Allarme bomba su volo Wizz Air Londra-Sofia dirottato a Budapest: non c’era nessuna bomba

Sull’aereo non c’era alcun ordigno. Si è chiuso così l’allarme bomba che ieri, lunedì 2 novembre, ha costretto il volo Wizz Air da Londra Luton a Sofia a deviare su Budapest. L’Airbus A321neo della compagnia low cost ungherese ha ricevuto la minaccia mentre sorvolava la Bosnia ed Erzegovina e ha chiesto di atterrare all’aeroporto internazionale Liszt Ferenc della capitale ungherese. Un caccia Gripen dell’aeronautica militare di Budapest lo ha scortato fino alla pista. L’aereo è atterrato poco dopo mezzogiorno, ora locale, senza conseguenze per passeggeri ed equipaggio.
Volo Wizz Air dirottato a Budapest, l’esito dei controlli
Dopo l’atterraggio il velivolo è stato condotto in un’area di sosta riservata. Lì le autorità hanno ispezionato l’aereo e controllato i passeggeri. Secondo quanto riferito dalla compagnia all’agenzia di stampa ungherese MTI, la verifica non ha individuato «alcun rischio che costituisca una minaccia». Wizz Air ha poi comunicato che il volo avrebbe proseguito verso Sofia con un nuovo equipaggio. Nelle ultime comunicazioni disponibili la ripartenza effettiva non risultava ancora confermata.
In una nota diffusa nel pomeriggio, il vettore ha confermato che il collegamento Londra Luton–Sofia «è stato dirottato su Budapest a seguito di una minaccia bomba ricevuta durante il volo». L’aereo, si legge, è atterrato «in sicurezza» nel rispetto dei protocolli previsti. La compagnia ha aggiunto di collaborare con le autorità e che la sicurezza di passeggeri ed equipaggio «resta la massima priorità».
La cronologia ricostruita attraverso i dati di tracciamento indica un decollo da Luton alle 8.33 ora di Greenwich, le 9.33 in Italia. L’arrivo a Sofia era previsto alle 13.25 ora locale. Il cambio di rotta è avvenuto nello spazio aereo bosniaco, quando l’aereo aveva già percorso buona parte del tragitto. Secondo il sito turco specializzato Herdem Aviation, a Budapest attendevano l’Airbus vigili del fuoco, polizia e reparti antiterrorismo. Una delle piste sarebbe stata chiusa temporaneamente, mentre il resto del traffico veniva dirottato su quella alternativa.
Caccia Gripen e allerta Alpha NATO, come è scattata la scorta
A dare per primo notizia dell’intervento militare è stato il ministro della Difesa ungherese, Romulusz Ruszin-Szendi, con un messaggio su Facebook. Il servizio di sorveglianza aerea della NATO ha dichiarato l’allerta «Alpha». È il livello che, nel sistema di difesa aerea integrata dell’Alleanza, ordina il decollo immediato degli aerei in prontezza di reazione rapida. Il Gripen, caccia di fabbricazione svedese in dotazione all’aeronautica ungherese, è decollato in pochi minuti e ha affiancato l’aereo civile fino all’atterraggio.
È una procedura prevista nei casi di minaccia a bordo. Il caccia accompagna il velivolo, ne segue la condotta di volo ed è pronto a intervenire se la situazione dovesse precipitare. Conclusa la missione, il Gripen è rientrato alla base di Kecskemét, nell’Ungheria centrale. Da quel momento, ha spiegato il ministro, la gestione dell’episodio è passata alla polizia, che ha adottato ulteriori misure dopo l’atterraggio.
Wizz Air ha sede proprio a Budapest, dove si trova la sua base principale. È una delle maggiori compagnie a basso costo d’Europa, con una presenza molto forte nei collegamenti tra il Regno Unito e l’Europa centro-orientale. Atterrare nella propria base le ha consentito di sostituire l’equipaggio senza attendere personale da altri scali.
Allarme bomba sul volo Londra-Sofia, cosa resta da chiarire
Su diversi aspetti le informazioni restano incomplete. Né la compagnia né le autorità ungheresi hanno precisato in che modo la minaccia sia arrivata, chi l’abbia inviata e quante persone fossero a bordo. Al momento non risultano dichiarazioni delle autorità britanniche o bulgare, benché la tratta collegasse i due Paesi.
L’esito dell’ispezione colloca l’episodio tra i falsi allarmi. Anche quando la minaccia si rivela infondata, il protocollo va applicato per intero: deviazione su uno scalo idoneo, decollo di un caccia, chiusura di una pista, mobilitazione di forze di polizia e reparti specializzati. I passeggeri, diretti a Sofia in tarda mattinata, hanno accumulato ore di ritardo. Il costo operativo ricade su compagnia, aeroporto e apparato militare, e quindi in parte sui contribuenti.
La responsabilità dell’inchiesta è ora della polizia ungherese. Dovrà stabilire l’origine della minaccia e identificarne l’autore, l’unico elemento in grado di spiegare perché un volo di linea tra due capitali europee sia finito sotto la scorta di un aereo da combattimento.