità di reazione, la percezione del rischio, l’attenzione alla guida. Non esiste, nel sistema italiano, un meccanismo sistematico di verifica delle abilità pratiche al volante dopo il conseguimento della patente, nemmeno per i conducenti anziani o per chi abbia subito incidenti in precedenza.

Organizzazioni di settore e associazioni di familiari delle vittime della strada denunciano da anni questa lacuna, chiedendo l’introduzione di test periodici obbligatori sulle competenze di guida e protocolli più severi per la revoca della patente in caso di comportamenti a rischio. Proposte che si scontrano, regolarmente, con resistenze politiche e con la difficoltà di toccare un tema percepito come impopolare.

Indagini in corso: la dinamica tutta da chiarire

I carabinieri di Luino stanno raccogliendo testimonianze e conducendo rilievi tecnici per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Tra gli elementi sotto esame figurano le condizioni del manto stradale, la posizione dei pedoni al momento dell’impatto e l’eventuale presenza di fattori che possano aver contribuito alla perdita di controllo del veicolo. Il conducente, una volta stabilizzato, sarà sentito dagli inquirenti.

Intanto, sull’alto Lago Maggiore, una comunità fa i conti con il lutto di una ragazza di diciassette anni che non tornerà mai più a casa.

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