Violenza sessuale, chiesta archiviazione per Silvestro (FI)

La Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del procedimento per violenza sessuale a carico di Francesco Silvestro, senatore di Forza Italia autosospeso dal partito dopo la denuncia. La notizia è emersa oggi ed è stata resa nota dall’avvocata Teresa Manente, responsabile dell’ufficio legale dell’associazione Differenza Donna e legale della persona offesa. La ragione della richiesta è di natura procedurale: la querela sarebbe stata presentata oltre il termine di dodici mesi fissato dalla legge per questo tipo di reato.
L’accusa era stata formulata da un’imprenditrice di 52 anni, che aveva denunciato di essere stata costretta a subire un atto sessuale durante un incontro di lavoro nell’ufficio del senatore a Palazzo Madama. Il fatto sarebbe avvenuto nel febbraio 2025. Silvestro aveva sempre respinto ogni addebito, definendo l’accusa «assurda».
Perché la Procura chiede l’archiviazione
Stando alla ricostruzione fornita dalla legale della denunciante, il pubblico ministero avrebbe rilevato la mancanza di una condizione di procedibilità: la querela sarebbe stata proposta più di un anno dopo i fatti contestati. Per i reati di violenza sessuale la legge prevede un termine di dodici mesi, più ampio rispetto ai tre mesi ordinari, introdotto con la riforma nota come Codice Rosso. Superata quella soglia, il procedimento non può proseguire indipendentemente dalla fondatezza dell’accusa.
Su questo punto le parti sembrano concordare: la richiesta non entra nel merito della vicenda. Divergono, invece, sulla lettura da darne.
La posizione di Differenza Donna
Secondo l’avvocata Manente, «la richiesta di archiviazione è fondata esclusivamente su una questione relativa alla procedibilità del reato» e «non smentisce, nel merito, il racconto» della donna. La legale sostiene che l’atto «non contiene alcuna valutazione negativa sull’attendibilità della persona offesa» e che negli atti sarebbero presenti elementi coerenti con la versione dell’imprenditrice. In particolare, un testimone che l’avrebbe incontrata subito dopo i fatti ne avrebbe descritto il «profondo turbamento, il pianto e lo stato di sconvolgimento».
Manente affronta anche il tema del ritardo con cui la donna avrebbe rappresentato integralmente quanto accaduto. A suo avviso, la circostanza non può essere letta come indice di inattendibilità: «Shock, vergogna, paura, senso di colpa, timore del giudizio o di non essere credute possono determinare racconti inizialmente parziali, frammentati o progressivamente più completi», ha dichiarato, richiamando la letteratura scientifica e l’esperienza dei centri antiviolenza.
La replica della difesa del senatore
Di segno diverso la lettura dell’avvocato Roberto Guida, difensore di Silvestro. «Prendiamo atto della richiesta di archiviazione di cui non conosciamo ancora il contenuto», ha dichiarato il penalista, aggiungendo che se la Procura ha ritenuto tardiva la querela «è da escludere che abbia svolto accertamenti nel merito idonei a ritenere il reato ipotizzato astrattamente configurabile e comunque a valutare l’attendibilità delle fonti». Guida ha precisato di riservare «ogni considerazione all’esito della lettura dell’atto, allo stato ostensibile solo alla denunciante».
In sostanza, la difesa contesta l’idea che dalla richiesta possano trarsi conclusioni sulla credibilità dell’accusa: se il pm si è fermato alla questione procedurale, non avrebbe compiuto una valutazione dei fatti.
Cosa succede ora
La parola passa al giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura o disporre ulteriori accertamenti. La persona offesa ha la facoltà di presentare opposizione all’archiviazione. Per il momento l’atto è consultabile solo dalla denunciante e dal suo legale.
Resta sul tavolo una vicenda che si chiude, almeno in questa fase, su un binario tecnico: da un lato chi sottolinea che l’attendibilità della donna non è stata messa in discussione, dall’altro chi ricorda che senza un esame del merito nessuna conclusione può essere tratta, in un senso o nell’altro. Per Silvestro, che resta autosospeso da Forza Italia, la definizione del procedimento penale non coincide necessariamente con la chiusura della questione politica.