Verona: femminicidio Dalla Chiara, mail finta della vittima e pressioni sull’amante
Emergono dall’ordinanza di custodia cautelare a carico di Nadir Rossi, l’infermiere indagato per l’omicidio della moglie Jessica Dalla Chiara avvenuto due anni fa con un’iniezione di insulina, una serie di comportamenti anomali riferiti dalla sua amante. Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto, la donna avrebbe ricevuto una mail a nome della vittima già morta da giorni, piena di errori di ortografia tipici dell’uomo, in cui si affidava marito e figlia proprio all’amante, ignara però della relazione extraconiugale. Messo alle strette, Rossi avrebbe confessato di averla scritta lui per paura di essere abbandonato. La donna gli aveva anche consigliato di far eseguire un’autopsia per escludere patologie ereditarie nella figlia, suggerimento che però lo avrebbe infastidito. Dopo la fine della relazione sono arrivati bigliettini anonimi su carta riciclata dell’ospedale e un tentato suicidio sul luogo di lavoro, interpretato dalla donna come una messinscena. L’uomo, che secondo gli inquirenti avrebbe usato l’intelligenza artificiale per cercare informazioni sull’ipoglicemia come strumento letale, sarà interrogato dal gip nel carcere di Verona.